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Codice proc. civile agg.  al  28 Gen 2015
 
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Art. 400 cod. proc. civile: Procedimento

Davanti al giudice adito si osservano le norme stabilite per il procedimento davanti a lui, in quanto non derogate da quelle del presente capo (1).


Commento

(1) Le norme da applicare al procedimento di revocazione sono quelle relative al grado in cui è stata pronunciata la sentenza; pertanto, se è stata impugnata una sentenza di primo grado, il giudizio si svolgerà secondo le regole del processo di primo grado davanti a quel giudice; se, invece, è stata impugnata una sentenza di appello, il giudizio si svolgerà secondo le regole del processo in appello (ad es., la trattazione sarà collegiale se è impugnata una sentenza emanata dalla Corte di appello).


Giurisprudenza annotata

Presupposti

Al giudizio di revocazione - che si instaura dinanzi allo stesso giudice che ha pronunciato la sentenza revocando - sono applicabili le norme stabilite per il procedimento dinanzi a quel giudice, con la conseguenza che, richiesta (come nella specie) la revocazione di un decreto ingiuntivo non opposto emesso dal giudice di pace, la domanda di revocazione va introdotta, ex art. 398, comma 1, c.p.c., con atto di citazione e non (come nella specie) con ricorso. Quanto alla valutazione della tempestività della domanda medesima (artt. 325 ss. c.p.c.), deve, poi, aversi riguardo alla data di notificazione della citazione stessa, ovvero del ricorso, ove esistano i presupposti della sua conversione in citazione e sempre che esso risulti notificato unitamente al pedissequo decreto contenente l’indicazione della data di comparizione.

Cass. 11 marzo 2003, n. 3554.

 

Anche per la revocazione devono trovare applicazione i principi generali in tema di interesse e di legittimazione ad impugnare che disciplinano, ai sensi degli artt. 323 e ss. c.p.c., i rimedi ordinari; la revocazione, è infatti, inquadrabile fra le impugnazioni, posto che il codice di rito civile la colloca nel titolo III del libro II ad essa dedicato e che l’art. 400 del medesimo codice stabilisce che nel procedimento di revocazione dinnanzi al giudice adito trovano applicazione le norme poste per il procedimento davanti a lui, se non derogate da quelle dettate in tema di revocazione.

Cons. St., 8 gennaio 2003, n. 19; Cass. 7 luglio 2000, n. 9065.

 

Le modalità di proposizione dell’atto introduttivo previste per il rito del lavoro si applicano anche al caso di instaurazione di un giudizio di revocazione che riguardi una delle controversie assoggettate a tale rito, sicché, ai fini della tempestività della relativa domanda, occorre porre riferimento al momento del deposito del ricorso.

Cass. 9 giugno 2010, n. 13834.

 

Poteri del giudice

Il giudice della revocazione può nell’ambito dei poteri di cui all’art. 112 c.p.c. in sede di interpretazione della domanda riportare l’inquadramento preciso del fatto revocatorio sotto una delle previsioni dell’art. 395, stesso codice, anche in difformità dell’indicazione datane dal richiedente, purché non si tratti di fatto ontologicamente diverso da quello dedotto dall’istante.

Cass. 16 febbraio 2006, n. 3440.

 



 
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