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Codice proc. civile agg.  al  28 Gen 2015
 
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Art. 227 cod. proc. civile: Esecuzione della sentenza che ha pronunciato sulla querela

L’esecuzione delle sentenze previste nell’articolo precedente non può aver luogo prima che siano passate in giudicato.

Se non è richiesta dalle parti, l’esecuzione è promossa dal pubblico ministero a spese del soccombente con l’osservanza, in quanto applicabili, delle norme dell’articolo 481 del codice di procedura penale.


Giurisprudenza annotata

Esecutività della sentenza.

In materia di querela di falso, solo l’attuazione delle pronunce accessorie di cui all’art. 226, secondo comma, c.p.c. è subordinata al passaggio in giudicato della sentenza e non anche l’autorità di accertamento, negativo o positivo, del falso, che ben può fondare, costituendone la premessa indispensabile, la decisione sulla domanda di risarcimento del danno, rispetto alla quale il mancato accertamento del falso in sede penale non è di ostacolo, essendo venuta meno la pregiudizialità penale, all’accertamento incidentale della sussistenza degli elementi costitutivi del reato; pertanto, qualora con unica sentenza sia stata dichiarata la falsità di alcuni documenti, accolta, sul presupposto di tale falsità, la domanda principale e respinta la richiesta di ristoro dei danni, il capo relativo a quest’ultima, che non sia stato impugnato, acquista autorità di giudicato, senza che l’esecuzione della pronuncia sul falso ai sensi degli artt. 226 e 227 c.p.c. rappresenti un novum, tale da giustificare la riproposizione dell’azione risarcitoria per i medesimi danni.

Cass. lav., 19 aprile 2001, n. 5746.



 
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