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Codice proc. civile agg.  al  28 Gen 2015
 
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Art. 391 cod. proc. civile: Pronuncia sulla rinuncia

Sulla rinuncia (1) e nei casi di estinzione del processo disposta per legge, la Corte provvede con sentenza quando deve decidere altri ricorsi contro lo stesso provvedimento, altrimenti provvede il presidente con decreto (2).

Il decreto o la sentenza (3) che dichiara l’estinzione può condannare la parte che vi ha dato causa alle spese (4).

Il decreto ha efficacia di titolo esecutivo se nessuna delle parti chiede la fissazione dell’udienza nel termine di dieci giorni dalla comunicazione (5).

La condanna non è  pronunciata, se alla rinuncia hanno aderito le altre parti personalmente o i loro avvocati autorizzati con mandato speciale (6).


Commento

Estinzione del processo: [v. 306]; Sentenza: [v. 132]; Decreto: [v. 135]; Spese: [v. 91]; Titolo esecutivo: [v. 474]; Comunicazione: [v. 136].

 

(1) La rinuncia deve essere incondizionata, espressa e redatta in forma scritta. Essa deve essere sottoscritta dalla parte e dal difensore, oppure solo da quest’ultimo se munito di mandato speciale.

 

(2) La sentenza è pronunciata quando sorgono contestazioni sulla validità della rinuncia oppure quando occorre provvedere sull’ ammissibilità o sulla fondatezza di altri ricorsi (es.: in ipotesi di cause scindibili).

 

(3) La vera novità è rappresentata dal decreto — che prende il posto dell’ordinanza collegiale prevista nella disciplina previdente — con il quale il presidente della sezione (o il primo presidente) provvede sulla rinuncia o sui casi di estinzione disposta per legge qualora non debba decidere altri ricorsi contro lo stesso provvedimento; in caso contrario la Corte provvede con sentenza. Sicuramente il risparmio in termini di attività processuale in relazione a pronunce sostanzialmente automatiche è di tutta evidenza, ragion per cui la norma è stata salutata con favore dagli interpreti. Per le cause di estinzione del processo diverse dalla rinuncia o da disposizioni di legge la disciplina di riferimento è contenuta nell’art. 375 [v. 375, c. 1 n. 3)], che prevede la pronuncia di un’ordinanza da parte della Corte. Va ricordato che la pronuncia sull’improcedibilità o inammissibilità del ricorso per Cassazione ha carattere pregiudiziale e prevalente rispetto a quella sulla rinuncia al ricorso, la quale postula la ritualità dell’impugnazione, poiché non è dato rinunziare a un diritto processuale quando non esistono le condizioni necessarie per il suo esercizio.

 

(4) All’automatismo previsto nella disciplina previgente la novella sostituisce una mera facoltà per il giudice di legittimità, che dichiara l’estinzione (con sentenza o con decreto), di condannare alle spese la parte che vi ha dato causa, ossia quando non c’è adesione dell’altra parte.

 

(5) Ciò vuol dire che il decreto presidenziale è impugnabile dinanzi al collegio, che verrà investito della questione a seguito della richiesta di fissazione dell’udienza ad opera di una delle parti. Il controllo collegiale del decreto presidenziale è giudicato opportuno specie ove si consideri l’ampliamento delle fattispecie estintive, non più limitate ai soli casi di rinuncia come nella precedente disciplina ma comprensive anche di tutti i casi di estinzione del processo disposta per legge.

 

(6) Ai fini dell’estinzione del processo non è necessario che la rinuncia del ricorrente sia accettata dalle altre parti [v. 390 nota (3)]; tuttavia la loro adesione produce un effetto favorevole per il rinunciante in quanto impedisce alla Corte di condannarlo al pagamento delle spese processuali.


Giurisprudenza annotata

Pronuncia sulla rinuncia

La decisione della Corte di cassazione sull’estinzione per rinuncia che sia intervenuta successivamente alla comunicazione della fissazione della trattazione in pubblica udienza o alla notificazione e comunicazione della trattazione in camera di consiglio deve essere adottata dalla Corte in composizione collegiale con ordinanza, atteso che è tale la forma di decisione collegiale prescritta dall’art. 375, n. 3, c.p.c. per le dichiarazioni di estinzione del processo al di fuori del caso di rinuncia.

Cass. 27 gennaio 2011, n. 1878.

 

Le sezioni unite della Corte, in composizione collegiale possono dichiarare l’estinzione del giudizio per rinuncia delle parti al ricorso, sopravvenuta alla fissazione dell’udienza camerale o pubblica, secondo l’interpretazione coordinata dell’art. 391 e dell’art. 375 n. 3 c.p.c., posto che la limitazione contenuta in quest’ultima norma secondo la quale la Corte, sia a sezioni unite che a sezioni semplici, non può provvedere in ordine all’estinzione in caso di rinuncia, introduce un’eccezione da circoscriversi temporalmente solo alla fase del procedimento anteriore alla fissazione dell’adunanza in udienza pubblica o in camera di consiglio.

Cass., Sez. Un., 6 settembre 2010, n. 19051.



 
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