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Codice proc. civile agg.  al  28 Gen 2015
 
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Art. 379 cod. proc. civile: Discussione

All’udienza il relatore riferisce i fatti rilevanti per la decisione del ricorso, il contenuto del provvedimento impugnato e, in riassunto, se non vi e’ discussione delle parti, i motivi del ricorso e del controricorso.

Dopo la relazione il presidente invita gli avvocati delle parti a svolgere le loro difese (1).

Quindi il pubblico ministero espone oralmente le sue conclusioni motivate (2).

Non sono ammesse repliche, ma gli avvocati delle parti possono nella stessa udienza presentare alla corte brevi osservazioni per iscritto sulle conclusioni del pubblico ministero (3).


Commento

Relatore: [v. 377]; Ricorso: [v. 125]; Controricorso: [v. 370]; Pubblico Ministero: [v. Libro I, Titolo II].

 

(1) I difensori sono tenuti a svolgere le loro difese nei limiti dei motivi di ricorso dedotti. Essi possono anche rinunciare ad uno di tali motivi senza che sia necessaria una procura speciale della parte.

 

(2) Il P.M. nell’esporre le sue conclusioni è tenuto a rispettare i limiti fissati dal ricorrente nell’atto di impugnazione, potendo egli sollevare, di sua iniziativa, solo le questioni rilevabili d’ufficio dal giudice.

 

(3) Tale comma esclude per i difensori il diritto di replica, consentendo solo delle brevi osservazioni riguardo alle conclusioni del Procuratore Generale. Ciò nonostante esso non con- 380-380/2 Libro II - Del processo di cognizione 432 trasta con l’esercizio del diritto di difesa di cui all’art. 24 Cost. in quanto dà, comunque, la possibilità agli avvocati di presentare osservazioni scritte miranti a far conoscere al collegio i motivi di dissenso rispetto a quanto richiesto dal Procuratore Generale.


Giurisprudenza annotata

Svolgimento della discussione: improponibilità di nuovi motivi di censura

Nel corso dell’udienza di discussione della causa, ai sensi dell’art. 379 c.p.c., le parti possono svolgere le loro difese, cioè chiarire le ragioni già esposte a sostegno dei motivi contenuti nel ricorso per cassazione, ma non proporre nuovi motivi di censura avverso la pronuncia impugnata.

Cass. 11 aprile 2000, n. 4592.

 

Partecipazione del difensore alla discussione

Per il disposto dell’art. 370 c.p.c. la parte contro la quale è diretto il ricorso per cassazione e che non abbia proposto controricorso, può partecipare alla discussione orale senza che occorra, a tali limitati fini, che la procura speciale al difensore venga previamente notificata al ricorrente.

Cass. 22 gennaio 2001, n. 875.

 

L'istanza di rinvio per impedimento del difensore che non faccia riferimento all'impossibilità di sostituzione mediante delega conferita a un collega si risolve nella prospettazione di un problema attinente all'organizzazione professionale del difensore; pertanto, essa non è rilevante ai fini del differimento non solo dell'udienza pubblica di discussione prevista dall'art. 379 c.p.c., ma, a maggior ragione e attesa la maggiore agilità della forma di trattazione, dell'adunanza in camera di consiglio prevista dall'art. 380 bis c.p.c.

Cassazione civile sez. VI  17 ottobre 2014 n. 22094  

 

 Rinuncia ai motivi di impugnazione

A differenza della rinuncia al ricorso per cassazione, prevista dall’art. 390 c.p.c., la rinuncia ad uno o più motivi di impugnazione la quale resti sorretta da uno o più motivi non rinunciati, può essere effettuata, anche nel corso della discussione orale, dal difensore munito di semplice procura ad litem, attenendo una siffatta rinuncia alla sua valutazione tecnica circa le più opportune modalità di svolgimento dell’impugnazione, non implicante atto di disposizione del diritto in contesa.

Cass. 23 ottobre 2003, n. 15962.

 

Brevi osservazioni scritte sulle conclusioni del P.M-

L’art. 379, ultimo comma, c.p.c. consente agli avvocati delle parti di presentare in udienza esclusivamente brevi osservazioni scritte sulle conclusioni del P.M.; non è, quindi, ammissibile la presentazione in udienza di documenti di lunghezza considerevole contenenti non già osservazioni contro il P.M., bensì argomenti rivolti alla controparte. Attraverso la presentazione di documenti del genere, infatti, si tende in realtà ad eludere il termine fissato dall’art. 378 c.p.c. per la presentazione di «memorie» in cancelleria.

Cass. lav., 4 dicembre 2000, n. 15426; conforme Cass. lav., 16 dicembre 2000, n. 15902.

 

Rinvio dell’udienza di discussione

Nel caso in cui una parte abbia conferito incarico a più avvocati di difenderla nel giudizio di cassazione, il certificato impedimento fisico di uno di essi, colpito da infermità temporaneamente invalidante, e l’impedimento professionale dell’altro, impegnato nella concomitante trattazione di un’altra causa, non giustificano il rinvio dell’udienza di discussione, e ciò non tanto in ragione dell’ufficialità del giudizio di legittimità, il cui svolgimento non è condizionato alla partecipazione dei difensori all’udienza di discussione, quanto in considerazione della possibilità che la difesa sia svolta dall’avvocato non affetto da malattia, il cui impedimento non assurge alla medesima legittimità e rilevanza di quello fisico, dipendendo unicamente dall’organizzazione professionale di detto difensore.

Cass. trib., 28 luglio 2006, n. 17202.

 

Deposito di documenti

Nell’ambito del giudizio di cassazione è inammissibile il documento depositato al termine dell’udienza pubblica di trattazione della causa, che - ancorché intitolato brevi osservazioni ex art. 379, comma 4, c.p.c. - non contenga alcun riferimento alla requisitoria orale del P.M. (che, nella specie, inoltre, aveva concluso per il rigetto del ricorso e, dunque in senso favorevole alla parte autrice del documento) e che sviluppi, invece, considerazioni relative all’individuazione della controversia e alla giurisprudenza di legittimità come di merito, si presenti, cioè, con una memoria ex art. 378 c.p.c.

Cass. trib., 30 giugno 2006, n. 15116.

 



 
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