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Codice proc. civile agg.  al  28 Gen 2015
 
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Art. 230 cod. proc. civile: Modo dell’interrogatorio

L’interrogatorio deve essere dedotto per articoli separati e specifici.

Il giudice istruttore procede all’assunzione dell’interrogatorio nei modi e termini stabiliti nell’ordinanza che l’ammette.

Non possono farsi domande su fatti diversi da quelli formulati nei capitoli, a eccezione delle domande su cui le parti concordano e che il giudice ritiene utili; ma il giudice può sempre chiedere i chiarimenti opportuni sulle risposte date.


Giurisprudenza annotata

Ammissibilità

L’inammissibilità della richiesta di ammissione su tutto il contenuto della comparsa di risposta che non consenta, per la genericità ed indeterminatezza del testo, di individuare capitoli di prova che rispondano ai requisiti richiesti dalle norme processuali citate, né può essere richiesto al giudice di estrapolare egli stesso detti capitoli di prova (tramite una c.d. “lettura estrapolativa” nell’atto di parte), contrastandovi il principio della disponibilità della prova).

Cass. 7 giugno 2011, n. 12292.

 

In tema di prova della simulazione tra le parti la legge, mentre vieta (tranne determinati casi) la prova per testimoni e per presunzioni, non vieta, invece, l’interrogatorio formale che abbia per oggetto negozi per i quali non sia richiesto l’atto scritto “ad substantiam”. Infatti, le limitazioni poste - nei rapporti anzidetti - dal secondo comma dell’art. 1417 c.c. riguardano soltanto la prova testimoniale e, correlativamente (ai sensi dell’art. 2729, comma secondo, c.c.), quella per presunzioni e non anche il suddetto mezzo istruttorio volto a provocare la confessione giudiziale della controparte, attesi il carattere di piena prova legale della confessione e l’inesistenza, per questa, di una disposizione corrispondente a quella della simulazione diretta non ad accertare un patto aggiunto o contrario al contenuto di un documento, bensì a ricercare la verità reale contro quella formale risultante dall’atto scritto. Peraltro, attraverso le risposte date dall’interessato in sede di interrogatorio formale, può essere utilmente acquisita sia la prova piena che un principio di prova, nel caso in cui le risposte siano tali da rendere verosimile la simulazione, con la conseguenza di rendere ammissibile la prova testimoniale in deroga al normale divieto.

Cass. 15 luglio 2008, n. 19435.

 

Interrogatorio formale in sede di impugnazione

Nel caso in cui nel giudizio di primo grado l’attore abbia deferito giuramento decisorio al convenuto, e questi l’abbia prestato in senso sfavorevole al deferente, diventa irrilevante il motivo d’impugnazione con il quale il soccombente si dolga della mancata ammissione dell’interrogatorio formale rivolto alla stessa parte cui aveva deferito il giuramento, giacché l’istanza di interrogatorio resta in tal caso assorbita da quella avente ad oggetto il giuramento.

Cass. 3 luglio 2008, n. 18207.

 



 
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