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Codice proc. civile agg.  al  28 Gen 2015
 
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Art. 302 cod. proc. civile: Prosecuzione del processo

Nei casi previsti negli articoli precedenti la costituzione per proseguire il processo (1) può avvenire all’udienza o a norma dell’articolo 166 (2). Se non è fissata alcuna udienza, la parte può chiedere con ricorso al giudice istruttore o, in mancanza, al presidente del tribunale la fissazione dell’udienza. Il ricorso e il decreto sono notificati alle altre parti a cura dell’istante.


Commento

(1) Il processo riprende dalla stessa fase processuale nella quale si trovava prima della interruzione: non trattandosi di sospensione in attesa di altro giudizio, non ci sarà altro materiale probatorio da acquisire, per cui, se era già stata disposta la rimessione in decisione, non sarà possibile tornare alla fase istruttoria.

 

(2) La costituzione di colui cui spetta proseguire il giudizio può avvenire nella stessa udienza in cui si dichiara l’evento interruttivo (o in quella immediatamente successiva al verificarsi dello stesso) ovvero in cancelleria mediante il deposito di una comparsa di risposta o della procura conferita al nuovo difensore.


Giurisprudenza annotata

 Soggetti legittimati alla prosecuzione del processo

L’interruzione del processo per il decesso della parte è disposta a protezione dei successori a titolo universale della parte deceduta, i quali rimangono privi di tutela processuale. Pertanto, solo ad essi è consentita la prosecuzione del processo nella forma del semplice deposito di una memoria di costituzione con la procura al difensore (art. 302 c.p.c.), quando si sia verificata una prosecuzione di fatto del processo, e non anche al successore a titolo particolare nel diritto controverso che non sia già intervenuto in causa.

Cass. 25 luglio 1996, n. 6721.

 

Qualora, dopo la proposizione dell’azione revocatoria, sopravvenga il fallimento del debitore, la legittimazione alla prosecuzione del giudizio spetta esclusivamente al curatore, il quale agisce come sostituto processuale della massa dei creditori, privati della legittimazione ad iniziare o a proseguire l’azione per tutta la durata della procedura fallimentare. Pertanto, solo il curatore è legittimato a riassumere il giudizio interrotto per la dichiarazione del fallimento del debitore e a proseguire l’azione promossa dal creditore, i cui effetti, consistenti nell’inefficacia dell’atto di disposizione patrimoniale, si produrranno non più a vantaggio del singolo creditore attore, bensì di tutti i creditori del fallito.

Cass. 6 agosto 2002, n. 11760.

 

 



 
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