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Codice proc. civile agg.  al  28 Gen 2015
 
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Art. 351 cod. proc. civile: Provvedimenti sull’esecuzione provvisoria

Sull’istanza prevista dall’articolo 283 il giudice provvede con ordinanza non impugnabile nella prima udienza.

La parte può, con ricorso al giudice, chiedere che la decisione sulla sospensione sia pronunciata prima dell’udienza di comparizione. Davanti alla corte di appello il ricorso è presentato al presidente del collegio.

Il presidente del collegio o il tribunale, con decreto in calce al ricorso, ordina la comparizione delle parti in camera di consiglio, rispettivamente, davanti al collegio o davanti a sé. Con lo stesso decreto, se ricorrono giusti motivi di urgenza, può disporre provvisoriamente l’immediata sospensione dell’efficacia esecutiva o dell’esecuzione della sentenza; in tal caso, all’udienza in camera di consiglio il collegio o il tribunale conferma, modifica o revoca il decreto con ordinanza non impugnabile.

Il giudice, all’udienza prevista dal primo comma, se ritiene la causa matura per la decisione, può provvedere ai sensi dell’articolo 281-sexies. Se per la decisione sulla sospensione è stata fissata l’udienza di cui al terzo comma, il giudice fissa apposita udienza per la decisione della causa nel rispetto dei termini a comparire.


Giurisprudenza annotata

Competenza, oggetto dell’istanza e presupposti

La sospensione della provvisoria esecuzione della sentenza di primo grado che il giudice d’appello, ai sensi dell’art. 283 c.p.c., nel testo novellato dalla legge n. 353 del 1990 può disporre in presenza di «gravi motivi» è rimessa ad una valutazione globale d’opportunità, poiché tali motivi consistono per un verso nella delibazione sommaria della fondatezza dell’impugnazione e per altro verso nella valutazione del pregiudizio patrimoniale che il soccombente può subire (anche in relazione alla difficoltà di ottenere eventualmente la restituzione di quanto pagato) dall’esecuzione della sentenza, che può essere inibita anche parzialmente se i capi della sentenza sono separati. Ne consegue che il potere discrezionale riconosciuto al giudice d’appello dagli articoli 283 e 351 c.p.c. dopo la suddetta novella è più ampio di quello riconosciuto al medesimo giudice con riferimento alla sentenza impugnata con ricorso per cassazione ovvero alla sentenza di primo grado favorevole al lavoratore o a quella di condanna relativa a rapporti di locazione, comodato e affitto d’immobili, per la sospensione dell’esecutività delle quali è rispettivamente richiesta l’esistenza di un «grave e irreparabile danno» ovvero di un «gravissimo danno».

Cass. 25 febbraio 2005, n. 4060.

 

Il giudice d’appello non deve provvedere con la sentenza definitiva, che in ogni caso sostituisce quella di primo grado ed è esecutiva per sua natura, sull’istanza di revoca della provvisoria esecuzione proposta con l’atto di impugnazione, ove non vi abbia provveduto nelle forme di cui all’art. 351 c.p.c.

Cass. 19 novembre 1998, n. 11670.

 

Nel procedimento d’appello, stante l’esigenza di concentrare le attività assertive e probatorie negli atti introduttivi, il giudice, esaurite le attività preliminari di cui agli artt. 350 e 351 c.p.c., ove non disponga atti istruttori e ritenga la causa matura per la decisione, già in prima udienza può compiere gli atti che preludono alla decisione, invitando le parti a precisare le conclusioni definitive, senza che, prima di passare alla fase di rimessione in decisione, vi sia spazio per la necessaria fissazione di un’udienza per la trattazione della causa e di un’altra per le deduzioni istruttorie.

Cass. 8 gennaio 2007, n. 91.

 

Impugnabilità dell’ordinanza

L’ordinanza che a norma dell’art. 351 c.p.c., nel testo anteriore alla legge n. 353 del 1990, provvede sulla provvisoria esecuzione della sentenza di primo grado non è ricorribile per cassazione, neanche a norma dell’art. 111 Cost., trattandosi di provvedimento di natura processuale con contenuto non decisorio, che produce effetti temporanei, destinati ad esaurirsi con la sentenza definitiva del giudizio d’impugnazione.

Cass. 11 maggio 2005, n. 9868.

 

Non è impugnabile l’ordinanza collegiale emessa ai sensi dell’art. 351, primo comma, c.p.c. sull’istanza dell’appellante, principale o incidentale, di sospensione dell’efficacia esecutiva o del l’esecuzione della sentenza di primo grado, non essendo al riguardo previsto un procedimento analogo a quello dal medesimo art. 351 stabilito con riferimento al decreto emesso, in caso di urgenza, dal presidente del collegio anteriormente all’udienza di comparizione, del quale è espressamente prevista la conferma, la modifica o la revoca da parte del collegio, all’udienza in camera di consiglio. Inoltre, stante il difetto del carattere della decisorietà, la detta ordinanza collegiale non è nemmeno ricorribile per cassazione ex art. 111 Cost. (risultando pertanto inammissibile nella specie la questione di legittimità costituzionale sollevata in riferimento agli artt. 3 e 111 Cost.).

Cass. 8 marzo 2005, n. 5011.



 
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