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Codice proc. civile agg.  al  28 Gen 2015
 
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Art. 494 cod. proc. civile: Pagamento nelle mani dell’ufficiale giudiziario

Il debitore può evitare il pignoramento versando nelle mani dell’ufficiale giudiziario la somma per cui si procede e l’importo delle spese, con l’incarico di consegnarli al creditore (1) .
All’atto del versamento si può fare riserva di ripetere la somma versata (2).
Può altresì evitare il pignoramento di cose, depositando nelle mani dell’ufficiale giudiziario, in luogo di esse, come oggetto di pignoramento, una somma di denaro eguale all’importo del credito o dei crediti per cui si procede e delle spese, aumentato di due decimi (3).


Commento

Ufficiale giudiziario: [v. 59]; Pignoramento: [v. 492].

 

(1) Con tale pagamento il debitore adempie, seppur tardivamente, alla obbligazione in forza della quale il creditore si stava attivando coattivamente. Il pagamento deve avvenire in denaro contante a garanzia del buon fine: di ogni altra forma di pagamento (es.: assegno) sarà responsabile l’ufficiale giudiziario. Detta forma di pagamento, sebbene sia prevista per qualsiasi tipo di esecuzione, può attuarsi concretamente solo nell’espropriazione mobiliare. Infatti, essendo necessario che il pagamento nelle mani dell’ufficiale giudiziario sia effettuato prima dell’inizio del pignoramento, solo in tale tipo di espropriazione può effettuarsi tempestivamente. Non è, invece, possibile, nei casi in cui la notifica non avviene di persona, ma tramite servizio postale, come può verificarsi nell’espropriazione immobiliare o presso terzi. Le spese da versare sono quelle della notificazione del titolo esecutivo e del precetto e vanno liquidate dallo stesso ufficiale giudiziario a norma dell’art. 91, c. 2. Contro tale liquidazione è proponibile reclamo al Capo dell’Ufficio Giudiziario cui appartiene l’ufficiale giudiziario il quale decide con le forme previste negli artt. 287 e 288 per la correzione degli errori materiali (art. 91, c. 3).

 

(2) Lo scopo di tale riserva non è molto chiaro. Parte della dottrina ritiene la disposizione in esame superflua, in quanto la riserva di ripetere le somme è già prevista dall’art. 2033 c.c. Secondo altra parte della dottrina, invece, la riserva è stata prevista al fine di evitare l’acquiescenza alla sentenza e la conseguente perdita del diritto all’impugnazione. Ma anche in tale ottica la disposizione si ritiene superflua, poiché il pagamento forzato non importa acquiescenza alla sentenza. La ripetizione della somma pagata è ammissibile anche se non viene fatta espressa riserva.

(3) Nel caso previsto dal c. 3 il debitore non vuole evitare il pagamento ma, per esempio, potrebbe avere intenzione di sollevare opposizione: in tal caso, la norma in esame gli dà la possibilità di evitare il pignoramento dei suoi beni versando una somma di denaro nella misura prevista. La somma in tal caso versata non ha lo scopo di evitare il pignoramento ed estinguere il proprio debito, bensì costituisce l’oggetto del pignoramento in sostituzione dei beni del debitore. In tal caso, infatti, si viene a creare un pignoramento vero e proprio con la sola particolarità che diventa superflua la fase della vendita.


Giurisprudenza annotata

Pagamento nelle mani dell’ufficiale giudiziario.

 

 

 

  1. Pagamento nelle mani dell’ufficiale giudiziario.

Il versamento nelle mani dell’ufficiale giudiziario, legittimato ex lege a riceverla, della somma per cui si procede e dell’importo delle spese, con l’incarico di consegnarli al creditore, effettuato dal debitore ai sensi dell’art. 494 c.p.c., al fine di evitare il pignoramento, ha contenuto e valore di pagamento e produce, perciò, effetti liberatori immediati, mentre questi non si verificano soltanto se il versamento sia fatto con riserva di ripetizione e non implichi quindi in alcun modo riconoscimento del debito e rinunzia alla contestazione di esso. Tale principio trova applicazione anche nei rapporti riguardanti la riscossione dei tributi mediante procedura esecutiva in cui interviene l’ufficiale giudiziario, con la conseguenza che, in materia d’imposta di registro, è dal momento in cui il debitore effettua il pagamento dell’imposta principale a mani dell’ufficiale giudiziario, e non da quello successivo in cui quest’ultimo versa la somma ricevuta all’amministrazione procedente, che decorre il termine annuale di decadenza stabilito dall’art. 21 del R.D.L. 7 agosto 1936, n. 1639, per le notificazione dell’accertamento dell’imposta complementare. Cass. 12 luglio 1984, n. 4099.



 
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