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Codice proc. civile agg.  al  28 Gen 2015
 
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Art. 527 cod. proc. civile

ARTICOLO ABROGATO DAL D.L. 14 MARZO 2005, N. 35, CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L. 14 MAGGIO 2005, N. 80 (1) (2)

 

(1) Il D.L. 14 marzo 2005, n. 35, convertito con modificazioni dalla L. 14 maggio 2005, n. 80, come modificato dal D.L. 30 giugno 2005, n. 115, convertito con modificazioni dalla L. 17 agosto 2005, n. 168, ha disposto (con l’art. 2, comma 3-quater) la proroga dell’entrata in vigore dell’abrogazione del presente articolo dall’ 11 settembre 2005 al 1 gennaio 2006.

 

(2) Il D.L.14 marzo 2005, n. 35,convertito con modificazioni dalla L. 14 maggio 2005, n. 80 , come modificato dal D.L.30 dicembre 2005, n. 273, convertito con modificazioni dalla L. 23 febbraio 2006, n. 51, ha disposto (con l’art. 2, comma 3-sexies) che “Le disposizioni di cui ai commi 3, lettera e), numeri da 2) a 43-bis), e 3-ter, lettere a-bis), b), c), c-bis), d), e) ed f), entrano in vigore il 1° marzo 2006 e si applicano anche alle procedure esecutive pendenti a tale data di entrata in vigore. Quando tuttavia è già stata ordinata la vendita, la stessa ha luogo con l’osservanza delle norme precedentemente in vigore. L’intervento dei creditori non muniti di titolo esecutivo conserva efficacia se avvenuto prima del 1° marzo 2006.”


Commento

Creditore pignorante: [v. 529]; Cancelliere: [v. 57]; Pignoramento: [v. 492]; Titolo esecutivo: [v. 474]. Beni utilmente pignorabili: cioè della stessa natura dei beni pignorati (estendendosi il medesimo pignoramento mobiliare e non di tipo diverso, ossia immobiliare o presso terzi) e non sottoposti a diritti di prelazione a favore di altri creditori.


Giurisprudenza annotata

Diritto dei creditori intervenuti alla distribuzione.

 

 

  1. Beni oggetto del pignoramento; 1.1. Cumulo dei mezzi di espropriazione; 1.2. Beni omogenei; 1.3. Espropriazione presso terzi; 2. Opposizione all’intervento.

 

 

  1. Beni oggetto del pignoramento.

 

 

1.1. Cumulo dei mezzi di espropriazione.

Poiché nel processo esecutivo la configurabilità della stessa causa, ai sensi dell’art. 39, comma 1, c.p.c., postula non solo l’identità dei soggetti e della causa petendi (titolo esecutivo), ma anche dei beni sottoposti ad esecuzione; poiché l’art. 483 c.p.c., nel prevedere il cumulo dei mezzi di espropriazione non lo limita a quello su beni di natura eterogenea, ossia mobili, crediti e immobili; poiché l’art. 527 c.p.c., comma 1, prevede la possibilità di pignorare, in base allo stesso titolo esecutivo, «altri beni», senza distinguere tra quelli dello stesso tipo e non, il creditore, può procedere esecutivamente, in tempi successivi, anche su beni omogenei, con l’unico limite, sottoposto al controllo del giudice (art. 496 c.p.c., di cui l’art. 504 c.p.c. costituisce applicazione) della congruità dei mezzi di esecuzione. Cass. 21 aprile 1997, n. 3423.

 

 

1.2. Beni omogenei.

Il creditore può procedere esecutivamente, in tempi successivi, anche su beni omogenei, oltre che su quelli di natura eterogenea, (ossia mobili, crediti e immobili) con l’unico limite, sottoposto al controllo del giudice, della congruità dei mezzi di esecuzione e della loro idoneità a determinare con immediatezza l’effettiva soddisfazione del credito fatto valere in executivis. (Nella specie, relativa a un debito di circa due milioni di lire gravante in parte in solido su due coniugi, era stato assoggettato a pignoramento il credito da lavoro dipendente della moglie e successivamente era stata attivata altra procedura esecutiva presso terzi nei confronti del marito; la S.C. ha cassato la sentenza di merito che aveva revocato l’ordinanza di assegnazione della somma eccedente quella relativa al debito esclusivo del marito, affermando la sussistenza del diritto del creditore di conseguire più sollecitamente la soddisfazione del credito vantato). Cass. 16 maggio 2006, n. 11360.

 

 

1.3. Espropriazione presso terzi.

Nell’espropriazione presso terzi, l’oggetto del pignoramento è costituito non dalla quota del credito per il quale l’esecutante agisce in forza del titolo esecutivo notificato (art. 543 c.p.c.), ma la somma di cui il terzo è debitore, costituendo il credito indicato dall’esecutante soltanto il limite della pretesa fatta valere in executivis, sicché l’intervento di altri creditori ai sensi dell’art. 551 c.p.c., incontra nella distribuzione l’unico limite delle somme dovute dal terzo, ma non anche l’ulteriore limite del credito per il quale ha agito in executivis il creditore pignorante. Tale principio trova applicazione anche a favore del creditore pignorante intervenuto. Cass. 4 gennaio 2000, n. 16.

Nel procedimento di espropriazione forzata presso terzi di crediti il vincolo del pignoramento non si estende all’intero debito dichiarato dal terzo, bensì al credito fatto valere in executivis dal creditore. Pret. Napoli, 24 gennaio 1997.

 

 

  1. Opposizione all’intervento.

Nel caso di estensione del pignoramento a favore del creditore intervenuto nell’esecuzione e non munito del titolo esecutivo, a norma dell’art. 527, il debitore che si opponga deducendo l’illegittimità dell’estensione del pignoramento per non avere il credito dell’intervenuto i requisiti della certezza, liquidità ed esigibilità, propone opposizione all’esecuzione, in quanto contesta il diritto all’ulteriore esercizio dell’azione esecutiva; incombe, pertanto, al creditore intervenuto, ed interessato all’estensione dell’azione esecutiva l’onere di dimostrare la certezza, liquidità ed esigibilità del credito. Cass. 27 febbraio 1979, n. 1292.



 
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