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Codice proc. civile agg.  al  28 Gen 2015
 
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Art. 29 cod. proc. civile: Forma ed effetti dell’accordo delle parti

L’accordo delle parti per la deroga della competenza territoriale deve riferirsi ad uno o più affari determinati e risultare da atto scritto (1) (2).

L’accordo non attribuisce al giudice designato competenza esclusiva quando ciò non è espressamente stabilito (3).


Commento

Accordo: nel caso di specie, è la convenzione, preventiva alla instaurazione del processo, con la quale i contraenti pattuiscono che, nel caso sorgano contestazioni tra loro in ordine ad un determinato rapporto, la controversia sarà devoluta alla cognizione di un giudice diverso da quello territorialmente competente secondo le norme ordinarie.

 

 

(1) La norma prende in considerazione soltanto l’accordo preventivo alla instaurazione del processo: secondo l’orientamento dominante in dottrina, si tratta di un vero e proprio negozio di diritto civile, sia pure con effetti processuali.

 

(2) L’accordo deve riferirsi ad uno o più affari determinati e deve essere redatto in forma scritta, a pena di nullità, rilevabile anche d’ufficio. Nel caso che sia inserito nelle condizioni generali di contratto o sia contenuto in moduli o formulari, la clausola che lo prevede deve essere, sempre a pena di nullità, specificamente approvata per iscritto ed è inefficace nei confronti di un soggetto diverso dalle parti contraenti.

 

(3) Affinché il foro convenzionale possa considerarsi esclusivo è necessario che le parti abbiano manifestato espressamente ed in maniera inequivoca la volontà di devolvere la cognizione della causa al giudice del foro prescelto, escludendo la concorrenza di quest’ultimo con quelli che le norme processuali individuano in via alternativa. Ove manchi una volontà espressa, l’accordo sortirà unicamente l’effetto di aggiungere il foro convenzionale agli altri già determinati dal legislatore.


Giurisprudenza annotata

  1. Accordo tra le parti.

In tema di eccezione di incompetenza per territorio, il principio della necessità di contestazione di tutti i fori alternativamente concorrenti non opera in presenza di un foro esclusivo, quale il “forum rei sitae” stabilito dall’art. 21 c.p.c., salvo deroga convenzionale ai sensi dell’art. 29 c.p.c., che, però, non opera ove (come nella specie) la domanda principale afferisca alla materia del comodato, in applicazione dell’art. 447-bis, secondo comma, c.p.c. Cass. 29 dicembre 2011, n. 29824.

 

 

1.1. Esclusività del foro.

La semplice designazione di un foro territoriale effettuata dalle parti usando l’espressione «deroga al foro territoriale» non è sufficiente per attribuire a detto foro carattere di esclusività, in mancanza di un’enunciazione espressa, la quale non lasci dubbio alcuno sulla comune intenzione delle parti di escludere la competenza dei fori ordinari. Cass. 30 maggio 2007, n. 12719; conforme Cass. 13 luglio 2004, n. 12978; Cass. 20 dicembre 1995, n. 12971.

 

Nell’ambito delle condizioni generali di contratto, la predisposizione della clausola derogativa della ordinaria competenza territoriale non è inclusa tra i criteri legali di attribuzione al foro convenzionale della qualifica di foro esclusivo; tale qualifica deriva da una dichiarazione espressa o univoca da cui risulti, in modo chiaro e preciso, la concorde volontà delle parti, non solo di derogare all’ordinaria competenza territoriale, ma altresì di escludere la competenza al foro designato con quelli previsti dalla legge in via alternativa. Cass. 5 luglio 2007, n. 15219; conforme Cass. 26 febbraio 2002, n. 2874; Cass. 18 aprile 2000, n. 5030.

 

 

  1. Foro designato con clausola contrattuale.

 

 

2.1. Contratto di leasing.

Il foro convenzionalmente stabilito dalle parti in un contratto di leasing, per il quale sia sorta controversia, si estende ad ogni controversia comunque dipendente dal contratto o collegata con il medesimo, anche nel caso di controversia avente ad oggetto il contratto di fideiussione in cui i fideiubenti abbiano dichiarato, con apposita clausola, di aver preso visione del contratto di locazione finanziaria e di accettarlo integralmente. Cass. 4 marzo 2005, n. 4757.

 

 

2.2. Contratto di agenzia.

La clausola derogatoria della competenza per territorio inserita nel contratto di agenzia, riferita a tutte le controversie sorte nell’esecuzione del negozio, opera anche con riguardo alla controversia nella quale la compagnia assicuratrice richieda all’agente la restituzione delle somme dovute a titolo di saldo di chiusura del rapporto, in quanto le operazioni relative alla riconsegna delle somme in questione sono afferenti all’esecuzione del contratto di agenzia, e ciò pur quando, al momento della richiesta restituzione, il contratto si sia già sciolto (nella specie, per effetto del recesso per giusta causa da parte della compagnia assicurativa), dal momento che la richiesta restitutoria trova fondamento nel contratto di agenzia, essendo il saldo di chiusura di cassa, oggetto della sollecitata riconsegna, la risultante di rapporti di debito-credito maturati per effetto del rapporto stesso. Cass. 31 marzo 2011, n. 7529.

 

 

2.3. Clausola di deroga della competenza territoriale contenuta in proposta di contratto divenuta inefficace.

Ove la proposta (irrevocabile) di promessa d’acquisto sia divenuta inefficace, perde altresì efficacia, con la caducazione della proposta, la clausola di deroga della competenza territoriale in essa contenuta, a nulla rilevando che, nel giudizio promosso dal proponente per la restituzione delle somme da lui anticipate al destinatario al momento della sottoscrizione della proposta e nel periodo di efficacia della stessa, quest’ultimo, pur negando di aver mai concluso alcun contratto con la controparte, abbia richiamato quel documento per eccepire l’incompetenza territoriale del giudice adito; non opera in tal caso, la regola secondo cui il fatto di invocare in giudizio l’autorità di un documento contrattuale, pur sottoscritto dall’altra parte e non dal deducente, equivale al riconoscimento dell’impegno in esso contenuto. Cass. 21 agosto 2002, n. 12323.



 
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