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Codice proc. civile agg.  al  28 Gen 2015
 
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Art. 281-sexies cod. proc. civile: Decisione a seguito di trattazione orale

Se non dispone a norma dell’articolo 281-quinquies, il giudice, fatte precisare le conclusioni, può ordinare la discussione orale della causa nella stessa udienza o, su istanza di parte, in un’udienza successiva e pronunciare sentenza al termine della discussione, dando lettura del dispositivo e della concisa esposizione delle ragioni di fatto e di diritto della decisione.

In tal caso, la sentenza si intende pubblicata con la sottoscrizione da parte del giudice del verbale che la contiene ed e’ immediatamente depositata in cancelleria.


Giurisprudenza annotata

Generalità

L’applicabilità della norma di cui all’art. 359 c.p.c. non può essere esclusa sul rilievo che l’articolo 281 sexies c.p.c. è dettato per il procedimento davanti al tribunale in composizione monocratica, dal momento che il criterio discriminante, ai fini della definizione dell’ambito di operatività della disposizione, non è la composizione monocratica o collegiale del giudice, bensì la riconducibilità della materia del contendere all’elencazione di cause di cui all’articolo 50 bis c.p.c.

App. Roma, 12 maggio 2010.

 

Il modello legale dell'art. 281 sexies c.p.c. esige la discussione orale della causa ed esclude che essa possa essere sostituita da una pregressa attività di deposito delle conclusionali e dalla lettura delle medesime in udienza in luogo della discussione orale stessa. Tuttavia, in mancanza di espressa ed immediata manifestazione del proprio dissenso avverso le modalità descritte, si deve reputare, a norma dell'art. 157, comma 3, c.p.c., che la parte abbia tacitamente rinunciato a dolersi dell'inosservanza della forma procedimentale e, quindi, se ne deve inferire che non possa più opporla e farla valere come motivo di ricorso per Cassazione.

Cassazione civile sez. III  09 aprile 2015 n. 7104  

 

Contenuto e presupposti del potere di scelta

Nel procedimento d’appello davanti al tribunale, in composizione monocratica, non può procedersi alla discussione orale della causa cui segua la lettura del dispositivo ex art. 281-sexies c.p.c., se una delle parti richieda, all’udienza di discussione, di disporre lo scambio delle conclusionali ai sensi dell’art. 190 c.p.c., essendo tenuto il giudice, per espressa previsione dell’art. 352, ultimo comma, c.p.c., a provvedere a tale adempimento e a fissare una nuova udienza di discussione nel termine previsto dalla norma, a pena di nullità della sentenza per violazione del diritto di difesa.

Cass. 13 marzo 2009, n. 6205.

 

Il subprocedimento decisorio secondo il modello a trattazione orale

L’ammissibilità dell’impiego dell’articolo 281-sexies c.p.c. dinanzi alla corte d’appello potrebbe essere negata soltanto ove si riconoscesse che l’adozione di tale modulo decisorio arrechi un vulnus al principio del contraddittorio, la qual cosa appare tuttavia da escludere, dal momento che la norma in questione prevede la discussione orale, secondo una modalità non dissimile da quella dettata dallo stesso articolo 352 c.p.c., seppure, secondo un impianto alquanto pletorico, all’esito del deposito delle conclusionali e repliche, ed attribuisce alle parti il diritto di chiedere un rinvio per la discussione all’eventuale fine di prepararsi meglio ad essa.

App. Roma, 10 novembre 2010.

 

Il contenuto-forma della sentenza resa ai sensi dell’art. 281-sexies

Deve escludersi la nullità della sentenza emessa ai sensi dell’art. 281-sexies c.p.c. che sia priva della concisa esposizione dello svolgimento del processo (art. 132, n. 4 c.p.c.) quando questo sia ricostruibile dal verbale dell’udienza di discussione e da quelli che lo precedono.

Cass. 15 dicembre 2011, n. 27002.

 

Elemento strutturale della sentenza ex art. 281 sexies c.p.c. è la contestualità tra dispositivo letto in udienza e motivazione; pertanto, costituisce ipotesi di sentenza ex art. 281 sexies c.p.c. nulla per mancanza strutturale di motivazione, la sentenza il cui dispositivo sia stato letto in udienza, ma la cui motivazione non sia stata esposta contestualmente ma depositata due giorni dopo.

Cassazione civile sez. III  30 marzo 2015 n. 6394  

 

La sottoscrizione e la pubblicazione della sentenza

La sentenza con motivazione contestuale, pronunciata ai sensi dell’art. 281-sexies c.p.c., non è nulla nel caso in cui il giudice non provveda alla lettura del dispositivo in udienza, quando sia comunque avvenuto il deposito immediato ed integrale del dispositivo e della motivazione. Unica conseguenza della predetta omissione, in tal caso, è infatti la dilazione del termine per impugnazione sino al momento della successiva comunicazione alle parti del deposito in cancelleria.

Cass. 23 giugno 2008, n. 17028.

 

Decorrenza dei termini per l’impugnazione della sentenza orale

In tema di impugnazioni, nel caso in cui il giudice abbia ordinato, ai sensi dell’art. 281 sexies c.p.c., la discussione orale della causa e abbia pronunciato, al termine della discussione, sentenza dando lettura del dispositivo e della concisa esposizione delle ragioni di fatto e di diritto della decisione, il termine lungo per proporre impugnazione decorre dalla data della pronuncia.

Cass. 8 novembre 2010, n. 22659.

 

Rapporti tra sentenza «incorporata» nel verbale di udienza e ordinanza post-istruttoria ex art. 186 quater

Nel caso di sentenza redatta a verbale o allegata allo stesso ai sensi dell’art. 281 sexies c.p.c., la sua pubblicazione, al fine della decorrenza dei termini “ad opponendum”, esige che la pronuncia sia stata letta in udienza e che di tale lettura, concernente motivazione e dispositivo, si dia atto nel verbale immediatamente sottoscritto dal giudice; dal difetto di tale adempimento consegue il mancato esonero per il cancelliere dall’osservanza delle attività comunicatorie ex art. 133 c.p.c.

Cass. 6 settembre 2007, n. 18743.

 

Applicabilità della norma anche a procedimenti diversi da quello di primo grado dinanzi al tribunale in composizione monocratica

Nel giudizio di gravame dinanzi alla corte d’appello non è applicabile l’art. 281-sexies c.p.c., che disciplina la decisione a seguito di trattazione orale nel procedimento davanti al tribunale in composizione monocratica, dovendosi invece fare riferimento esclusivo a quanto dettato dal secondo comma dell’art. 352 c.p.c. Tuttavia, qualora la corte d’appello abbia applicato l’art. 281-sexies citato, seguendo la relativa disciplina, la nullità del procedimento è sanata, ai sensi dell’art. 157, secondo comma, c.p.c., ove, a fronte dell’invito rivolto alle parti di discutere oralmente la causa nella stessa udienza, quest’ultime non si oppongano, né richiedano il termine per il deposito della comparsa conclusionale e della memoria di replica, in tal modo omettendo di tenere il comportamento processuale necessario per indurre il Collegio a procedere nelle forme ordinarie, restando altresì esclusa la violazione dei principi regolatori del giusto processo, ex art. 360-bis, primo comma, n. 2, c.p.c., là dove le stesse parti abbiano avuto la possibilità di svolgere appieno le proprie difese.

Cass. 13 novembre 2011, n. 21216.

 



 
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