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Codice proc. civile agg.  al  28 Gen 2015
 
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Art. 406 cod. proc. civile: Procedimento

Davanti al giudice adito si osservano le norme stabilite per il procedimento davanti a lui, in quanto non derogate da quelle del presente capo (1).


Commento

(1) Ne consegue che troveranno applicazione le norme del procedimento di primo grado o di appello a seconda del grado della sentenza impugnata. Quanto ai poteri dell’istruttore la dottrina ritiene sempre esclusa l’ammissione di mezzi di prova che riguardino il merito, mentre, solo in primo grado, si ritengono ammissibili le prove relative alla sussistenza delle condizioni per accogliere l’opposizione.


Giurisprudenza annotata

Procedimento.

 

 

  1. Casistica.

Il giudicato è intangibile finché la sentenza, già passata in giudicato, non venga dichiarata nulla a seguito dell’instaurazione del giudizio di opposizione di terzo ex art. 404, comma primo, c.p.c. correttamente instaurato, che presuppone l’evocazione in giudizio di tutti coloro che sono stati parti nel giudizio in cui è avvenuta la violazione del principio del contraddittorio e, in particolare - quanto all’impugnazione di sentenza emessa in tema di revisione di tabelle millesimali condominiali - con la chiamata in giudizio di tutti i singoli condomini e non del condominio, in persona del suo amministratore. Cass. 9 ottobre 2006, n. 21683.

 

L’opposizione di terzo revocatoria, quand’anche sia proposta avverso una sentenza in materia di lavoro, avendo ad oggetto non il riesame della fondatezza della medesima ma l’accertamento se questa sia stata frutto di dolo o concussione in danno dell’opponente, non rientra tra i procedimenti per i quali l’art. 3 della legge n. 742 del 1969 dispone l’inapplicabilità della sospensione feriale dei termini. Cass. lav., 5 ottobre 2000, n. 13255.

 

Operando nell’ordinamento processuale il principio - ricavabile dagli art. 400 e 406 c.p.c. - secondo cui davanti al giudice adito con un mezzo di impugnazione si osservano le norme stabilite per il procedimento davanti a lui, in quanto non derogate dalla specifica disciplina del mezzo d’impugnazione di cui si tratta, la trattazione del giudizio d’impugnazione del lodo davanti alla corte d’appello, disciplinato dagli artt. 827 e ss. c.p.c., deve svolgersi interamente davanti al collegio, applicandosi la disciplina ordinaria del procedimento davanti alla corte d’appello, e quindi l’art. 350 c.p.c. a mente del quale la trattazione dell’appello è collegiale. Cass. 7 febbraio 2001, n. 1731.

 

Il giudice che ha pronunciato la sentenza poi impugnata con l’opposizione di terzo ben può partecipare alla decisione sull’opposizione medesima, non essendo configurabile la situazione di cui all’art. 51, n. 4, c.p.c., in quanto competente a conoscere della opposizione, a norma dell’art. 405 dello stesso codice, è lo stesso giudice che ha pronunciato la sentenza opposta. Cass. 22 marzo 2006, n. 6358.



 
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