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Codice proc. civile agg.  al  28 Gen 2015
 
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Art. 371-bis cod. proc. civile: Deposito dell’atto di integrazione del contraddittorio

Qualora la Corte abbia ordinato l’integrazione del contraddittorio, assegnando alle parti un termine perentorio per provvedervi, il ricorso notificato, contenente nell’intestazione le parole “atto di integrazione del contradditorio”, deve essere depositato nella Cancelleria della Corte stessa, a pena di improcedibilità, entro venti giorni dalla scadenza del termine assegnato (1).

 


Commento

Contraddittorio: [v. 101]; Termine perentorio: [v. 153]; Improcedibilità: [v. 369.

 

(1) Presupposti per l’applicazione della norma sono: una causa inscindibile o dipendente di cui all’art. 331 e l’impugnazione tempestivamente proposta, ma non nei confronti di tutte le parti considerate necessarie nella impugnazione.

 


Giurisprudenza annotata

Ordine di integrazione

Nel caso di cause inscindibili, qualora l’impugnazione risulti proposta nei confronti di tutti i legittimati passivi, nel senso che l’appellante (o il ricorrente) li abbia correttamente individuati e indicati come destinatari dell’impugnazione medesima, ma poi, in relazione ad uno o ad alcuni di essi, la notificazione sia rimasta comunque inefficace (omessa o inesistente), o non ne venga dimostrato il perfezionamento - come nella fattispecie di notifica a mezzo posta, in caso di mancata produzione dell’avviso di ricevimento (dimostrazione che, nel caso di giudizio di cassazione, è possibile fino all’udienza di discussione di cui all’art. 379 c.p.c., ma prima che abbia inizio la relazione di cui al primo comma della citata disposizione, ovvero fino all’udienza di discussione di cui all’art. 379 c.p.c., ma prima che abbia inizio la relazione di cui al primo comma della citata disposizione, ovvero fino all’adunanza in camera di consiglio di cui all’art. 380-bis c.p.c.) - deve trovare applicazione l’art. 331 c.p.c., in ossequio al principio del giusto processo in ordine alla regolare costituzione del contraddittorio ex art. 111 c.p.c., da ritenersi prevalente, di regola, rispetto al principio della ragionevole durata del processo, e pertanto il giudice deve ordinare l’integrazione del contraddittorio, e non può dichiarare inammissibile l’impugnazione.

Cass., Sez. Un., 11 giugno 2010, n. 13124.

 

Modalità

Al fine di attuare l’ordine di integrazione del contraddittorio disposto dalla Corte di cassazione, ai sensi dell’art. 371 bis c.p.c., la parte deve notificare un vero e proprio ricorso che, a pena di inammissibilità, deve riprodurre il contenuto dell’iniziale ricorso per cassazione, dovendosene estendere gli effetti ad altre parti. C

ass., Sez. Un., 23 aprile 2012, n. 6329.

 

Nel giudizio di cassazione, all’integrazione del contraddittorio deve provvedersi mediante notifica di copia integrale del ricorso, mentre non è sufficiente la notifica del controricorso, che contenga una mera confutazione delle ragioni addotte col ricorso principale, o del ricorso incidentale, che proponga propri motivi di censura.

Cass. 1 ottobre 2009, n. 21073.

 

Deposito

In sede di giudizio di legittimità, qualora la Corte di cassazione, riscontrata la nullità della notifica del ricorso, ne abbia disposto la rinnovazione ex art. 291 c.p.c., il termine perentorio entro cui deve avvenire il deposito del ricorso nuovamente notificato è quello di venti giorni dalla scadenza del termine assegnato dalla Corte per la rinnovazione,a mente dell’art. 371-bis c.p.c., la cui inosservanza determina la pronuncia d’ufficio di improcedibilità del ricorso, senza che possa rilevare l’avvenuta costituzione del resistente, posto che il principio – sancito dall’art. 156 c.p.c. - di non rilevabilità della nullità dell’atto per avvenuto raggiungimento dello scopo si riferisce esclusivamente alle ipotesi di inosservanza di forme in senso stretto e non di termini perentori.

Cass. 23 marzo 2012, n. 4747.

 

L’istituto della rimessione in termini - regolato dall’art. 184-bis c.p.c. e, dopo l’entrata in vigore della legge 18 giugno 2009, n. 69, dall’art. 153 c.p.c. - è applicabile, alla luce del principio costituzionale del giusto processo, anche alle situazioni esterne allo svolgimento del giudizio, quali sono le attività necessarie alla proposizione del ricorso per cassazione; ne consegue che ricorrono le condizioni per l’applicazione di tale norma ove, una volta disposta dalla Corte di cassazione la rinnovazione della notificazione del ricorso nei confronti di una parte entro un termine stabilito, il ricorrente dimostri di aver tempestivamente eseguito tale ordine mediante consegna dell’atto all’ufficiale giudiziario e di non aver potuto poi depositare il ricorso, con la prova dell’avvenuta notifica, nel termine di venti giorni di cui all’art. 371-bis c.p.c., a causa del ricovero in ospedale del proprio unico difensore (poi deceduto).

Cass. ord. 4 gennaio 2011, n. 98.

 

Improcedibilità e inammissibilità

Attesa la perentorietà del termine in questione, il mancato deposito dell’atto o il deposito successivo alla scadenza del termine stesso, comportano l’improcedibilità del ricorso rilevabile anche di ufficio, la quale non è esclusa neppure dall’eventuale costituzione della controparte intimata.

Cass., Sez. Un., 12 maggio 2006, n. 11003; conforme Cass., Sez. Un., 24 febbraio 2005, n. 3820.

 

L’inosservanza,anche solo parziale, dell’ordine di integrazione del contraddittorio determina l’inammissibilità del ricorso per cassazione e non l’improcedibilità dello stesso ex art. 371-bis c.p.c., che si riferisce, invece, al difetto del successivo adempimento del deposito dell’atto di integrazione del contraddittorio, debitamente notificato.

Cass. 5 maggio 2010, n. 10863.

 

In tema di notificazione dell’atto di integrazione del contraddittorio in cause inscindibili, ai sensi dell’art. 331 c.p.c., la sua omissione nel termine assegnato, che ha pacifica natura perentoria, comporta l’inammissibilità dell’impugnazione; tale conseguenza del predetto inadempimento, anche solo parziale, all’ordine di integrazione del contraddittorio è rilevabile anche d’ufficio e risponde a ragioni di ordine pubblico processuale, nè è sanabile dalla tardiva costituzione della parte nei cui confronti doveva avvenire l’integrazione ovvero derogabile in relazione alle ragioni determinanti l’osservanza del termine assegnato, se il ricorrente non ha proceduto alle opportune indagini anagrafiche ed al registro delle imprese, il predetto termine essendo invero concesso non solo per iniziare il procedimento ma anche per svolgere le indagini anagrafiche che siano prevedibilmente necessarie e permettere alla parte di rimediare ad un errore nel quale è incorsa all’atto della notificazione del ricorso.

Cass. 26 novembre 2008, n. 28223.

 

Nel caso in cui, nel giudizio di legittimità, la parte non adempia all’ordine di integrazione del contraddittorio emesso dalla S.C., il ricorso va dichiarato inammissibile, sebbene sia stata presentata istanza di declaratoria di sopravvenuta carenza di interesse al ricorso.

Cass., Sez. Un., 19 aprile 2012, n. 6107.

 



 
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