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Codice proc. civile agg.  al  28 Gen 2015
 
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Art. 299 cod. proc. civile: Morte o perdita della capacità prima della costituzione

Se prima della costituzione in cancelleria o all’udienza davanti al giudice istruttore, sopravviene la morte oppure la perdita della capacità di stare in giudizio di una delle parti o del suo rappresentante legale o la cessazione di tale rappresentanza, il processo è interrotto (1), salvo che coloro ai quali spetta di proseguirlo si costituiscano volontariamente, oppure l’altra parte provveda a citarli in riassunzione, osservati i termini di cui all’art. 163-bis (2).


Commento

Rappresentante legale: è il soggetto cui la legge conferisce il potere di compiere atti e negozi giuridici in nome e per conto di un altro soggetto (rappresentato). Mira a rendere possibile a soggetti legalmente incapaci il compimento di atti che altrimenti sarebbero loro preclusi.

 

Interruzione: è un arresto temporaneo del processo determinato dalla necessità di assicurare l’effettività del contraddittorio, a seguito di eventi che abbiano menomato la partecipazione al processo delle parti o dei loro rappresentanti legali o dei loro procuratori in giudizio.

 

Riassunzione: atto processuale di parte, avente in genere la forma della comparsa, del ricorso o della citazione, necessario per determinare la ripresa dello svolgimento del processo, laddove siffatto svolgimento sia stato impedito dal prodursi di determinati accadimenti, quali l’interruzione del processo, la cancellazione della causa dal ruolo, la sospensione del giudizio. Quando la parte non vi provvede nel termine fissato dalla legge o dal giudice, il processo si estingue.

 

 

(1) L’effetto interruttivo si produce ipso iure senza la necessità di alcuna pronuncia da parte del giudice. Qualora la morte della parte avvenga prima della notifica dell’atto introduttivo, si ha nullità dell’intero giudizio. Il provvedimento del giudice ha natura solo dichiarativa.

 

(2) In tale ultimo caso, è necessario, affinché si voglia evitare l’interruzione del giudizio, che la citazione in riassunzione venga effettuata personalmente a coloro cui spetta proseguire il giudizio e non a mezzo di notificazione impersonale e collettiva. A differenza della sospensione, che dipende da eventi che investono la funzione decisoria del giudice, l’interruzione si ricollega ad una modificazione della situazione delle parti processuali. Infatti, scopo dell’istituto è quello di tutelare la parte in difficoltà offrendo uno strumento di conservazione dell’integrità del contraddittorio.


Giurisprudenza annotata

Ratio dell’istituto

Le norme che disciplinano l’interruzione del processo sono poste a tutela della parte colpita dal relativo evento, con la conseguenza che solo tale parte è legittimata a dolersi dell’irrituale continuazione del processo nonostante il verificarsi della causa interruttiva.

Cass. 13 novembre 2009, n. 24025; conforme Cass. 27 aprile 2004, n. 8040; Cass. 11 settembre 1999, n. 9672.

 

Limite temporale per l’applicabilità della disciplina di cui all’art. 299

La notificazione della citazione introduttiva del giudizio di primo grado effettuata ad una persona già deceduta deve considerarsi giuridicamente inesistente e rispetto alla medesima non può trovare applicazione il principio secondo cui si considera invece validamente effettuata la notificazione alla parte deceduta dopo la pubblicazione della sentenza, qualora la controparte abbia ignorato senza sua colpa il decesso, poiché esso trova giustificazione solo in ambito endoprocessuale, essendo ispirato al fine di contemperare e coordinare, nella fase successiva all’emanazione della sentenza che conclude la fase processuale per cui la costituzione spiega effetto, il sistema dell’automatica operatività degli eventi interrottivi, concernenti la parte costituita a mezzo di difensore, con la garanzia costituzionale del diritto di difesa di detta controparte, la quale esclude che tali eventi possano pregiudicare la parte incolpevolmente ignara.

Cass. 18 settembre 2001, n. 11688.

 

La notificazione della citazione introduttiva del giudizio di primo grado, effettuata a società posta in liquidazione coatta amministrativa, deve considerarsi giuridicamente inesistente con conseguente nullità del giudizio, rilevabile anche d’ufficio in ogni stato e grado del procedimento.

Cass. 9 dicembre 2003 n. 18724.

 

Onere di riassunzione o prosecuzione del processo interrotto nel termine di sei mesi dal verificarsi dell’evento interruttivo

L’inosservanza del termine perentorio di sei mesi dalla data dell’interruzione, concesso dalla legge per la riassunzione, comporta l’estinzione del giudizio rilevabile anche d’ufficio dal giudice.

Cass. lav., 3 gennaio 2001, n. 37; conforme Trib. Torre Annunziata, 18 gennaio 2005, n. 99.



 
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