codice-proc-civile
Codice proc. civile agg.  al  28 Gen 2015
 
L'autore
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore

 

Art. precedente Art. successivo
 

Art. 380-ter cod. proc. civile: Procedimento per la decisione sulle istanze di regolamento di giurisdizione e di competenza

Nei casi previsti dall’articolo 375, primo comma, numero 4), il presidente, se non provvede ai sensi dell’articolo 380-bis, primo comma, richiede al pubblico ministero le sue conclusioni scritte (1).
Le conclusioni ed il decreto del presidente che fissa l’adunanza sono notificati, almeno venti giorni prima, agli avvocati delle parti, che hanno facoltà di presentare memorie non oltre cinque giorni prima e di chiedere di essere sentiti, se compaiono, limitatamente al regolamento di giurisdizione (2).
Non si applica la disposizione del quinto comma dell’articolo 380-bis (3).


Commento

(1) Il presidente, nell’esercizio di un suo potere discrezionale, può decidere di non nominare un relatore e di autoassegnarsi l’esame dell’istanza di regolamento di giurisdizione o di competenza. In questo caso richiede al pubblico ministero le sue conclusioni scritte e fissa con decreto l’adunanza della Corte. L’obiettivo è quello di assicurare maggiore celerità all’esame del ricorso.

 

(2) A garanzia del contraddittorio è riconosciuta ai difensori delle parti la facoltà di prendere posizione sulle conclusioni scritte del pubblico ministero e, limitatamente al regolamento di giurisdizione, di essere ascoltati se compaiono all’udienza.

 

(3) Il procedimento camerale deve necessariamente concludersi in quanto è espressamente escluso il rinvio della causa alla pubblica udienza.


Giurisprudenza annotata

Il procedimento per regolamento di competenza: l’enunciazione del principio di diritto

Il ricorso per regolamento di competenza, proposto in regime di applicabilità della riforma di cui al D.Lgs. n. 40 del 2006, deve contenere a pena di inammissibilità la formulazione del quesito di diritto. Tale conclusione si giustifica, sia perché, pur trattandosi di mezzo di impugnazione distinto dal ricorso per cassazione (artt. 42, 43, 46 e 47 c.p.c.) quanto a condizioni di proponibilità, il regolamento è chiesto alla Corte di cassazione anch’esso con ricorso (art. 47 c.p.c.) e si deve fondare sulla postulazione del vizio di violazione di norme sulla competenza, così come il ricorso per cassazione per il motivo previsto dall’art. 360 n. 2 c.p.c., per cui l’art. 366-bis prescrive il detto requisito, sia sulla base di un preciso riscontro normativo, che si rinviene nel nuovo art. 380-ter, là dove prevede che il procedimento di decisione del regolamento di competenza ch’esso disciplina trovi applicazione solo ove il presidente (della sezione assegnataria del ricorso per regolamento) non ritenga di provvedere ai sensi del comma 1 dell’art. 380-bis, che disciplina il procedimento di decisione in camera di consiglio nei casi diversi dalla decisione sul regolamento di competenza e sul regolamento di giurisdizione. Poiché tra i casi di cui a detto comma 1 v’è anche quello del n. 5 dell’art. 375, comma 1 novellato, che, fra l’altro, si riferisce all’ipotesi di difetto nei motivi dei requisiti di cui all’art. 366-bis, appare evidente che il legislatore della riforma ha supposto l’applicabilità di questa norma, come del n. 4 novellato dello stesso art. 366, all’istanza di regolamento di competenza, poiché, se fosse altrimenti sarebbe inspiegabile il generico rinvio a tutti i casi di cui al comma 1 dell’art. 380-bis e, quindi, anche a quello del n. 5 dell’art. 375, che il legislatore avrebbe dovuto invece limitare, eccettuando fra le ipotesi da esso previsto quella del difetto dei requisiti previsti dall’art. 366-bis (e quella della stessa indicazione del motivo afferente alla competenza, che, evidentemente, è riferibile all’istanza di regolamento).

Cass. 21 febbraio 2007, n. 4071; conforme Cass. 16 marzo 2007, n. 6278.

 

Nel procedimento per la decisione sulle istanze di regolamento di giurisdizione e di competenza, la memoria di parte prevista dall'art. 380 ter, secondo comma, cod. proc. civ., depositata oltre il termine "a ritroso" di cinque giorni liberi prima dell'udienza, è inammissibile perché, abbreviando l'intervallo di tempo minimo normativamente garantito alla controparte per esaminare tale atto, lede il relativo diritto di difesa. Dichiara inammissibile il regolamento di competenza

Cassazione civile sez. VI  13 gennaio 2015 n. 378

 



 
Art. precedente Art. successivo
 

 
Vuoi restare aggiornato su questo argomento?
Segui la nostra redazione anche su Facebook, Google + e Twitter. Iscriviti alla newsletter

 

 

© Riproduzione riservata

 
 
Commenti

 
 
 
 
 


   Profiler output