Codice proc. civile Agg. il 28 gennaio 2015

Codice proc. civile Art. 447-bi cod. proc. civile: Norme applicabili alle controversie in materia di locazione, di comodato e di affitto

Codice proc. civile Agg. il 28 gennaio 2015



Le controversie in materia di locazione e di comodato di immobili urbani e quelle di affitto di aziende sono disciplinate dagli articoli 414, 415, 416, 417, 418, 419, 420, 421, primo comma (1), 422, 423, primo e terzo comma (2)(3), 424, 425, 426, 427, 428, 429, primo (4) ((e secondo comma, 430, 433, 434, 435, 436, 436-bis, 437, 438, 439, 440, 441,)) in quanto applicabili. (88) (90) ((136))

PERIODO SOPPRESSO DAL D.LGS. 19 FEBBRAIO 1998, N. 51. Sono nulle le clausole di deroga alla competenza. (90)

Il giudice puo’ disporre d’ufficio, in qualsiasi momento, l’ispezione della cosa e l’ammissione di ogni mezzo, di prova, ad eccezione del giuramento decisorio, nonche’ la richiesta di informazioni, sia scritte che orali, alle associazioni di categoria indicate dalle parti.

Le sentenze di condanna di primo grado sono provvisoriamente esecutive. All’esecuzione si puo’ procedere con la sola copia del dispositivo in pendenza del termine per il deposito della sentenza. Il giudice d’appello puo’ disporre con ordinanza non impugnabile che l’efficacia esecutiva o l’esecuzione siano sospese quando dalle stessa possa derivare l’altra parte gravissimo danno.

(67) (72)

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AGGIORNAMENTO (67)

La L. 26 novembre 1990, n. 353, come modificata dalla L. 4 dicembre 1992, n. 477, ha disposto:

– (con l’art. 92, comma 1) che “Fatta eccezione per la disposizione di cui all’articolo 1, la presente legge entra in vigore il 1 gennaio 1993. Ai giudizi pendenti a tale data si applicano, fino al 2 gennaio 1994, le disposizioni anteriormente vigenti.”;

– (con l’art. 92, comma 2) che “Le disposizioni di cui agli articoli 3; 4; da 7 a 15; da 17 a 19; da 22 a 32; da 36 a 47; da 50 a 58; 70; 73; da 78 a 83 e 88 hanno efficacia a partire dal 2 gennaio 1994.”

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AGGIORNAMENTO (72)

La L. 26 novembre 1990, n. 353, come modificata dal D.L. 7 ottobre 1994, n. 571, convertito con modificazioni dalla L. 6 dicembre 1994, n. 673, ha disposto:

– (con l’art. 92, comma 1) che “Fatta eccezione per la disposizione di cui all’articolo 1, la presente legge entra in vigore il 1 gennaio 1993. Ai giudizi pendenti a tale data si applicano, fino al 30 aprile 1995, le disposizioni anteriormente vigenti.”;

– (con l’art. 92, comma 2) che “Le disposizioni di cui agli articoli 3; 4; da 7 a 15; da 17 a 19; da 22 a 32; da 36 a 47; da 50 a 58; 70; 73; da 78 a 83 e 88 hanno efficacia a partire dal 30 aprile 1995.”

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AGGIORNAMENTO (88)

Il D.Lgs. 19 febbraio 1998, n. 51 ha disposto (con l’art. 247, comma 1) che “Il presente decreto legislativo entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e diventa efficace decorso il termine stabilito dall’articolo 1, comma 1, lettera r), della legge 16 luglio 1997, n. 254, fatta eccezione per le disposizioni previste dagli articoli 17, 33, comma 1, 38, comma 1 e 40, commi 1 e 3”.

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AGGIORNAMENTO (90)

Il D.Lgs. 19 febbraio 1998, n. 51, come modificato dalla L. 16 giugno 1998, n. 188, ha disposto (con l’art. 247, comma 1) che “Il presente decreto legislativo entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e diventa efficace a decorrere dal 2 giugno 1999, fatta eccezione per le disposizioni previste dagli articoli 17, 33, comma 1, 38, comma 1 e 40, commi 1 e 3”.

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AGGIORNAMENTO (136)

Il D.L. 22 giugno 2012, n. 83, convertito con modificazioni dalla L. 7 agosto 2012, n. 134, ha disposto (con l’art. 54, comma 2) che la presente modifica si applica ai giudizi di appello introdotti con ricorso depositato o con citazione di cui sia stata richiesta la notificazione dal trentesimo giorno successivo a quello di entrata in vigore della legge di conversione del decreto medesimo.

Commento

Ispezione: [v. 118]; Giuramento decisorio: [v. 233]; Sentenza: [v. 132]; Dispositivo: [v. 420]; Termine: [v. 152]; Ordinanza: [v. 134].

 

(1) Essendo stato richiamato soltanto il primo comma dell’art. 421 deve ritenersi che, nelle controversie di cui all’art. 447bis, rimangono fermi, in ordine alla assunzione delle prove, i limiti di cui agli artt. 2721 e ss. c.c.; rimane, altresì, esclusa, per il giudice, la facoltà di interrogare i testi sul luogo dell’ispezione (salvo a ritenerla inclusa nel potere di cui al c. 3 della norma in esame) nonché quella di sottoporre ad interrogatorio libero le persone incapaci di testimoniare ex art. 246.

 

(2) Devono ritenersi inapplicabili, in quanto non richiamati, i commi secondo e quarto dell’art. 423, i quali danno al giudice la facoltà di ordinare, su istanza del lavoratore, il pagamento di una provvisionale, nella misura del quantum per il quale sia già stata raggiunta la prova.

 

(3) È fatta salva la possibilità di richiedere l’emissione di un’ordinanza ex art. 186ter.

 

(4) Limitando il richiamo soltanto ai primi due commi dell’art. 429, la norma esclude che, in sede di condanna al pagamento di somme per crediti di lavoro, debba procedersi alla determinazione, oltre che degli interessi al tasso legale, del maggior danno da svalutazione eventualmente subìto dal lavoratore.



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