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Codice proc. civile agg.  al  28 Gen 2015
 
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Art. 365 cod. proc. civile: Sottoscrizione del ricorso

Il ricorso è diretto alla corte e sottoscritto, a pena d’inammissibilità, da un avvocato iscritto nell’apposito albo, munito di procura speciale (1) (2).


Commento

Avvocato: [v. Libro I, Titolo III]. Inammissibilità: sanzione processuale conseguente all’assenza di presupposti necessari perché possa instaurarsi un giudizio. Procura speciale: è la procura [v. 83] rilasciata dalla parte per l’apposito giudizio di legittimità. Essa può essere rilasciata in calce, a margine o conferita con atto separato. Tale procura deve essere rilasciata dopo la pubblicazione della sentenza impugnata.

 

(1) Mentre si considera inesistente il ricorso privo della sottoscrizione, con conseguente inidoneità a consumare il diritto all’impugnazione, è inammissibile il ricorso sottoscritto da un avvocato diverso da quello cui è stata conferita la procura. Nell’ipotesi di più difensori si presume, se non risulta diversamente, che il potere di rappresentanza tecnica sia stato conferito disgiuntamente a ciascun avvocato, per cui è sufficiente la sottoscrizione di uno di questi. È valido il ricorso sottoscritto da due avvocati, di cui uno solo iscritto nell’albo degli avvocati abilitati alla difesa innanzi alle giurisdizioni superiori, atteso che l’avvocato abilitato, apponendo la firma sul ricorso, fa proprio il contenuto dell’atto e se ne assume in pieno la responsabilità nei riguardi dell’assistito, mentre resta irrilevante l’altra sottoscrizione.

 

(2) Dovendo la procura essere rilasciata, a pena di inammissibilità del ricorso, dopo la pubblicazione della sentenza impugnata ed in data anteriore o contemporanea alla sottoscrizione del ricorso, si assiste ad una deroga al disposto dell’art. 125, c. 2, che consente il rilascio del mandato dopo la notifica, ma prima della costituzione in giudizio: la deroga si giustifica con la natura di giudizio di sola legittimità della Cassazione.


Giurisprudenza annotata

Sottoscrizione del ricorso

Il ricorso per cassazione deve essere sottoscritto, a pena d’inammissibilità, da avvocato iscritto nell’apposito albo e munito di procura speciale rilasciata dopo la pronuncia della sentenza impugnata.

Cass. lav., 8 novembre 1994, n. 9234; conforme Cass. lav., 24 giugno 2008, n. 17145.

 

La firma apposta dal difensore in calce o a margine del ricorso per cassazione ai fini della autenticazione della procura speciale vale anche quale sottoscrizione del ricorso, in quanto consente di riferire al difensore che ha autenticato la sottoscrizione della procura speciale anche la paternità del ricorso stesso.

Cass. lav., 14 maggio 2003, n. 7485; Cass. lav., 1 agosto 2002, n. 11478.

 

L’art. 365 c.p.c., secondo cui nel giudizio di legittimità le parti stanno in giudizio a mezzo di procuratore iscritto nell’apposito albo, trova applicazione - in mancanza di specifica deroga normativa - anche in relazione a sentenza pronunciata dal giudice di pace in causa in cui le parti potevano stare in giudizio di persona.

Cass. 14 aprile 2005, n. 7790.

In ipotesi di gratuito patrocinio, è necessaria la sottoscrizione del ricorso per cassazione, a pena di inammissibilità, da parte del difensore nominato d’ufficio dal giudice del provvedimento impugnato ai sensi dell’art. 6 della legge 30 luglio 1990, n. 217.

Cass. 2 settembre 2003, n. 12822.

È inammissibile il ricorso per cassazione, avverso la deliberazione del Consiglio Nazionale Forense in tema di diniego di iscrizione all’albo dei praticanti procuratori, sottoscritto personalmente dalla parte interessata, la quale non sia iscritta in nessun albo professionale.

Cass., Sez. Un., 13 febbraio 2008, n. 3396.

 

Pluralità di difensori

Il ricorso per cassazione è validamente sottoscritto anche da uno soltanto dei due o più difensori muniti di procura, quando il ministero difensivo sia loro affidato dalla parte senza l’espressa volontà di esigere l’espletamento congiunto dell’incarico atteso che, ai sensi dell’art. 1716 c.c., in caso di coesistenza di più mandati con lo stesso oggetto, ciascun mandatario è abilitato al compimento dell’atto se la delega non richieda l’azione congiunta.

Cass., Sez. Un., 17 luglio 2003, n. 11188.

 

Il carattere disgiuntivo del mandato comporta, poi, che gli atti processuali possano essere posti in essere anche da uno solo dei legali. Ne consegue che devono ritenersi legittime l’autentica della procura e la sottoscrizione del ricorso da parte di uno dei due difensori nominati in via disgiuntiva e la richiesta della notificazione del ricorso da parte dell’altro difensore.

Cass. 6 giugno 2006, n. 13252; conforme Cass. 11 giugno 2008, n. 15478.

 

Il mandato apposto in calce o a margine del ricorso per cassazione è, per sua natura, speciale, senza che occorra per la sua validità alcuno specifico riferimento al giudizio in corso od alla sentenza contro la quale si rivolge, poiché il carattere di specialità è deducibile dal fatto che la procura al difensore forma materialmente corpo con il ricorso o il controricorso al quale essa si riferisce. Rigetta, Trib. Di Napoli, sed. distaccata Marano, 09/12/2011

Cassazione civile sez. VI  22 gennaio 2015 n. 1205  

 

Ricorso sottoscritto dalla parte personalmente

L’art. 365 del c.p.c., che impone che il ricorso per cassazione sia sottoscritto per la parte da difensore munito di procura speciale, non trova applicazione allorquando la stessa parte ricorrente o la persona che agisca per suo conto avendo il potere di rappresentarla sul piano sostanziale hanno la qualità necessaria per esercitare l’ufficio del difensore davanti alla Corte di cassazione ed in tale veste sottoscrivano rispettivamente il ricorso, poiché in tal caso, ai sensi dell’art. 86 c.p.c., non è necessario che essi ricorrano ad altro difensore e si muniscano di procura alle liti per esercitare l’ufficio di difensore, dovendo, d’altro canto, reputarsi soddisfatto l’interesse preservato dallo stesso art. 365, cioè che l’iniziativa della proposizione del ricorso per cassazione non sia presa dal difensore sulla base di una procura conferita per i precedenti gradi di giudizio, ma dalla parte dopo che le sia stato possibile conoscere il provvedimento da impugnare.

Cass. 7 gennaio 2003, n. 51; Cass. 1º agosto 2002, n. 11436; Cass. 26 giugno 2001, n. 8738.

 

In caso di proposizione del ricorso per cassazione avverso l’ordinanza di inammissibilità dell’opposizione a provvedimento irrogativo di sanzione amministrativa adottata in limine litis ai sensi dell’art. 22, comma primo, della legge n. 689 del 1981, ovvero inaudita altera parte, prima cioè della notificazione alla controparte del ricorso e del decreto di fissazione dell’udienza di comparizione, in sede di gravame è comunque necessaria l’instaurazione del contraddittorio, nei confronti del soggetto che si era inteso convenire con la detta opposizione, poiché esso si identifica con la parte interessata a contraddire nel giudizio di impugnazione al fine di far valere le proprie ragioni.

Cass. 19 marzo 2007, n. 6385.

 

L’avvocato che intenda impugnare una decisione del Consiglio nazionale forense, emessa in sede disciplinare, può personalmente sottoscrivere il ricorso e partecipare alla discussione orale davanti alla Suprema Corte, pur senza essere iscritto nell’apposito albo dei patrocinanti davanti alle giurisdizioni superiori, trovando al riguardo applicazione gli artt. 66 e 67 del R.D. 22 gennaio 1934, n. 37, le cui disposizioni, legittimamente emanate in base alla delega recata dall’art. 101 del R.D.L. 27 novembre 1933, n. 1578, hanno carattere speciale rispetto all’art. 365 c.p.c.

Cass., Sez. Un., 18 novembre 2010, n. 23288.



 
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