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Codice proc. civile agg.  al  28 Gen 2015
 
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Art. 355 cod. proc. civile: Provvedimenti sulla querela di falso

Se nel giudizio d’appello è proposta querela di falso, il giudice, quando ritiene il documento impugnato rilevante per la decisione della causa, sospende con ordinanza il giudizio (1) e fissa alle parti un termine perentorio entro il quale debbono riassumere la causa di falso davanti al tribunale (2) (3).


Commento

Ordinanza: [v. 134]; Termine perentorio: [v. 153]; Riassunzione: [v. 353]. Querela di falso: è la domanda diretta ad ottenere l’accertamento della falsità di un atto pubblico (c.c. 2699) o di una scrittura privata (c.c. 2702) riconosciuta o accertata giudizialmente. Con la—) si può contestare tanto il contenuto del documento quanto la sua provenienza o attribuzione alla persona che ne appare l’autore [v. 221]. Documento: è qualsiasi cartaceo che rappresenta o raffigura un fatto in modo da dare a chi l’osserva, la conoscenza di esso. Il (—) interessa dal punto di vista giuridico in quanto sia rappresentativo di fatti giuridicamente rilevanti, assolvendo essenzialmente ad una funzione probatoria.

 

(1) L’ordinanza di sospensione per poter essere emanata richiede la valutazione discrezionale, non sindacabile in Cassazione, dei seguenti presupposti: rilevanza del documento ai fini della decisione nel merito; rispetto di tutte le norme di rito relative all’esercizio della querela di falso [v. 221]. Infatti detta ordinanza avendo, come tutte le ordinanze, carattere strumentale e potendo essere revocata o modificata, anche implicitamente, con la successiva sentenza, non ha carattere decisorio e non può quindi essere impugnata per Cassazione.

 

(2) È sempre il collegio (la cui competenza in materia rimane, anche a seguito della istituzione del giudice unico [v. 50bis]) che, con l’ordinanza, deve indicare il termine perentorio entro cui le parti devono procedere alla riassunzione della causa. Tale riassunzione deve essere eseguita nelle forme previste dall’art. 125 att. e precisamente con la comparsa da notificarsi ai sensi dell’art. 170 alle parti costituite e personalmente alle parti non costituite. Se tale termine non viene rispettato, si determina automaticamente l’estinzione del giudizio di falso.

 

(3) È evidente che se giudice di secondo grado è il tribunale, non si determina sospensione in quanto l’organo collegiale potrà con la sentenza pronunciarsi congiuntamente sulla querela di falso (in primo grado) e sull’appello (che, riguardando la causa principale, sarà di secondo grado).


Giurisprudenza annotata

Proponibilità della querela

In tema di querela di falso, il giudizio di ammissibilità e rilevanza non è riservato alla fase della sua proposizione, in quanto l’ordinanza che autorizza la presentazione non è suscettibile di passare in giudicato e, pertanto, non vincola il giudice della querela che, se non è obbligato a esaminare nuovamente la rilevanza, è tenuto a controllare che: a) che sulla genuinità del documento sia insorta contestazione; b) sia stato fatto uso del documento; c) il documento stesso sia idoneo a costituire prova contro l’istante.

Cass. 4 maggio 2012, n. 6793.

 

Proposta ex art. 355 cod. proc. civ. querela di falso in grado di appello e rimessa la stessa al tribunale con ordinanza della corte di appello (quando essa reputi rilevante, a fini decisori, il documento denunciato di falso),la relativa sentenza, poiché resa all'esito di un giudizio a tutti gli effetti di primo grado, è impugnabile con appello, ai sensi dell'art. 339 cod. proc. civ., e non con ricorso per cassazione, che se ugualmente proposto va dichiarato inammissibile. Dichiara inammissibile, Trib. Roma, 19/12/2012

Cassazione civile sez. VI  23 giugno 2014 n. 14153  

 

 



 
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