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Codice proc. civile agg.  al  28 Gen 2015
 
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Art. 445 cod. proc. civile: Consulente tecnico

Nei processi regolati nel presente capo, relativi a domande di prestazioni previdenziali o assistenziali che richiedano accertamenti tecnici, il giudice nomina uno o più consulenti tecnici scelti in appositi albi (1), ai sensi dell’articolo 424 (2).
Nei casi di particolare complessità il termine di cui all’articolo 424 può essere prorogato fino a sessanta giorni (3).


Commento

Consulente tecnico: [v. 61]; Termine: [v. 152].

(1) Il consulente deve essere nominato tra gli iscritti all’albo dei consulenti tecnici istituito presso ogni tribunale, nel quale devono essere inclusi, per le cause di cui all’art. 442, anche i medici legali e delle assicurazioni e i medici del lavoro.

 

(2) Si applicano le regole, già richiamate in sede di esplicazione dell’art. 424, relative alla nomina del consulente di parte, all’astensione o ricusazione del consulente.

 

(3) Per abbreviare i tempi del procedimento, il giudice può fissare con un unico provvedimento sia l’udienza di discussione che un’udienza preliminare per l’inizio delle operazioni peritali.

 


Giurisprudenza annotata

Consulente tecnico.

 

 

  1. Consulente tecnico; 1.1. In genere; 1.2. Nomina del consulente tecnico in appello.

 

 

  1. Consulente tecnico.

 

1.1. In genere.

In materia di prestazioni previdenziali derivanti da patologie relative allo stato di salute dell’assicurato, il difetto di motivazione, denunciabile in cassazione, della sentenza che abbia prestato adesione alle conclusioni del consulente tecnico d’ufficio è ravvisabile in caso di palese devianza dalle nozioni correnti della scienza medica, la cui fonte va indicata, o nella omissione degli accertamenti strumentali dai quali secondo le predette nozioni non può prescindersi per la formulazione di una corretta diagnosi, mentre al di fuori di tale ambito la censura anzidetta costituisce mero dissenso diagnostico non attinente a vizi del processo logico formale traducendosi, quindi, in un’inammissibile critica del convincimento del giudice. Cass. lav., 29 aprile 2009, n. 9988.

 

1.2. Nomina del consulente tecnico in appello.

In sede di giudizio di appello, allorché venga disposta una nuova (rispetto a quella eseguita in prime cure) consulenza tecnica d’ufficio (nella specie, per accertare il diritto dell’assicurato all’assegno di invalidità ed all’indennità di accompagnamento), l’eventuale accoglimento, da parte del giudice del gravame, della tesi del secondo consulente d’ufficio non necessita di una confutazione particolareggiata delle diverse risultanze e valutazioni della prima consulenza, essendo necessario soltanto che detto giudice non si limiti ad una acritica adesione al parere del secondo ausiliario, ma valuti le eventuali censure di parte, indicando le ragioni per cui ritiene di dover disattendere le conclusioni del primo consulente. Cass. lav., 25 febbraio 2011, n. 4657.



 
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