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Codice proc. civile agg.  al  28 Gen 2015
 
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Art. 247 cod. proc. civile: Divieto di testimoniare

Non possono deporre il coniuge ancorché separato, i parenti o affini in linea retta e coloro che sono legati a una delle parti da vincoli di affiliazione, salvo che la causa verta su questioni di stato, di separazione personale o relative a rapporti di famiglia.



Giurisprudenza annotata

Rapporti di coniugio e parentela o affinità

In materia di prova testimoniale, non sussiste con riguardo alle deposizioni rese dai parenti o dal coniuge di una delle parti alcun principio di necessaria inattendibilità connessa al vincolo di parentela o coniugale, siccome privo di riscontri nell’attuale ordinamento, considerato che, venuto meno il divieto di testimoniare previsto dall’art. 247 c.p.c. per effetto della sentenza della Corte cost. n. 248 del 1974, l’attendibilità del teste legato dai uno dei predetti vincoli non può essere esclusa aprioristicamente, in difetto di ulteriori elementi in base ai quali il giudice del merito reputi inficiarne la credibilità, per la sola circostanza dell’esistenza dei detti vincoli con le parti.

Cass. 20 gennaio 2006, n. 1109; conforme Cass. 3 agosto 2004, n. 17384; Cass. lav., 18 aprile 1994, n. 3651; Cass. lav., 28 luglio 2010 n. 17630.



 
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