codice-proc-civile
Codice proc. civile agg.  al  28 Gen 2015
 
L'autore
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore

 

Art. precedente Art. successivo
 

Art. 428 cod. proc. civile: Incompetenza del giudice

Quando una causa relativa ai rapporti di cui all’articolo 409 sia stata proposta a giudice incompetente, l’incompetenza può essere eccepita dal convenuto soltanto nella memoria difensiva di cui all’articolo 416 ovvero rilevata d’ufficio dal giudice non oltre l’udienza di cui all’articolo 420 (1).
Quando l’incompetenza sia stata eccepita o rilevata ai sensi del comma precedente, il giudice rimette (2) la causa al tribunale  in funzione di giudice del lavoro, fissando un termine perentorio non superiore a trenta giorni per la riassunzione con rito speciale .


Commento

Memoria difensiva [v. 416]; Termine perentorio: [v. 153]; Riassunzione: [v. 39].

 

(1) Il rilievo d’ufficio della incompetenza da parte del giudice può avvenire anche quando il convenuto, nel costituirsi in giudizio, non abbia sollevato la relativa eccezione.

 

(2) Il provvedimento con il quale il giudice si dichiara territorialmente incompetente, assegnando contestualmente alle parti (ma in realtà è la parte interessata alla prosecuzione del giudizio che ha l’onere di attivarsi) il termine perentorio per la riassunzione della causa innanzi al giudice competente, assume la forma della sentenza, impugnabile con il regolamento (necessario o facoltativo) di competenza.


Giurisprudenza annotata

Incompetenza del giudice.

 

 1. Incompetenza del giudice.

Ai sensi dell’art. 38 c.p.c. nel nuovo testo introdotto dall’art. 4, legge n. 353 del 1990, l’incompetenza per materia, al pari di quella per valore e per territorio nei casi previsti dall’art. 28 c.p.c., è rilevata, anche d’ufficio, non oltre la prima udienza di trattazione, che, nel rito ordinario, è l’udienza di cui all’art. 183 c.p.c., e, nel rito del lavoro, deve essere intesa la (prima) udienza di discussione fissata col decreto pretorile di cui all’art. 415 c.p.c. Pertanto, alla luce del nuovo assetto dato dal riformato art. 38 c.p.c. al rilievo dell’incompetenza, anche la disposizione del primo comma dell’art. 428 c.p.c. (secondo la quale nei processi dinanzi al giudice del lavoro l’incompetenza territoriale può essere rilevata d’ufficio non oltre l’udienza di cui all’art. 420 c.p.c.) va intesa nel senso che detta incompetenza può essere rilevata non oltre il termine dell’udienza fissata col decreto pretorile di cui all’art. 415 c.p.c. Cass. lav., 19 gennaio 2007, n. 1167; Cass. lav., 1º febbraio 2005, n. 1866.

 

Ai sensi dell’art. 38 c.p.c., sost. dall’art. 4 legge 26 novembre 1990, n. 353, l’incompetenza per materia, al pari di quella per valore e per territorio nei casi previsti dall’art. 28 del codice di rito, è rilevata, anche d’ufficio, non oltre la prima udienza di trattazione, la quale, nel rito ordinario, si identifica con l’udienza di cui all’art. 183 c.p.c., e, nel processo del lavoro, corrisponde alla (prima) udienza di discussione fissata con il decreto giudiziale disciplinato dall’art. 415 c.p.c.; pertanto, alla stregua del nuovo assetto attribuito dal riformato art. 38 c.p.c. al rilievo dell’incompetenza, anche la disposizione del primo comma dell’art. 428 c.p.c. (secondo la quale nei processi davanti al giudice del lavoro l’incompetenza territoriale può essere rilevata d’ufficio non oltre l’udienza di cui all’art. 420 c.p.c.) va intesa nel significato che detta incompetenza può essere rilevata non oltre il termine dell’udienza fissata con il predetto decreto contemplato dal citato art. 415, con la conseguente inammissibilità del regolamento di competenza d’ufficio che dovesse essere sollevato superandosi tale preclusione. Cass. 11 settembre 2010, n. 19410.

 

Ai sensi dell’art. 38 c.p.c., sostituito dall’art. 4, legge 26 novembre 1990, n. 353, l’incompetenza per materia, al pari di quella per valore e per territorio nei casi previsti dall’art. 28 del codice di rito, è rilevata, anche d’ufficio, non oltre la prima udienza di trattazione, la quale, nel rito ordinario, si identifica con l’udienza di cui all’art. 183 c.p.c., e, nel processo del lavoro, corrisponde alla (prima) udienza di discussione fissata con il decreto giudiziale disciplinato dall’art. 415 c.p.c.; pertanto, alla stregua del nuovo assetto attribuito dal riformato art. 38 c.p.c. al rilievo dell’incompetenza, anche la disposizione del primo comma dell’art. 428 c.p.c. (secondo la quale nei processi davanti al giudice del lavoro l’incompetenza territoriale può essere rilevata d’ufficio non oltre l’udienza di cui all’art. 420 c.p.c.) va intesa nel significato che detta incompetenza può essere rilevata non oltre il termine dell’udienza fissata con il predetto decreto contemplato dal citato art. 415, con la conseguente inammissibilità del regolamento di competenza d’ufficio che dovesse essere sollevato superandosi tale preclusione. Cass. lav., 19 gennaio 2007, n. 1167.



 
Art. precedente Art. successivo
 

 
Vuoi restare aggiornato su questo argomento?
Segui la nostra redazione anche su Facebook, Google + e Twitter. Iscriviti alla newsletter

 

 

© Riproduzione riservata

 
 
Commenti