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Codice proc. civile agg.  al  28 Gen 2015
 
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Art. 506 cod. proc. civile: Valore minimo per l’assegnazione

L’assegnazione può essere fatta soltanto per un valore non inferiore alle spese di esecuzione e ai crediti aventi diritto a prelazione anteriore a quello dell’offerente (1).

Se il valore eccede quello indicato nel comma precedente(2), sull’eccedenza concorrono l’offerente e gli altri creditori, osservate le cause di prelazione che li assistono.


Commento

Assegnazione: [v. 505]; Diritto di prelazione: [v. 498]. Causa di prelazione: ragione di preferenza, nell’adempimento della prestazione oggetto del rapporto obbligatorio, accordata ad uno o più dei creditori nei confronti degli altri (cd. chirografari). Le cause legittime di prelazione sono il privilegio, il pegno e l’ipoteca (c.c. 2741).

 

(1) Tale norma prevede il caso dell’assegnazione vendita: consiste nella vendita del bene al creditore assegnatario, il quale deve versare, a favore della massa, un prezzo che non deve essere inferiore alle spese di esecuzione e ai crediti aventi diritto di prelazione anteriore a quello dell’offerente.

 

(2) Ciò può accadere, ad esempio, nel caso in cui in presenza di più domande di assegnazione il giudice disponga una gara sull’offerta più alta. In tale ipotesi, sull’eccedenza concorrono, secondo le regole ordinarie, l’assegnatario e gli altri creditori concorrenti.


Giurisprudenza annotata

Valore minimo per l’assegnazione.

 

  

 

  1. Valore minimo per l’assegnazione.

È manifestamente infondata, in riferimento agli artt. 3, 24 e 35 Cost., la questione di legittimità costituzionale dell’art. 538, comma 2, c.p.c., nella parte in cui al creditore sarebbe precluso di domandare l’assegnazione dopo il secondo tentativo di vendita mobiliare, atteso che, invece, la richiesta di assegnazione è sottoposta ai poteri di controllo da parte del giudice in ordine alla valutazione del bene e dell’offerta e ciò anche successivamente al secondo incanto, essendo rimesso al giudice il potere di fissare un terzo incanto anche con diverse formalità di pubblicità. Corte cost. 9 maggio 2003, n. 161.

 

In una espropriazione presso terzi avente ad oggetto quote di una s.r.l., l’ordinanza di assegnazione del compendio pignorato ai creditori procedenti per il valore dei crediti fatti valere non è insanabilmente nulla e dev’essere pertanto impugnata con l’opposizione agli atti esecutivi nel termine indicato dall’art. 617 c.p.c. Cass. 1º ottobre 1997, n. 9577.



 
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