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Codice proc. civile agg.  al  28 Gen 2015
 
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Art. 240 cod. proc. civile: Deferimento del giuramento suppletorio

Nelle cause riservate alla decisione collegiale, il giuramento suppletorio può essere deferito esclusivamente dal collegio.

 



Giurisprudenza annotata

Ammissibilità e potere discrezionale del giudice

La valutazione in ordine all’ammissibilità e rilevanza del giuramento suppletorio ed estimatorio rientra nella discrezionalità del giudice di merito, e la omessa motivazione su tale discrezionale decisione non può essere invocata in sede di legittimità.

Cass. lav., 18 agosto 2004, n. 16157; conforme Cass. 19 agosto 2002, n. 12235; Cass. 16 maggio 2001, n. 6742; Cass. lav., 5 febbraio 2000, n. 1300.

 

Il giudice di merito che ritenga la causa giunta ad un stato di semiplena probatio ha la facoltà (ma non anche l’obbligo) di deferire il giuramento suppletorio ai sensi del disposto dell’art. 2736 n. 2 c.c., mentre alla parte che abbia assolto in modo insufficiente al proprio onere probatorio va riconosciuto, simmetricamente, non altro che un mero interesse di fatto a quel deferimento (ma non anche la possibilità di dolersi che l’organo collegiale non abbia, in ipotesi, esercitato il relativo potere), così che dovrà ritenersi sindacabile soltanto la decisione positiva del giudice di ricorrere a tale mezzo istruttorio (e solo limitatamente al profilo della adeguatezza e della correttezza logica della relativa motivazione in ordine alle circostanze della effettiva esistenza di una semiplena probatio e del maggior contenuto probatorio che si presume offerto dalla parte prescelta a prestare il giuramento), ma non anche quella negativa di non farne uso (in applicazione della regola generale di cui all’art. 2697), senza che, in quest’ultimo caso, possa invocarsi la omessa motivazione di tale, discrezionale decisione. Ne consegue che è irrilevante la circostanza che il giuramento abbia per oggetto un fatto proprio della parte alla quale è deferito - dovendo intendersi per fatto proprio non soltanto l’attività personale della parte ma anche ogni avvenimento esterno, ed anche i fatti e le dichiarazioni di altri soggetti, nei limiti in cui possono essere stati percepiti dal giurante medesimo - poiché il giudice non ha l’obbligo di deferire il giuramento.

Cass. lav., 8 settembre 2006, n. 19270; conforme Cass. 12 giugno 1997, n. 5265; Cass. 2 aprile 2009 n. 8021.

 

 Giuramento suppletorio e impugnazione

La valutazione con cui sia stato disposto o negato il giuramento suppletorio, ovvero si sia proceduto alla revoca del giuramento suppletorio già disposto, è censurabile in cassazione come vizio di violazione di norme sul procedimento ai sensi del n. 4 dell’art. 360 c.p.c. sia quando una motivazione manchi, sia quando il giudice abbia giustificato l’esercizio del suo potere assumendo che il relativo presupposto non sia quello della “semiplena probatio” bensì diverso, sia quando la motivazione sia esplicitata ed il giudice abbia assunto a presupposto della conseguente decisione rispettivamente l’esistenza o meno di una situazione di “semiplena probatio”, attribuendo o negando tale natura alla situazione probatoria esistente nel giudizio in relazione alla fattispecie giudicata con una valutazione che risulti erronea secondo le categorie della logica generale o di quella giuridica pertinenti nella specie.

Cass. 20 giugno 2008, n. 16800.

 

È inammissibile il ricorso straordinario per cassazione avverso l’ordinanza che deferisce d’ufficio il giuramento suppletorio (o rigetta l’istanza di revoca del deferimento), in quanto provvedimento attinente all’istruzione del giudizio di merito privo dei caratteri della decisorietà e definitività, essendo suscettibile di essere revocato anche con la sentenza che definisce il giudizio.

Cass. 20 luglio 2011, ord. n. 15949.

 



 
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