codice-proc-civile
Codice proc. civile agg.  al  28 Gen 2015
 
L'autore
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore

 

Art. precedente Art. successivo
 

Art. 423 cod. proc. civile: Ordinanze per il pagamento di somme

Il giudice, su istanza di parte, in ogni stato del giudizio, dispone con ordinanza il pagamento delle somme non contestate (1)(2).
Egualmente, in ogni stato del giudizio, il giudice può, su istanza del lavoratore, disporre con ordinanza il pagamento di una somma a titolo provvisorio quando ritenga il diritto accertato e nei limiti della quantità per cui ritiene già raggiunta la prova (3)(4).
Le ordinanze di cui ai commi precedenti costituiscono titolo esecutivo (5).
L’ordinanza di cui al secondo comma è revocabile con la sentenza che decide la causa (6).


Commento

Ordinanza: [v. 134]; Titolo esecutivo: [v. 474]; Sentenza: [v. 132].

 

(1) Ciascuna delle parti può domandare, negli atti introduttivi o nella stessa udienza, l’emanazione dell’ordinanza. Presupposto di quest’ultima è la non contestazione delle somme chieste: la non contestazione è un comportamento processuale specifico, anche implicito, per configurare il quale non è sufficiente la contumacia del convenuto. Non costituirsi in giudizio, infatti, è un comportamento equivoco che solo per espressa disposizione di legge può assumere significati univoci.

 

(2) Per il convenuto non è sufficiente la contestazione generica dei fatti posti a fondamento della domanda. Occorre, in questo caso, impugnare espressamente la rivendicazione economica. La contumacia del resistente non consente l’emanazione dell’ordinanza, perché non implica né ammissioni, né riconoscimento del diritto altrui. Tale tesi ha ricevuto un fondamento normativo nella previsione dell’art. 186bis che, espressamente, esclude l’emanazione dell’ordinanza nel caso in cui il convenuto sia contumace. In questo caso il giudice, senza pregiudicare l’attore per la mancata costituzione del convenuto, può utilizzare lo strumento previsto dal secondo comma della norma in commento ed emettere un’ordinanza, nei limiti in cui il credito è provato dalla documentazione prodotta. Si ritiene che entrambe le ordinanze siano revocabili.

(3) La pronuncia dell’ordinanza può essere chiesta soltanto dal lavoratore. Essa presuppone un accertamento sommario (per alcuni pieno) sia dell’an che del quantum, ed ha carattere provvisorio ed interinale, vale a dire anticipa gli effetti del provvedimento del quale si vuole assicurare la fruttuosità, venendo poi assorbito o caducato dalla pronuncia di quest’ultimo.

 

(4) Le ordinanze previste dal primo e dal secondo comma della norma hanno caratteristiche analoghe a quelle previste dagli artt. 186bis e 665. Anche in questo caso il provvedimento si fonda su di un accertamento sommario del diritto.

 

(5) A queste due ordinanze può aggiungersi quella prevista dall’art. 186ter, data l’applicabilità al processo del lavoro del procedimento ingiuntivo.

 

(6) L’ordinanza di cui al secondo comma non può essere autonomamente impugnata, né revocata prima della emanazione della sentenza.

 



 
Art. precedente Art. successivo
 

 
Vuoi restare aggiornato su questo argomento?
Segui la nostra redazione anche su Facebook, Google + e Twitter. Iscriviti alla newsletter

 

 

© Riproduzione riservata

 
 
Commenti