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Codice proc. civile agg.  al  28 Gen 2015
 
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Art. 502 cod. proc. civile: Termine per l’assegnazione o la vendita del pegno

Salve le disposizioni speciali del codice civile, per l’espropriazione delle cose date in pegno e dei mobili soggetti ad ipoteca si seguono le norme del presente codice, ma l’assegnazione o la vendita può essere chiesta senza che sia stata preceduta da pignoramento.
In tal caso il termine per la istanza di assegnazione o di vendita decorre dalla notificazione del precetto (1).


Commento

Pignoramento: [v. 492]; Precetto: [v. 480]. Pegno: diritto reale di garanzia, avente la funzione di garantire la soddisfazione di un credito. Con il (—), infatti, la cosa mobile rimane vincolata al soddisfacimento del creditore che, in caso di inadempimento del debitore, si soddisferà sul bene a preferenza degli altri creditori, anche se la cosa sia passata in proprietà a terzi. La costituzione del (—) avviene mediante la consegna della cosa al creditore o a un terzo (c.c. 2784). Ipoteca: è un diritto reale di garanzia concesso dal debitore o da un terzo su un bene, a garanzia di un credito. Attribuisce al creditore, in caso di inadempimento del debitore, il potere di espropriare il bene e di essere soddisfatto con preferenza sul prezzo ricavato (c.c. 2808).

 

(1) Solo i creditori muniti di titolo esecutivo possono scegliere la procedura ordinaria; di converso, la procedura speciale prevista dall’art. 2797 c.c., può essere utilizzata da ogni creditore pignoratizio, anche se non munito di titolo.


Giurisprudenza annotata

Termine per l’assegnazione o la vendita del pegno.

 

 

 

  1. Termine per l’assegnazione o la vendita del pegno.

Sulla cosa mobile data in pegno od oggetto di privilegio speciale assimilato, quoad effectum, al pegno (come quello, di cui all’art. 2756 c.c.), è costituito, per accordo delle parti o ex lege, un vincolo di destinazione al soddisfacimento del credito garantito che, in caso di inadempimento del debitore, si realizza con il soddisfacimento coatto attraverso due procedimenti espropriativi alternativi, a scelta del creditore, rappresentati rispettivamente dalla esecuzione espropriativa mobiliare giudiziale, secondo le regole sue proprie, escluso il pignoramento, e dall’esecuzione espropriativa privata, promossa dal creditore secondo le regole previste dall’art. 2797 c.c. In quest’ultimo caso, qualora la cosa mobile non abbia un prezzo di mercato e debba pertanto procedersi alla vendita al pubblico incanto la gara deve essere preceduta a pena di nullità da una forma idonea di pubblicità, corrispondente, quanto meno, a quelle previste dall’art. 83, comma 2, disp. att. c.c. per la vendita in danno di cui all’art. 1515 c.c., ove è previsto, con criterio di carattere generale, che la vendita all’incanto deve essere annunziata con le forme di una pubblicità commerciale adeguata alla natura ed al valore delle cose poste in vendita, senza che di conseguenza possa ritenersi equipollente la notificazione, al solo debitore, a mezzo di ufficiale giudiziario, di un atto di preavviso di vendita di beni mobili. Cass. 11 agosto 1987, n. 6894.



 
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