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Codice proc. civile agg.  al  28 Gen 2015
 
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Art. 526 cod. proc. civile: Facoltà dei creditori intervenuti

 

 

I creditori intervenuti a norma dell’articolo 525  partecipano all’espropriazione dei mobili pignorati e, se muniti di titolo esecutivo, possono provocarne i singoli atti (1) (1).

(1) Il D.L.14 marzo 2005, n. 35,convertito con modificazioni dalla L. 14 maggio 2005, n. 80 , come modificato dal D.L.30 dicembre 2005, n. 273, convertito con modificazioni dalla L. 23 febbraio 2006, n. 51, ha disposto (con l’art. 2, comma 3-sexies) che “Le disposizioni di cui ai commi 3, lettera e), numeri da 2) a 43-bis), e 3-ter, lettere a-bis), b), c), c-bis), d), e) ed f), entrano in vigore il 1° marzo 2006 e si applicano anche alle procedure esecutive pendenti a tale data di entrata in vigore. Quando tuttavia e’ gia’ stata ordinata la vendita, la stessa ha luogo con l’osservanza delle norme precedentemente in vigore. L’intervento dei creditori non muniti di titolo esecutivo conserva efficacia se avvenuto prima del 1° marzo 2006.”


Commento

Titolo esecutivo: [v. 474].

 

(1) Per una semplice esigenza di coordinamento, l’art. 525 viene ora richiamato integralmente. La norma si coordina con quanto già stabilito in generale dall’art. 500 (al quale si rinvia).


Giurisprudenza annotata

Facoltà dei creditori intervenuti.

 

  

  1. Requisiti dell’intervento: ruolo del titolo esecutivo.

Ai fini dell’intervento nel processo esecutivo e della partecipazione alla distribuzione della somma ricavata, è sufficiente la titolarità di un credito liquido, cioè determinato nel suo ammontare, esigibile, ossia non soggetto a termine o condizione, e certo, nel senso generico di individuato in tutti i suoi elementi. Non è, invece, necessario il possesso di un titolo esecutivo, di cui il creditore ha bisogno soltanto per poter compiere atti di impulso e che può quindi acquisire anche in un momento successivo all’intervento, purché prima del compimento dell’atto di impulso. Cass. 11 maggio 2007, n. 10829.



 
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