Codice proc. civile Agg. il 28 gennaio 2015

Codice proc. civile Art. 313 cod. proc. civile: Querela di falso

Codice proc. civile Agg. il 28 gennaio 2015



Se è proposta querela di falso, il giudice di pace, quando ritiene il documento impugnato rilevante per la decisione, sospende il giudizio e rimette le parti davanti al tribunale per il relativo procedimento. Può anche disporre a norma dell’articolo 225, secondo comma.

Giurisprudenza annotata

Proposizione della querela di falso dinanzi al giudice di pace

La sottoscrizione dell’atto ad opera della parte personalmente o a mezzo di procuratore speciale costituisce un requisito di ammissibilità della querela di falso. L’omissione della sottoscrizione personale della parte o del procuratore speciale non può essere sanata successivamente mediante la sottoscrizione personale dell’atto di riassunzione dinanzi al tribunale, cui le parti siano state rimesse dal pretore ai sensi dell’art. 313 c.p.c.

Cass. 8 marzo 2005, n. 5040.

 

Il giudice è tenuto ad autorizzare o meno la presentazione della querela di falso sulla base del motivato esame delle condizioni di ammissibilità della stessa, alla stregua del disposto degli artt. 221 e 222 c.p.c., sicché, qualora la querela sia presentata in corso di causa pendente dinanzi al giudice di pace, funzionalmente incompetente a conoscerne, trova applicazione l’art. 313 dello stesso codice, in forza del quale, se riconosce la rilevanza del documento impugnato di falso e se il modo in cui è proposta è conforme ai detti requisiti di ammissibilità, il giudice di pace è tenuto a sospendere il giudizio ed a rimettere le parti davanti al tribunale per il relativo procedimento.

Cass. 9 febbraio 2005, n. 2626.

 

In materia di querela di falso, il giudice dinanzi al quale la querela sia proposta, anche se privo della competenza a conoscerne (nel caso di specie, giudice di pace) è comunque tenuto ad autorizzare o meno la presentazione della querela sulla base del motivato esame delle condizioni di ammissibilità della stessa, alla stregua del disposto degli art. 221 e 222 c.p.c. e, se riconosce la rilevanza del documento impugnato di falso e se il modo in cui l'impugnazione è proposta è conforme ai detti requisiti di ammissibilità, è tenuto a sospendere il giudizio e a rimettere le parti dinanzi al tribunale per il relativo procedimento, ai sensi dell'art. 313 c.p.c. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di merito, con la quale il giudice di pace aveva bensì provveduto a verificare la sussistenza del requisito di ammissibilità consistente nella sottoscrizione dell'atto personalmente o da parte di un procuratore speciale, ma aveva erroneamente ritenuto insussistente il requisito stesso, a fronte del deposito da parte del difensore di un testo contenente la querela sottoscritto dalla parte personalmente, con delega all'avvocato per il deposito dell'atto) .

Cassazione civile sez. I  28 settembre 2006 n. 21062  

 



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