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Codice proc. civile agg.  al  28 Gen 2015
 
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Art. 35 cod. proc. civile: Eccezione di compensazione

Quando è opposto in compensazione (1) un credito che è contestato ed eccede la competenza per valore del giudice adito, questi, se la domanda è fondata su titolo non controverso o facilmente accertabile, può decidere su di essa e rimettere le parti al giudice competente per la decisione relativa all’eccezione di compensazione, subordinando, quando occorre, l’esecuzione della sentenza alla prestazione di una cauzione; altrimenti provvede a norma dell’articolo precedente (2).


Commento

Compensazione: modo di estinzione delle obbligazioni, a carattere satisfattorio, consistente nell’estinzione, per quantità corrispondenti, dei debiti reciproci. Può essere legale, giudiziale e volontaria.

 

(1) Le forme di compensazione prese in considerazione dalla norma sono: legale, che opera fra debiti omogenei, liquidi ed esigibili, cioè non sottoposti a termine iniziale o a condizione sospensiva; e giudiziale, alla quale si può ricorrere quando uno dei crediti omogenei ed esigibili, pur non essendo determinato nel suo ammontare, sia di facile e pronta liquidazione. La norma non contempla la compensazione volontaria, che opera per volontà delle parti pur in assenza dei requisiti di omogeneità, liquidità ed esigibilità dei crediti.

 

 

(2) Se invece il titolo non è controverso oppure è facilmente accertabile, il giudice, nell’accogliere la domanda attorea, può emettere sentenza di condanna con riserva di accertamento del controcredito. In questo caso, se il giudice cui è stata rimessa la cognizione del controcredito perviene al suo accertamento e dichiara la compensazione, la sentenza di accoglimento della domanda attorea viene posta nel nulla. Nel caso che sia già stata eseguita la condanna con riserva e pagata la cauzione, la pronuncia del giudice superiore costituisce titolo per il conseguimento della cauzione.


Giurisprudenza annotata

  1. Requisiti.

L’ordinanza anticipatoria prevista dall’art. 186 quater c.p.c., può essere emessa, in caso di proposizione di domanda principale e domanda riconvenzionale, solo sulla domanda principale che si presenti, sulla base degli atti, priva di esigenze istruttorie, attesa la “ratio” di semplificazione ed accelerazione del processo sottesa alla norma, salva la necessità di disporre contestualmente un provvedimento di separazione dei procedimenti finalizzato alla prosecuzione della trattazione e dell’istruzione in ordine alla domanda riconvenzionale. Cass. 31 gennaio 2011, n. 2166.

 

 

  1. Eccezione riconvenzionale.

 

 

2.1. Eccezione riconvenzionale e domanda riconvenzionale.

La compensazione, comportando un ampliamento della controversia, può assumere o il carattere di una eccezione riconvenzionale proponibile anche in un momento successivo a quello della presentazione della comparsa di risposta nel giudizio di primo grado qualora la deduzione di un controcredito abbia il solo scopo di paralizzare la pretesa avversaria, ovvero la natura di domanda riconvenzionale, allorché tenda ad un fine più ampio di quello della semplice difesa, quando cioè mira ad ottenere una pronuncia di condanna nei confronti dell’altra parte. Cass. 27 ottobre 1987, n. 7924.

 

Se a una domanda di condanna all'adempimento di una obbligazione il convenuto oppone una eccezione d'inadempimento e a sua volta propone una domanda riconvenzionale di risarcimento del danno derivato da tale inadempimento, il giudice competente per valore sulla causa principale conosce anche della domanda riconvenzionale se questa rientra nella sua competenza, mentre rimette al giudice superiore sia la causa principale sia la domanda riconvenzionale, se questa eccede la sua competenza per valore. In una tale evenienza - pertanto - non può conoscere della domanda principale e rimettere la decisione sulla domanda riconvenzionale al giudice superiore competente per questa ultima per ragioni di valore. Qualora, peraltro, il giudice della domanda principale - in violazione dei detti principi - abbia rimesso al giudice superiore unicamente la domanda riconvenzionale, trattenendo la principale lo stesso non può esimersi dal decidere l'eccezione di inadempimento relativa alla questione pregiudiziale, con la conseguenza che lo stesso deve sospendere il giudizio sulla domanda principale sino alla definizione, con sentenza passata in cosa giudicata, della controversia sulla riconvenzionale.Cassazione civile sez. I  06 dicembre 2012 n. 21995



 
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