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Codice proc. civile agg.  al  28 Gen 2015
 
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Art. 319 cod. proc. civile: Costituzione delle parti

Le parti si costituiscono depositando in cancelleria la citazione o il processo verbale di cui all’articolo 316 con la relazione della notificazione e, quando occorre, la procura, oppure presentando tali documenti al giudice in udienza.

Le parti, che non hanno precedentemente dichiarato la residenza o eletto domicilio nel comune in cui ha sede l’ufficio del giudice di pace, debbono farlo con dichiarazione ricevuta nel processo verbale al momento della costituzione.


Giurisprudenza annotata

Iscrizione della causa a ruolo

In tema di iscrizione a ruolo della causa, la norma dell’art. 168 c.p.c. (applicabile anche al procedimento davanti al giudice di pace), quanto alla possibilità dell’iscrizione a ruolo da parte del convenuto, va interpretata nel senso che l’inciso «se questi (l’attore) non si è costituito» si riferisce sia alla mera mancanza di costituzione dell’attore, sia a tale mancanza per effetto della scadenza del termine di cui all’art. 165 c.p.c. Ne consegue che va, dunque, condivisa l’interpretazione che ammette la costituzione del convenuto anche prima che sia scaduto il termine per la costituzione dell’attore e ne fa derivare la legittimità dell’iscrizione a ruolo su sua sollecitazione prima della scadenza di quel termine, mentre deve disattendersi l’interpretazione che vorrebbe ammissibile una costituzione del convenuto prima della scadenza del termine per la costituzione dell’attore, ma senza che il cancelliere debba provvedere all’iscrizione a ruolo, per il che egli dovrebbe attendere quella scadenza: quest’ultima interpretazione, infatti, non considera che la norma del primo comma dell’art. 168 esige contemporaneità fra prima costituzione ed iscrizione a ruolo (la norma dice «all’atto»). Inoltre, le norme oggi relative al «costo» del processo, cioè quelle del D.P.R. n. 115 del 2002 in tema di spese di giustizia e di pagamento del contributo unificato ricollegano tale contributo all’iscrizione a ruolo (art. 9) e ne impongono la debenza a carico della parte che per prima si costituisce in giudizio (art. 14), così confermando che l’iscrizione deve avvenire all’atto della costituzione.

Cass. 4 luglio 2007, n. 15123; conforme Cass. 4 luglio 2007, n. 15125.

 

Ai sensi dell’art. 168 c.p.c., l’iscrizione della causa a ruolo avviene su iniziativa del convenuto solo se questi si costituisce quando non si è costituito l’attore, onde tale iscrizione non può essere effettuata su richiesta della parte convenuta quando l’attore si è già costituito e ha presentato la nota di iscrizione a ruolo, determinando la formazione del fascicolo d’ufficio, al quale va unito il fascicolo del convenuto che si costituisce successivamente, giusta quanto dispone l’art. 72, secondo comma, disp. att. c.p.c. Ne consegue che se la causa sia già stata iscritta a ruolo dall’attore, l’iscrizione successivamente effettuata su iniziativa del convenuto deve essere considerata non conforme a legge, e - qualora le due udienze di prima comparizione ed il giudice istruttore non vengano a coincidere e i due processi non siano riuniti - l’unica iscrizione che dà luogo ad un processo regolare è quella effettuata per prima dall’attore, in quanto solo rispetto a questa il meccanismo processuale consente una valida instaurazione del contraddittorio, non impedita in caso di erronea trascrizione del nome dell’attore nella nota di iscrizione a ruolo.

Cass. 9 novembre 2004, n. 21349.

 

Modalità della costituzione

È valida la costituzione davanti al g.d.p. mediante deposito a mezzo posta del fascicolo di parte con raccomandata a.r.; la violazione dello schema normativo che, nel caso di costituzione di fronte al Gdp, identifica il deposito con la consegna dell’atto al cancelliere, non può essere ricondotta in alcuna categoria invalidante dell’atto. Non può esserci inesistenza, perché l’attività compiuta non presenta uno scostamento dall’attività che sarebbe stata da compiere tale da impedire d’essere riportata al profilo funzionale di quest’ultima; non ricorre alcuna caso di nullità poiché, non essendo espressamente prevista dalla legge, dipenderebbe dalla inidoneità dell’atto al raggiungimento dello scopo, ipotesi che è da escludere quando il cancelliere dell’ufficio del Gdp procede comunque all’apposizione sul plico contenente il fascicolo ricevuto a mezzo posta dell’attestazione del visto e, poi, lo inserisce nel fascicolo d’ufficio.

Cass. 16 maggio 2008, n. 12342.

 

Nel procedimento dinanzi al giudice di pace la costituzione delle parti può avvenire con la massima libertà di forme in udienza o in cancelleria secondo quanto previsto dall’art. 319 c.p.c., che nella sua attuale formulazione corrisponde letteralmente, salvo il riferimento all’art. 316 in luogo dell’art. 312 c.p.c. per effetto della nuova numerazione degli articoli, all’abrogato art. 314 c.p.c., dal quale era disciplinata la costituzione delle parti nel giudizio dinanzi al pretore e al conciliatore.

Cass. 7 luglio 2004, n. 12476.

 

Nel procedimento avanti al g.d.p. l'art. 319 c.p.c. consente alle parti di costituirsi in cancelleria o in udienza, garantendo loro libertà di forme. Il convenuto, pertanto, può considerarsi esonerato dall'onere di presentare la comparsa di costituzione. In tale procedimento, inoltre, non si distingue la udienza di prima comparizione da quella di prima trattazione, concentrando l'art. 320 c.p.c. nella prima udienza tutta l'attività processuale delle parti (quali la precisazione dei fatti, la produzione dei documenti e le richieste istruttorie) e consentendo (ai sensi del comma 4) il rinvio a udienza successiva solo quando in relazione all'attività svolta risultino necessarie ulteriori produzioni o richieste di prove. Deriva da quanto precede, pertanto, che all'udienza che venga tenuta successivamente alla prima è precluso al convenuto proporre domanda riconvenzionale.

Cass. 6 febbraio 2013 n. 2830.

 

Elezione di domicilio e dichiarazione di residenza

La previsione della possibilità di notifica di atti in cancelleria ai sensi dell’art. 58 disp. att. c.p.c., è circoscritta, qualora la parte autorizzata a stare in giudizio di persona non risulti avere fatto, a norma dell’art. 319 dello stesso codice, dichiarazione di residenza o elezione di domicilio nel comune in cui ha sede l’ufficio del giudice di pace, agli atti compiuti durante il procedimento ed a quello di esso conclusivo. Ne sono pertanto esclusi gli atti successivi, come quelli d’impugnazione della sentenza, la cui notifica deve avvenire, a pena di giuridica inesistenza, secondo le previsioni dell’art. 330 c.p.c.

Cass. 9 maggio 2011, n. 10152; conforme Cass. 22 gennaio 2004, n. 1046.

 

Mancanza della procura

A differenza di quanto è prescritto dall’art. 365 c.p.c. nel caso del ricorso per cassazione, la mancata indicazione della procura al difensore nell’atto di citazione (in contrasto con la norma dell’art. 163 comma 3, n. 6 c.p.c.) non è causa di nullità della citazione stessa (non essendo tale omissione ricompresa tra le violazioni cui, ai sensi dell’art. 164 c.p.c., il legislatore abbia riconnesso la sanzione della nullità dell’atto), essendo sufficiente, ex art. 125, secondo comma, c.p.c., che detta procura sia conferita prima della costituzione dell’attore; e poiché nel giudizio davanti al giudice di pace la costituzione delle parti può avvenire anche mediante presentazione dei documenti (fra i quali la procura, quando necessaria) al giudice in udienza (art. 319 c.p.c.), in detto giudizio l’irregolarità della costituzione della parte, dipendente dalla mancanza di procura, si verifica a partire dall’udienza di comparizione.

Cass. 9 settembre 2002, n. 13069.



 
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