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Codice proc. civile agg.  al  28 Gen 2015
 
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Art. 515 cod. proc. civile: Cose mobili relativamente impignorabili

Le cose, che il proprietario di un fondo vi tiene per il servizio e la coltivazione del medesimo (1), possono essere pignorate separatamente dall’immobile soltanto in mancanza di altri mobili; tuttavia il giudice dell’esecuzione, su istanza del debitore e sentito il creditore, può escludere dal pignoramento, con ordinanza non impugnabile, quelle tra le cose suindicate che sono di uso necessario per la coltura del fondo, o può anche permetterne l’uso, sebbene pignorate, con le opportune cautele per la loro conservazione e ricostituzione.
Le stesse disposizioni il giudice dell’esecuzione può dare relativamente alle cose destinate dal coltivatore al servizio o alla coltivazione del fondo.
Gli strumenti, gli oggetti e i libri indispensabili per l’esercizio della professione, dell’arte o del mestiere del debitore possono essere pignorati nei limiti di un quinto, quando il presumibile valore di realizzo degli altri beni rinvenuti dall’ufficiale giudiziario o indicati dal debitore non appare sufficiente per la soddisfazione del credito; il predetto limite non si applica per i debitori costituiti in forma societaria e in ogni caso se nelle attività del debitore risulta una prevalenza del capitale investito sul lavoro.


Commento

Giudice dell’esecuzione: [v. 484].

 

(1) Viene qui in rilievo un concetto di pertinenza che assume una valenza diversa da quella prettamente civilistica: a norma dell’art. 817 c.c. sono «pertinenze» le cose destinate in modo durevole a servizio o ad ornamento di un’altra cosa. Il vincolo pertinenziale di cui al presente articolo concerne invece soltanto il fondo e può essere impresso, oltre che dal proprietario o dal titolare di altro diritto reale (come ex art. 817 c.c.), anche dal titolare di un mero rapporto obbligatorio (affittuario, mezzadro)


Giurisprudenza annotata

Cose mobili relativamente impignorabili.

 

  

  1. Forma dell’opposizione all’esecuzione.

Procedutosi a pignoramento mobiliare di due pesanti macchine d’acciaio infisse a platee di cemento, deve qualificarsi come opposizione agli atti esecutivi quello con cui il debitore sostiene che l’esecuzione avrebbe dovuto iniziarsi nelle forme del pignoramento immobiliare, poiché con essa non si contesta la legittimità sostanziale dell’azione esecutiva, ma si deduce l’irregolarità formale dell’atto di pignoramento. Cass. 12 dicembre 1975, n. 4097.

 

Sempre nel caso di specie, deve invece qualificarsi come opposizione all’esecuzione quella con cui il debitore deduce l’assoluta impignorabilità di dette macchine, asserendo che la loro sottrazione dall’azienda renderebbe impossibile lo svolgimento dell’attività imprenditoriale di essa. Cass. 12 dicembre 1975, n. 4097.



 
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