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Codice proc. civile agg.  al  28 Gen 2015
 
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Art. 507 cod. proc. civile: Forma dell’assegnazione

L’assegnazione si fa mediante ordinanza del giudice dell’esecuzione contenente l’indicazione dell’assegnatario, del creditore pignorante, di quelli intervenuti, del debitore, ed eventualmente del terzo proprietario, del bene assegnato e del prezzo di assegnazione (1).


Commento

Assegnazione: [v. 505]: Ordinanza: [v. 483]; Giudice dell’esecuzione: [v. 484]; Creditore pignorante: [v. 485]; Creditori intervenuti: [v. 485].

 

(1) Tale ordinanza è immediatamente esecutiva ed in quanto tale non è revocabile dal giudice dell’esecuzione. Inoltre, essa è impugnabile con l’opposizione agli atti esecutivi [v. 617], ma non è ricorribile in Cassazione ex art. 111 Cost.


Giurisprudenza annotata

Forma dell’assegnazione.

 

 

  1. Forma dell’assegnazione.

L’inesistenza giuridica del provvedimento di assegnazione emesso nel corso del procedimento esecutivo - la quale, a differenza della semplice nullità, è deducibile anche dopo la scadenza del termine di cinque giorni fissato dall’art. 617 c.p.c. - ricorre allorché l’atto sia strutturato in modo da non presentare alcuna rispondenza con il modello normativo (artt. 507, 508, 530 e 590 c.p.c.), ed è, pertanto da escludere nel caso in cui, nonostante la configurabilità di determinate violazioni di legge, sussistano la potestas decidendi dell’organo che ha emesso il provvedimento e la manifestazione di volontà diretta a fargli conseguire gli effetti propri della fattispecie legale. Cass. 5 novembre 1981, n. 5845.

 

Il provvedimento con cui il giudice dell’esecuzione, adito per l’assegnazione di un credito pignorato, pronuncia detta assegnazione, rigettando «perché defatigatoria» l’eccezione del debitore pignorato diretta a contestare il diritto del creditore di procedere all’esecuzione, conserva forma e sostanza di ordinanza ex art. 507 c.p.c. e non è soggetta a regolamento di competenza; il provvedimento, infatti, per quanto attiene all’eccezione si esaurisce in una mera constatazione della improponibilità di questa in sede di assegnazione e della sua inefficacia in astratto a paralizzare l’assegnazione stessa; non contiene, anche se risulta già instaurata e pendente in altra sede opposizione all’esecuzione, alcuna pronuncia implicita sulla competenza. Cass. 16 gennaio 1952, n. 98.



 
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