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Codice proc. civile agg.  al  28 Gen 2015
 
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Art. 488 cod. proc. civile: Fascicolo dell’esecuzione

Il cancelliere forma per ogni procedimento d’espropriazione un fascicolo, nel quale sono inseriti tutti gli atti compiuti dal giudice, dal cancelliere e dall’ufficiale giudiziario, e gli atti e documenti depositati dalle parti e dagli eventuali interessati (1).
Il presidente del tribunale competente per l’esecuzione o il giudice dell’esecuzione stessa può autorizzare il creditore a depositare, in luogo dell’originale, una copia autentica del titolo esecutivo (2), con obbligo di presentare l’originale a ogni richiesta del giudice (3).


Commento

Cancelliere: [v. 57]; Ufficiale giudiziario: [v. 59]; Parti: [v. 485]; Titolo esecutivo: [v. 474]. Fascicolo dell’esecuzione: ai sensi dell’art. 36 att., sulla copertina del (—) devono essere indicati: il numero del Ruolo Generale affari Esecutivi, l’ufficio e la sezione al quale appartiene il giudice incaricato dell’affare e il giudice stesso, le parti e i rispettivi difensori muniti di procura. Nella facciata interna va annotato l’indice degli atti inseriti nel (—).

 

(1) Il fascicolo dell’esecuzione, paragonabile a quello previsto dall’art. 168 per il processo di cognizione, viene formato dal cancelliere nel momento in cui viene depositato l’atto di pignoramento. In tale fascicolo sono custoditi anche gli atti ed i documenti di parte, non essendo previsti, nel processo esecutivo, i fascicoli di parte.

 

(2) Tale copia autentica deve essere rilasciata da colui il quale ha spedito il titolo in forma esecutiva [v. 475], e, nel caso di cambiali, il rilascio può essere effettuato da qualunque ufficiale legittimato ad elevare il protesto. Va peraltro rilevato che, nella prassi, si consente non di rado il ritiro del titolo esecutivo dietro rilascio di una semplice fotocopia.

 

(3) La mancata presentazione dell’originale del titolo esecutivo, nonostante la richiesta del giudice, non essendo specificamente sanzionata, si risolve in un mero rallentamento del processo esecutivo, laddove al creditore sia impedito di ottenere provvedimenti che presuppongono l’esame del titolo in originale: mentre, infatti, l’inesistenza del titolo esecutivo va rilevata d’ufficio ed impedisce l’esercizio dell’azione esecutiva, la mancanza in atti del titolo originale costituisce una mera irregolarità, che il debitore può far valere con l’opposizione agli atti esecutivi.


Giurisprudenza annotata

Fascicolo dell’esecuzione.

 

 

  1. Fascicolo dell’esecuzione.

Il giudizio di opposizione agli atti esecutivi è un ordinario giudizio di cognizione che si conclude con sentenza, che ha per oggetto la valutazione se un segmento del processo esecutivo si sia svolto o meno in modo conforme alle norme che lo regolano, e per poter compiere tale valutazione il giudice ha il potere - dovere di acquisire il fascicolo del processo esecutivo, per prendere diretta conoscenza dello svolgimento di esso e degli atti compiuti dal giudice dell’esecuzione; non è legittimo quindi il rigetto della domanda di opposizione sulla base della mancata produzione in giudizio da parte dell’opponente dell’atto contro cui si oppone. Cass. 21 aprile 2004, n. 7610.

 

In fase di distribuzione e di assegnazione del ricavato, il titolo svolge solo la funzione di provare l’esistenza, liquidità ed esigibilità del credito e può essere prodotto anche in copia fotostatica o fotografica. Essa ha la stessa efficacia probatoria dell’originale, se non viene disconosciuta dalla parte contro cui viene prodotta. Cass. 24 maggio 2003, n. 8242.

 

Nel processo di esecuzione forzata l’esistenza del titolo esecutivo costituisce condizione dell’azione esecutiva (art. 474 c.p.c.), mentre il deposito del titolo esecutivo in originale o copia autentica costituisce un presupposto processuale, la cui mancanza non può essere rilevata di ufficio dal giudice, ma deve essere fatta valere con l’opposizione agli atti esecutivi ex art. 617 c.p.c. Cass. 9 dicembre 1992, n. 13021; parzialmente contra: Cass. 2 maggio 1975, n. 1691.

 

La procura conferita al patrono del creditore procedente deve essere depositata in originale e inserita nel fascicolo dell’esecuzione al momento del deposito del titolo esecutivo, del precetto ed eventualmente dell’originale della nota di trascrizione dell’atto di pignoramento da parte del medesimo creditore. Cass. 9 ottobre 1962, n. 2884.



 
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