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Codice proc. civile agg.  al  4 Lug 2016
 
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Art. 503 cod. proc. civile: Modi della vendita forzata

La vendita forzata può farsi con incanto (1) o senza, secondo le forme previste nei capi seguenti.

 

L’incanto può essere disposto solo quando il giudice ritiene probabile che la vendita con tale modalità abbia luogo ad un prezzo superiore della metà rispetto al valore del bene, determinato a norma dell’articolo 568 nonche’, nel caso di beni mobili, degli articoli 518 e 540-bis.(1)
(1) Comma così modificato dal D.L. 3 maggio 2016, n. 59;


Commento

Vendita forzata: è il penultimo atto dell’espropriazione forzata, consistente in un trasferimento coattivo della proprietà; colui che riceve il bene oggetto della (—) è detto aggiudicatario. La (—) può essere attuata all’incanto, cioè in una pubblica gara con offerte in aumento, finalizzata alla scelta dell’aggiudicatario; o senza incanto, nel qual caso le offerte vengono semplicemente depositate dai singoli offerenti e sarà il giudice a valutarle.

 

(1) La vendita con incanto è disciplinata per l’espropriazione mobiliare dagli artt. 534 e ss. e per l’espropriazione immobiliare dagli artt. 576 e ss. La vendita senza incanto, o vendita a mezzo di commissionario, è regolata per l’espropriazione mobiliare dagli artt. 532 e ss.; per l’espropriazione presso terzi dagli artt. 552 e 553; per l’espropriazione immobiliare dagli artt. 570 e ss.


Giurisprudenza annotata

Modi della vendita forzata.

 

  

  1. Modi della vendita forzata.

È insindacabile con l’opposizione agli atti esecutivi il provvedimento con il quale il giudice dell’esecuzione decida quali lotti mettere in vendita, e ciò quand’anche per uno dei lotti messi in vendita non vi sia stata specifica richiesta del creditore procedente. Cass. 4 dicembre 1998, n. 12316.

 

Qualora il giudice dell’esecuzione, in sede di vendita del compendio pignorato, dichiari con ordinanza la nullità di un precedente esperimento d’asta, e ne disponga contestualmente la rinnovazione, l’esperibilità del ricorso per Cassazione avverso detta declaratoria di nullità (avente natura sostanziale di sentenza) resta preclusa dopo il decorso del termine di cui all’art. 617 c.p.c., senza che sia stata proposta opposizione avverso detto ordine di rinnovazione (integrante atto del processo esecutivo), atteso che la sopravvenuta inopponibilità dell’ordine medesimo ne rende definitivamente incontestabili i presupposti. Cass. 24 marzo 1982, n. 1878.



 
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