Codice proc. civile Agg. il 28 gennaio 2015

Codice proc. civile Art. 405 cod. proc. civile: Domanda di opposizione

Codice proc. civile Agg. il 28 gennaio 2015



L’opposizione è proposta davanti allo stesso giudice che ha pronunciato la sentenza, secondo le forme prescritte per il procedimento davanti a lui (1).

La citazione deve contenere, oltre agli elementi di cui all’articolo 163, anche l’indicazione della sentenza impugnata e, nel caso del secondo comma dell’articolo precedente, l’indicazione del giorno in cui il terzo è venuto a conoscenza del dolo o della collusione, e della relativa prova (2).

Commento

Sentenza: [v. 132]; Citazione: [v. 163]; Prova: [v. 115].

 

(1) Si tratta di competenza funzionale come tale non derogabile neanche per motivi di connessione. Nel caso di sentenza di secondo grado, che abbia confermato quella di primo grado, il giudice dell’opposizione va identificato in quello che ha conosciuto e deciso la causa in appello.

 

(2) L’atto introduttivo [v. Formula n. 30] deve contenere tutti i requisiti suoi propri oltre quelli ivi specificamente previsti. L’eventuale omissione di uno degli elementi previsti determina la nullità dell’atto.

Giurisprudenza annotata

Domanda di opposizione.

 

 

 

1.Opposizione di terzo

Ai sensi dell'art. 405 comma 1, c.p.c., applicabile al processo amministrativo anche prima dell'entrata in vigore del c. proc. amm., il rimedio dell'opposizione di terzo é proponibile esclusivamente innanzi allo stesso giudice che ha pronunciato la sentenza di cui il terzo si duole. (Conferma Tar Liguria, sez. I, n. 317 del 2004).

Consiglio di Stato sez. IV  06 giugno 2011 n. 3380  

 

L’opposizione di terzo, prevista dal c. 2 dell’art. 404 c.p.c., è proponibile ex art. 325 e 326 c.p.c., nel termine di trenta giorni decorrente dalla scoperta del dolo o della collusione. L’atto introduttivo del relativo giudizio, a mente del c. 2 dell’art. 405 c.p.c., deve contenere l’indicazione del giorno in cui il terzo è venuto a conoscenza del dolo o della collusione e della relativa prova. Ai fini della scoperta della collusione, inoltre, secondo il costante orientamento di legittimità, non è rilevante la mera notizia della sentenza ad essa conseguita, risultando necessaria la conoscenza del rapporto di causalità fra la pronuncia e gli artifici delle parti. Il termine decorre pertanto dalla reale e concreta conoscenza della collusione e dunque dalla conoscenza del contenuto dell’atto processuale da cui la stessa derivi.

Corte appello Bari sez. II  13 dicembre 2010 n. 1203  



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