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Codice proc. civile agg.  al  28 Gen 2015
 
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Art. 508 cod. proc. civile: Assunzione di debiti da parte dell’aggiudicatario o dell’assegnatario

Nel caso di vendita o di assegnazione di un bene gravato da pegno o da ipoteca, l’aggiudicatario o assegnatario, con l’autorizzazione del giudice dell’esecuzione, può concordare col creditore pignoratizio o ipotecario l’assunzione del debito con le garanzie ad esso inerenti, liberando il debitore.

In tal caso nel provvedimento di vendita o di assegnazione si deve menzionare l’assunzione del debito (1).


Commento

Pegno: [v. 502]; Ipoteca: [v. 502]; Giudice dell’esecuzione: [v. 484].

 

(1) La norma in esame impedisce l’effetto purgativo dei diritti di prelazione relativi al credito, mediante l’accollo del debito da parte dell’aggiudicatario o dell’assegnatario. Con tale accollo il debitore esecutato sarà liberato dal proprio debito che verrà assunto dall’aggiudicatario o dall’assegnatario, il quale dovrà liquidare il credito al creditore pignoratizio o ipotecario.


Giurisprudenza annotata

Assunzione di debiti da parte dell’aggiudicatario o dell’assegnatario.

 

 

 

  1. Assunzione di debiti da parte dell’aggiudicatario e dell’assegnatario.

In tema di vendita forzata, il giudice dell’esecuzione (o quello delegato al fallimento) può, con proprio provvedimento, porre le spese per la cancellazione delle trascrizioni ed iscrizioni gravanti sull’immobile trasferito a carico dell’aggiudicatario, anziché a carico del debitore (o della massa fallimentare), come disposto dagli artt. 2878 c.c. e 586 c.p.c. (nonché 105 della l. fall.), poiché il principio dell’obbligo del pagamento delle spese predette a carico del debitore (o della massa fallimentare) non può dirsi inderogabile, non essendo tale inderogabilità sancita da alcuna norma di legge, e non avendo esso ad oggetto situazioni soggettive indisponibili. Cass. 25 luglio 2002, n. 10909.

 

Le spese sostenute dall’aggiudicatario di un immobile per la cancellazione delle iscrizioni e trascrizioni esistenti sull’immobile compreso nell’attivo fallimentare restano a carico del fallimento, se delle suddette spese non si faccia espressa menzione nel provvedimento di vendita. Trovano in tal caso applicazione gli artt. 508 e 586 c.p.c. Trib. Messina, 18 dicembre 1997.

 

Nella procedura fallimentare, in virtù del generale richiamo, effettuato nell’art. 105, l. fall. alle norme del processo d’esecuzione, in quanto compatibili con le disposizioni della legge speciale, è legittima l’esecuzione di una vendita dei beni del fallimento effettuata sotto il controllo degli organi fallimentari, i quali individuino come modalità di pagamento quella dell’accollo del debito ipotecario da parte dell’aggiudicatario (nella specie, la S.C., in applicazione del principio di cui alla massima, ha confermato il provvedimento del giudice del merito, il quale, ritenuta la compatibilità degli artt. 508 e 585 c.p.c. con gli artt. 106 e 108, l. fall., aveva consentito a che l’aggiudicatario di beni immobili del fallimento si assumesse il debito nei confronti del creditore ipotecario ammesso al passivo, restando correlativamente esonerato dall’obbligo del versamento del residuo prezzo, stante l’assenso del creditore stesso all’accollo). Cass. 27 maggio 1995, n. 5916.

 

L’assunzione del debito, ex art. 508 c.p.c., da parte dell’assegnatario del bene pignorato non integra un atto esecutivo e pertanto, in relazione a detta assunzione, ancorché essa sia anteriore al provvedimento di assegnazione, non può trovare applicazione l’art. 2929 c.c., concernente la nullità degli atti esecutivi che hanno preceduto la vendita o l’assegnazione. Cass. 5 novembre 1981, n. 5846.



 
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