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Codice proc. civile agg.  al  28 Gen 2015
 
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Art. 391-ter cod. proc. civile: Altri casi di revocazione ed opposizione di terzo

Il provvedimento con il quale la Corte ha deciso la causa nel merito è, altresì, impugnabile per revocazione per i motivi di cui ai numeri 1, 2, 3 e 6 del primo comma dell’articolo 395 e per opposizione di terzo (1) I relativi ricorsi si propongono alla stessa Corte e debbono contenere gli elementi, rispettivamente, degli articoli 398, commi secondo e terzo, e 405, comma secondo.

Quando pronuncia la revocazione o accoglie l’opposizione di terzo, la Corte decide la causa nel merito qualora non siano necessari ulteriori accertamenti di fatto; altrimenti, pronunciata la revocazione ovvero dichiarata ammissibile l’opposizione di terzo, rinvia la causa al giudice che ha pronunciato la sentenza cassata.


Commento

Revocazione: [v. 395].

 

(1) In sostanza si estendono i mezzi straordinari di impugnazione anche ai provvedimenti con cui la Corte abbia deciso nel merito. Essi vanno ad aggiungersi alla possibilità di utilizzare il rimedio della revocazione ordinaria per errore di fatto ex art. 395 n. 4), già previsto nella precedente formulazione dell’art. 391bis e confermato anche a seguito della novella del 2006. L’impugnativa è estesa a tutti i provvedimenti con i quali la Corte abbia deciso la causa nel merito, in virtù del tenore letterale della disposizione — che parla di «provvedimento» — e per garantire logicità al sistema: apparirebbe del tutto infondata una limitazione alle sole sentenze emesse a seguito di pubblica udienza.


Giurisprudenza annotata

Casistica

È inammissibile il ricorso per revocazione proposto nei confronti di una sentenza della Corte di cassazione, la quale abbia respinto l’istanza di riunione di processi asseritamente connessi, in quanto vertenti su plurimi ricorsi scaturiti dal medesimo verbale di verifica ed attinenti a periodi di imposta diversi, atteso che il diniego del provvedimento di riunione non involge alcuna distorta percezione di un fatto risultante in modo incontrovertibile dalla realtà del processo, mentre l’eventuale contraddittorietà tra decisioni irrevocabili attiene ad un ipotetico “error in iudicando”, estraneo al presupposto dell’errore revocatorio.

Cass. 9 marzo 2012, n. 3845.

 

Avverso le sentenze di mera legittimità della Corte di cassazione non è ammissibile l’impugnazione per revocazione per contrasto di giudicati, ai sensi dell’art. 395, n. 5, c.p.c., non essendo tale ipotesi espressamente contemplata nella disciplina anteriore al D.Lgs. n. 40 del 2006 (applicabile nella specie), né in quella successiva (artt. 391 “bis” e 391 “ter” c.p.c.), secondo una scelta discrezionale del legislatore - non in contrasto con alcun principio e norma costituzionale, atteso che il diritto di difesa e altri diritti costituzionalmente garantiti non risultano violati dalla disciplina delle condizioni e dei limiti entro i quali può essere fatto valere il giudicato, la cui stabilità rappresenta un valore costituzionale - condivisibile anche alla luce della circostanza che l’ammissibilità di tale impugnazione sarebbe logicamente e giuridicamente incompatibile con la natura delle sentenze di mera legittimità, che danno luogo solo al giudicato in senso formale e non a quello sostanziale.

Cass., Sez. Un., 30 aprile 2008, n. 10867.

 



 
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