codice-proc-civile
Codice proc. civile agg.  al  28 Gen 2015
 
L'autore
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore

 

Art. precedente Art. successivo
 

Art. 347 cod. proc. civile: Forme e termini della costituzione in appello

La costituzione in appello avviene secondo le forme e i termini per i procedimenti davanti al tribunale.

L’appellante deve inserire nel proprio fascicolo copia della sentenza appellata.

Il cancelliere provvede a norma dell’articolo 168 e richiede la trasmissione del fascicolo d’ufficio al cancelliere del giudice di primo grado.


Giurisprudenza annotata

Costituzione

L’art. 347, comma primo, c.p.c., nello stabilire che la costituzione in appello avviene secondo le forme ed i termini per i procedimenti davanti al tribunale, rende applicabili al giudizio d’appello le previsioni di cui agli artt. 165 e 166 c.p.c., ma non quella di cui all’art. 171 c.p.c. (concernente la ritardata costituzione delle parti), la quale è incompatibile con la previsione di improcedibilità dell’appello, se l’appellante non si costituisca nei termini, di cui all’art. 348 c.p.c. Ne consegue che il giudizio di gravame sarà improcedibile in tutti i casi di ritardata o mancata costituzione dell’appellante, a nulla rilevando che l’appellato si sia costituito nel termine assegnatogli.

Cass., Sez. Un., 18 maggio 2011, n. 10864.

 

Il termine per la costituzione dell'attore, nel caso in cui l'atto introduttivo del giudizio venga notificato a una pluralità di convenuti, è di dieci giorni decorrenti dalla prima notificazione sia nel giudizio di primo grado che in quello d'appello. Ove entro il suddetto termine l'attore non sia ancora rientrato in possesso dell'originale dell'atto notificato, l'assolvimento di tale onere può avvenire depositandone in cancelleria una semplice copia informe (cosiddetta velina).

Cassazione civile sez. I  09 giugno 2014 n. 12949  

 

Nel giudizio di appello, la costituzione dell'appellante va effettuata entro il termine di dieci giorni a decorrere, in caso di pluralità di appellati, dalla prima notifica ed essendo la costituzione tempestiva dell'appellante prevista a pena di improcedibilità, il mancato deposito della copia della citazione entro il termine decorrente dalla prima notificazione comporta l'improcedibilità dell'appello.

Cassazione civile sez. III  16 dicembre 2014 n. 26376  

 

Il termine per la costituzione dell’appellante, ai sensi dell’art. 347 c.p.c., in relazione all’art. 165 c.p.c., decorre dal momento del perfezionamento della notificazione dell’atto di appello nei confronti del destinatario e non dal momento della consegna di tale atto all’ufficiale giudiziario, che rileva, invece, solo ai fini della tempestività dell’impugnazione.

Cass. 20 aprile 2010, n. 9329.

 

Deposito di copia della sentenza impugnata

Qualora l’appellante abbia ritualmente depositato, unitamente al proprio fascicolo di parte, la copia autentica della sentenza impugnata, ai sensi dell’art. 347, secondo comma, c.p.c., che non sia stata rinvenuta al momento della decisione, il giudice non può dichiarare immediatamente improcedibile l’appello, ma - in virtù del principio generale che impone, ai sensi dell’art. 183, terzo comma, c.p.c., al giudice stesso il dovere di indicare alle parti le questioni rilevabili d’ufficio - deve segnalare all’appellante la relativa circostanza, concedendogli, in caso di esito negativo delle ricerche ad opera della cancelleria, apposito termine per ridepositarla e, solo in caso di mancata ottemperanza, dichiarare l’improcedibilità dell’appello.

Cass. 19 luglio 2005, n. 152069.

 

Con l’impugnazione in sede di legittimità della sentenza d’appello non può essere messa in discussione l’ammissibilità della costituzione nel procedimento di secondo grado, sotto il profilo del difetto di ritualità e validità della procura conferita dalla parte appellante incidentale, qualora la questione non sia stata tempestivamente sollevata nello stesso secondo grado di giudizio, nel quale il giudice non abbia ritenuto d’ufficio di dovere richiedere alla parte la dimostrazione dell’effettività e della legittimità dei relativi poteri rappresentativi.

Cass. 24 ottobre 2007, n. 22330.

 

 



 
Art. precedente Art. successivo
 

 
Vuoi restare aggiornato su questo argomento?
Segui la nostra redazione anche su Facebook, Google + e Twitter. Iscriviti alla newsletter

 

 

© Riproduzione riservata

 
 
Commenti