codice-proc-civile
Codice proc. civile agg.  al  28 Gen 2015
 
L'autore
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore

 

Art. precedente Art. successivo
 

Art. 270 cod. proc. civile: Chiamata di un terzo per ordine del giudice

La chiamata di un terzo nel processo a norma dell’art. 107 può essere ordinata in ogni momento dal giudice istruttore (1) per una udienza che all’uopo egli fissa (2) (3).

Se nessuna delle parti provvede alla citazione del terzo (4), il giudice istruttore dispone con ordinanza non impugnabile la cancellazione della causa dal ruolo.


Commento

(1) La possibilità concessa al giudice di ordinare la chiamata in causa di un terzo anche dopo l’espletamento dei mezzi istruttori, non preclude al chiamato la piena libertà di difesa, non essendo, lo stesso, vincolato all’attività probatoria già svolta tra le parti originarie del giudizio.

 

(2) La fissazione dell’udienza di comparizione del terzo non comporta comunque anche assegnazione di un termine perentorio, per cui ben potrebbe il magistrato, nell’esercizio del suo potere discrezionale, fissarne una nuova anziché ordinare la cancellazione della causa dal ruolo, nel caso che l’ordine di chiamata del terzo non venga ottemperato.

 

(3) L’ordinanza con la quale il giudice dispone la chiamata in causa del terzo non è impugnabile, ma è soggetta al riesame del collegio in sede di decisione della causa [v. 178].

 

(4) L’ordine non è rivolto direttamente al terzo ma alla parte che abbia interesse ad evitare la cancellazione della causa dal ruolo: trascorsi 3 mesi senza la riassunzione, il processo si estingue.


Giurisprudenza annotata

Caratteri dell’ordine

A norma dell’art. 270 c.p.c., la chiamata del terzo nel processo per ordine del giudice - ai sensi dell’art. 107 c.p.c. - può essere ordinata in ogni momento (del giudizio di primo grado). Deriva, da quanto precede, pertanto, che è manifestamente infondato il motivo di ricorso per cassazione con il quale si denuncia la mancata osservanza - da parte del giudice di primo grado - dei termini di cui all’art. 269, comma 2, c.p.c.

Cass. 13 dicembre 2010, n. 25127.

 

A norma dell'art. 270 c.p.c., la chiamata del terzo nel processo per ordine del giudice - ai sensi dell'art. 107 c.p.c. - può essere ordinata in ogni momento (del giudizio di primo grado). Deriva, da quanto precede, pertanto, che è manifestamente infondato il motivo di ricorso per cassazione con il quale si denuncia la mancata osservanza - da parte del giudice di primo grado - dei termini di cui all'art. 269, comma 2, c.p.c.

Cassazione civile sez. III  13 dicembre 2010 n. 25127  

 

La chiamata del terzo iussu iudicis di cui all’art. 107 determina (in assenza di un’ipotesi di litisconsorzio necessario di natura sostanziale) una situazione di litisconsorzio necessario c.d. processuale non rimuovibile per effetto di un diverso apprezzamento del giudice dell’impugnazione. La conseguenza della mancata ottemperanza all’ordine del giudice è poi espressamente disciplinata dall’art. 270 c.p.c. secondo il quale la causa non si estingue (così come preveduto nel testo anteriore alla riforma di cui alla L. 857/70), ma viene cancellata dal ruolo.

Cass., Sez. Un., 28 gennaio 1999, n. 739.



 
Art. precedente Art. successivo
 

 
Vuoi restare aggiornato su questo argomento?
Segui la nostra redazione anche su Facebook, Google + e Twitter. Iscriviti alla newsletter

 

 

© Riproduzione riservata

 
 
Commenti