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Codice proc. civile agg.  al  28 Gen 2015
 
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Art. 436 cod. proc. civile: Costituzione dell’appellato e appello incidentale

L’appellato deve costituirsi almeno dieci giorni prima della udienza (1).
La costituzione dell’appellato si effettua mediante deposito in cancelleria del fascicolo e di una memoria difensiva, nella quale deve essere contenuta dettagliata esposizione di tutte le sue difese (2).
Se propone appello incidentale, l’appellato deve esporre nella stessa memoria i motivi specifici su cui fonda l’impugnazione. L’appello incidentale deve essere proposto, a pena di decadenza, nella memoria di costituzione, da notificarsi, a cura dell’appellato, alla controparte almeno dieci giorni (3) prima dell’udienza fissata a norma dell’articolo precedente (4).
Si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni dell’articolo 416.


Commento

Udienza: [v. 420]; Fascicolo [v. 168]; Memoria difensiva: [v. 416]; Notificazione: [v. 137]. Appello incidentale: appello proposto dalla parte nei cui confronti sia stato proposto l’appello principale [v. 333].

 

(1) Tale termine ha natura ordinatoria, per cui la sua inosservanza non impedisce all’appellato di costituirsi tardivamente, pur incorrendo nelle preclusioni previste dalla legge (ad esempio, in ordine alla indicazione dei nuovi mezzi di prova ritenuti ammissibili o alla proposizione dell’appello incidentale).

 

(2) Nella memoria difensiva, l’appellato deve prendere posizione precisa sulle domande spiegate dall’appellante e deve rinnovare le istanze probatorie non accolte in primo grado. A pena di decadenza, deve indicare i mezzi di prova nuovi che intende far ammettere e riproporre le domande ed eccezioni non accolte o non esaminate in primo grado.

 

(3) I vizi della notificazione che importino nullità e non già inesistenza della stessa (come si verificherebbe nel caso di assoluta discordanza tra le forme impiegate e quelle tipiche) sono sanabili, con effetto ex tunc, mediante la rinotifica ex art. 291.

 

(4) Non essendo espressamente richiamato l’art. 418, deve ritenersi che la proposizione dell’appello incidentale non determina la fissazione di una nuova udienza di discussione, come avviene a seguito della proposizione di una domanda riconvenzionale. In questo caso l’appellante dovrà difendersi all’udienza di discussione ed in quella sede chiedere al giudice un termine per il deposito di una memoria di replica.


Giurisprudenza annotata

Costituzione dell’appellato e appello incidentale.

 

 

  1. Costituzione dell’appellato; 2. Appello incidentale.

 

 

  1. Costituzione dell’appellato.

Ai fini del computo del termine di dieci giorni prima dell’udienza stabilito dall’art. 436 c.p.c. per la costituzione dell’appellato deve tenersi conto, a ritroso, del dies a quo e non del dies ad quem, costituito dal decimo giorno. Cass. lav., 23 marzo 2005, n. 6225.

 

Al fine di verificare il rispetto dei termini fissati (per il convenuto in primo grado ai sensi dell’art. 416 c.p.c. e per l’appellato in virtù dell’art. 436 c.p.c.) con riferimento alla «udienza di discussione», non si deve aver riguardo a quella originariamente stabilita dal provvedimento del giudice, ma a quella fissata - ove, eventualmente, sopravvenga - in dipendenza del rinvio d’ufficio della stessa, che concreta una modifica del precedente provvedimento di fissazione, e che venga effettivamente tenuta in sostituzione della prima. Cass., Sez. Un., 20 giugno 2007, n. 14288.

 

  1. Appello incidentale.

L’art. 436 c.p.c. richiede all’appellante incidentale di dedurre nella stessa memoria di costituzione i motivi specifici su cui si fonda l’impugnazione, sicché è escluso che tali motivi possano essere desunti da altri atti processuali, tanto più se di primo grado. Cass. lav., 7 gennaio 2009, n. 59.

 

Il principio secondo cui l’impugnazione proposta per prima determina la costituzione del processo nel quale debbono confluire le eventuali impugnazioni di altri incombenti e, nel caso di appello, le impugnazioni successive alla prima assumono carattere incidentale, ha carattere generale e si estende anche al processo del lavoro; in questo caso la conversione opera purchè sia rispettato il termine di dieci giorni liberi prima dell’udienza fissata per la comparizione, per la proposizione dell’appello incidentale previsto dall’art. 436 c.p.c. A questi fini, tuttavia, non può valere la successiva rinnovazione di tale termine dilatorio, nel caso in cui la prima udienza non venga tenuta ed il presidente ne abbia fissata un’altra. Cass. lav., 18 settembre 2007, n. 19340.

 

Resta ammissibile, peraltro, ai sensi dell’art. 334 c.p.c., l’impugnazione tardiva, anche a tutela di un interesse autonomo dell’appellante incidentale, se il gravame principale investe una questione attinente all’interesse di tale parte Cass. lav., 13 febbraio 2012, n. 2026.



 
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