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Codice proc. civile agg.  al  28 Gen 2015
 
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Art. 493 cod. proc. civile: Pignoramenti su istanza di più creditori

Più creditori possono con unico pignoramento colpire il medesimo bene (1)(2).

Il bene sul quale è stato compiuto un pignoramento può essere pignorato successivamente su istanza di uno o più creditori (3).

Ogni pignoramento ha effetto indipendente (4), anche se è unito ad altri in unico processo.


Commento

Pignoramento: [v. 492]; Creditore: [v. 483].

 

(1) La norma disciplina il concorso di più azioni esecutive sul medesimo bene distinguendo tra concorso originario, che si verifica allorquando più creditori abbiano proceduto contestualmente ad un unico pignoramento (primo comma), e concorso successivo, che concerne l’ipotesi in cui il medesimo bene venga colpito da due distinti pignoramenti (secondo comma).

 

(2) Tale comma troverebbe applicazione solo nel caso previsto dall’art. 523, in forza del quale l’ufficiale giudiziario, che trova un pignoramento già iniziato da altro ufficiale giudiziario, continua le operazioni con lui, redigendo un unico verbale. È da ritenere più fondata l’interpretazione in base alla quale il comma farebbe riferimento ad un pignoramento unico fin dall’origine o pignoramento cumulativo. Esso è eseguito ad istanza di più creditori che possono essere muniti anche di titoli esecutivi diversi; inoltre, trova applicazione in ogni tipo di espropriazione, a differenza dell’art. 523 che ha valore solo per l’espropriazione mobiliare. Sotto il profilo formale il pignoramento cumulativo è da considerarsi unico, perché eventuali vizi del pignoramento (ad es. incompetenza dell’ufficiale giudiziario) lo rendono invalido nei confronti di tutti i creditori; sotto il profilo sostanziale, invece, le varie azioni esecutive rimangono distinte (ad es. la sospensione concessa nel giudizio di opposizione promosso contro uno dei pignoramenti non sospende l’esecuzione anche per gli altri).

 

(3) Tale norma va integrata con le disposizioni previste per consentire la riunione di un pignoramento con quelli successivi, allo scopo di garantire l’unicità dell’espropriazione.

 

(4) L’indipendenza significa, innanzitutto, che il venir meno di un pignoramento non intacca l’efficacia degli altri così come la rinunzia al primo pignoramento non comporta la rinunzia ai successivi. Solo nel caso in cui il motivo dell’inefficacia sia comune, tutti i pignoramenti diventeranno inefficaci.


Giurisprudenza annotata

Pignoramenti su istanza di più creditori.

 

  

 

  1. Pignoramenti su istanza di più creditori.

Al creditore che abbia eseguito un pignoramento successivo sul medesimo bene già pignorato non è opponibile l’eventuale alienazione dell’immobile sottoposto ad esecuzione in forza di un valido pignoramento, trascritto anteriormente alla stessa, benché quest’ultima sia stata trascritta prima del pignoramento successivo, posto che l’effetto di indisponibilità (ed opponibilità) a vantaggio di tutti i creditori dell’esecuzione promana dal solo primo pignoramento, finché esso rimanga valido, mentre il pignoramento successivo serve a saldare la continuità procedurale ove venga a mancare il primo pignoramento, consentendo di portare a termine l’esecuzione già intrapresa. Trib. Vicenza, 21 giugno 2011.

 

In tema di espropriazione di crediti presso terzi, il pignoramento successivo di quote diverse del medesimo credito non costituisce pignoramento di beni diversi, ma di un bene unitario. Pertanto in tale ipotesi il giudice dell’esecuzione, in qualunque modo venga a sapere che il medesimo credito è stato oggetto di più procedimenti esecutivi, ha l’obbligo di riunirli, se del caso anche revocando il provvedimento di assegnazione emesso in uno di essi. Cass. 4 ottobre 2010, n. 20595.

 

Uniti più pignoramenti relativi agli stessi beni in un medesimo processo esecutivo, l’unità processuale giova e non nuoce ai singoli pignoramenti. Pertanto, è a partire dall’atto del primo pignoramento, che sono inopponibili ad ogni creditore pignorante i diritti acquistati da terzi sulla cosa. Cass. 21 aprile 1990, n. 3348.

 

Con riguardo agli effetti della vendita forzata di un bene immobile l’inopponibilità all’acquirente, a norma dell’art. 2919 c.c., dei diritti che non hanno effetto in pregiudizio del creditore pignorante - e di quelli intervenuti nell’esecuzione - e così delle alienazioni di quel bene, che, pur se anteriormente stipulate, siano state trascritte successivamente al pignoramento, trova applicazione anche per il creditore che sia divenuto pignorante a seguito della conversione del sequestro conservativo inizialmente concesso ed eseguito, sempre che ne ricorra l’anteriorità della relativa trascrizione, in quanto l’art. 2906 c.c. estende al sequestrante la tutela accordata al creditore pignorante, né assume rilievo la circostanza che la vendita sia stata eseguita su istanza di altro creditore il cui pignoramento, successivo alla trascrizione della vendita, sia stato riunito all’unico processo esecutivo a norma dell’art. 493 c.p.c. Cass. 21 aprile 1990, n. 3348.

 

Nell’espropriazione forzata mobiliare presso il debitore, in caso di pluralità di pignoramenti, se i pignoramenti vengono eseguiti sullo stesso o sugli stessi enti, il processo esecutivo è unico fin dall’origine ed i creditori successivamente pignoranti vi si inseriscono quali interventori tempestivi o tardivi; se, invece, i pignoramenti sono eseguiti anche o soltanto su altri beni, danno origine (per i beni diversi da quelli già pignorati) ciascuno ad un processo esecutivo distinto da quello precedentemente iniziato, in ragione dei distinti beni pignorati. In quest’ultimo caso consegue che ciascun processo esecutivo si svolge separatamente dall’altro senza confusione dei relativi compendi pignorati e della loro rispettiva destinazione. Cass. 1º aprile 1987, n. 3130.

 

Ai sensi dell’art. 493 c.p.c. ciascun pignoramento, tra quelli che hanno colpito il medesimo bene, ha effetti indipendenti rispetto agli altri e, quindi, pur nell’unità del processo, conserva la propria individualità e autonomia. Da ciò consegue che, nell’ipotesi di pluralità di pignoramenti eseguiti prima dell’udienza fissata per l’autorizzazione alla vendita, le vicende di uno di essi non toccano gli altri, cosicché il processo di espropriazione - ben potendo essere sorretto anche da uno solo dei pignoramenti, per il connotato di fungibilità che ne caratterizza il rapporto - continua a svolgersi validamente fino a che non vengano meno tutti i pignoramenti. Cass., Sez. Un., 24 febbraio 1973, n. 548.

 

Il creditore, in forza del medesimo titolo esecutivo, può procedere a più pignoramenti dello stesso bene in tempi successivi, senza dover attendere che il processo di espropriazione aperto dal primo pignoramento si concluda, atteso che il diritto di agire in esecuzione forzata non si esaurisce che con la piena soddisfazione del credito portato dal titolo esecutivo. In tal caso non si ha una situazione di litispendenza nel senso previsto dall'art. 39 c.p.c. - la cui applicazione postula la pendenza di più cause, aventi in comune le parti, la causa petendi ed il petitum, incardinate dinanzi a distinte autorità giudiziarie e non davanti allo stesso giudice - ed alla pluralità di procedure così instaurate può ovviarsi con la loro riunione ex art. 493 c.p.c., senza che ciò comporti un pregiudizio per il debitore, poiché, in presenza di un pignoramento reiterato senza necessità, il giudice dell'esecuzione, applicando l'art. 92 c.p.c., può escludere come superflue le spese sostenute dal creditore procedente per reiterarlo ed il debitore può proporre opposizione contro una liquidazione delle spese che si estenda al secondo pignoramento.

Cassazione civile sez. III  18 settembre 2008 n. 23847  



 
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