codice-proc-civile
Codice proc. civile agg.  al  28 Gen 2015
 
L'autore
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore

 

Art. precedente Art. successivo
 

Art. 419 cod. proc. civile: Intervento volontario

Salvo che sia effettuato per l’integrazione necessaria del contraddittorio, l’intervento del terzo ai sensi dell’articolo 105 non può aver luogo oltre il termine stabilito per la costituzione del convenuto, con le modalità previste dagli articoli 414 e 416 (1) in quanto applicabili (1).(2)(3)(4).

(1) La Corte costituzionale con sentenza 29 giugno 1983, n. 193 ha dichiarato l’illegittimità costituzionale di questo articolo nella parte in cui, ove un terzo spieghi intervento volontario, non attribuisce al giudice il potere-dovere di fissare – con il rispetto del termine di cui all’art. 415, comma 5 (elevabile a quaranta giorni allorquando la notificazione ad alcune delle parti originarie contumaci debba effettuarsi all’estero) – una nuova udienza, non meno di dieci giorni prima della quale potranno le parti originarie depositare memorie, e di disporre che, entro cinque giorni, siano notificati alle parti originarie il provvedimento di fissazione e la memoria dell’interveniente, e che sia notificato a quest’ultimo il provvedimento di fissazione della nuova udienza.


Commento

Contraddittorio: [v. 101]; Costituzione (del convenuto): [v. 416].

 

(1) La forma dell’atto di intervento, poiché il giudizio è pendente, è la memoria [v. 416].

 

(2) È molto discusso il problema dell’intervento in giudizio delle associazioni sindacali, che la giurisprudenza tende ad escludere, a meno che non si tratti di controversie riguardanti interessi propri del sindacato o interessi superindividuali dei quali esso sia portatore ex lege. Diversa è la facoltà delle associazioni sindacali di rendere in giudizio osservazioni orali o scritte mediante un loro rappresentante, prevista dall’art. 425, in quanto in quest’ultimo caso si prescinde dal collegamento con i diritti sostanziali oggetto di causa.

 

(3) La tardività dell’intervento è rilevabile d’ufficio e non è sanabile neanche con l’accettazione del contraddittorio delle altre parti in causa.

 

(4) L’agenzia per la rappresentanza delle Pubbliche Amministrazioni e le organizzazioni sindacali firmatarie possono intervenire nel processo anche oltre il termine previsto dall’articolo in esame e, a seguito dell’intervento, sono legittimate a proporre mezzi di impugnazione delle sentenze che decidono una questione pregiudiziale. Anche se non intervenute, possono presentare memorie nel giudizio di merito ed in quello per cassazione.


Giurisprudenza annotata

Intervento volontario.

 

  

  1. Termine per l’intervento del terzo.

L’intervento ex art. 111 c.p.c. dell’acquirente di un immobile locato in una causa avente ad oggetto la risoluzione del contratto di locazione, pendente in primo grado, non è soggetto al termine di decadenza stabilito dall’art. 419 c.p.c., in quanto questa tipologia d’intervento non è riconducibile all’intervento volontario del terzo di cui all’art. 105 c.p.c., al quale si riferisce l’art. 419 c.p.c. nel testo risultante dalla sentenza additiva della Corte costituzionale n. 193 del 1983; peraltro, tale intervento non comporta la proposizione di una nuova domanda, in quanto l’atto di acquisto dell’immobile locato da parte del terzo interventore non integra un diverso fatto costitutivo del diritto fatto valere dall’attore, ma costituisce il titolo della successione a titolo particolare nell’originario contratto di locazione con gli effetti di cui all’art. 1602 c.c. Cass. 9 aprile 2009, n. 8700.

 

A seguito di mutamento del rito la originaria domanda di convalida dello sfratto per morosità deve essere intesa come domanda di risoluzione del contratto di locazione per inadempimento. Ai procedimenti in materia di locazione è infatti applicabile, ai sensi dell'art 447 bis cod. proc. civ., il rito del lavoro, sicchè l'intervento volontario, effettuato oltre il termine stabilito per la costituzione (art. 419 cod. proc. civ.) è inammissibile perchè tardivo. Ne consegue che il terzo che intende intervenire deve depositare memoria costituendosi almeno dieci giorni prima dell'udienza di discussione. Non è inoltre fondata l'eccezione di difetto di legittimazione passiva essendo subentrato nel rapporto. Infatti dalla documentazione depositata non vi è prova dell'avvenuto subentro nella locazione. Pertanto nessuna cessione del contratto è intervenuta con la conseguenza che nessun rapporto diretto c'è mai stato tra il locatore e l'asserito subentrante. Il contratto , dunque, è rimasto valido tra i contraenti originari.

Tribunale Bari sez. III  14 marzo 2014 n. 1366



 
Art. precedente Art. successivo
 

 
Vuoi restare aggiornato su questo argomento?
Segui la nostra redazione anche su Facebook, Google + e Twitter. Iscriviti alla newsletter

 

 

© Riproduzione riservata

 
 
Commenti