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Codice proc. civile agg.  al  28 Gen 2015
 
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Art. 536 cod. proc. civile: Trasporto e ricognizione delle cose da vendere

Chi è incaricato della vendita fa trasportare, quando occorre, le cose pignorate nel luogo stabilito per l’incanto, e può richiedere l’intervento della forza pubblica (1).

In ogni caso, prima di addivenire agli incanti deve fare, in concorso col custode, la ricognizione degli oggetti da vendersi, confrontandoli con la descrizione contenuta nel processo verbale di pignoramento (2).


Commento

(1) Nel caso in cui il luogo della vendita è diverso da quello in cui sono custoditi i beni pignorati, il trasporto dei beni nel luogo stabilito per l’incanto è obbligatorio, per cui la vendita dei beni avvenuta senza il preventivo trasporto è nulla ed opponibile ai sensi dell’art. 617 [v. →].

 

(2) La ricognizione delle cose da vendere deve essere effettuata dall’incaricato della vendita insieme al custode, ovvero, qualora quest’ultimo non sia presente, solo dal primo, e deve risultare dal verbale di vendita o da separato verbale. In caso di mancata corrispondenza, deve essere avvertito il giudice dell’esecuzione, che adotterà i provvedimenti opportuni.


Giurisprudenza annotata

Trasporto e ricognizione delle cose da vendere.

 

 

  1. Fattispecie delittuose; 2. Asporto e verbale di ricognizione.

 

 

  1. Fattispecie delittuose.

In mancanza di specifica previsione, il fatto del custode di cose sottoposte a sequestro penale o amministrativo o a pignoramento ad istanza dell’autorità amministrativa - nella specie: cancelliere che agisce per recupero di spese giudiziarie - che venga meno ai suoi obblighi, rimanendo assente e non presentando il compendio sequestrato dall’ufficiale giudiziario venuto per la ricognizione e l’incanto, è tuttora disciplinato dalla norma penale dell’omissione di atto d’ufficio in genere, procedibile d’ufficio, escludendosi le configurazioni criminose del nuovo testo degli artt. 334 e 388. Cass. pen., 15 dicembre 1983.

 

Il commissionario nel processo esecutivo civile che procuri a se stesso o ai suoi prossimi congiunti un ingiusto vantaggio patrimoniale derivante dal non corretto espletamento dell'asta o da una turbativa della libera contrattazione di mercato, è certamente ascrivibile nel novero dei potenziali soggetti attivi del reato di abuso di ufficio. Ciò in quanto l'assunzione dell'incarico da parte del Giudice dell'esecuzione determina, in capo al commissionario, l'insorgere dei poteri certificativi ed autoritativi espressamente previsti dagli art. 533 e 536 c.p.c. i quali, conferendogli la possibilità di esercitare un'attività di carattere sussidiario ed accessorio rispetto a quella posta in essere dalla p.a. al fine di perseguire il proprio fine istituzionale, risultano idonei a procurargli la qualifica di pubblico ufficiale.

Tribunale Bologna sez. II  01 settembre 2006 n. 153  

 

Risponde del reato di cui all’art. 388, comma 5, c.p., il custode di beni pignorati che non si fa trovare nel luogo ove si trovano custoditi i beni staggiti, nell’ora e nel giorno fissato per l’accesso e il trasporto degli stessi, comunicato mediante tempestivo avviso spedito a mezzo di lettera raccomandata, contravvenendo al disposto degli artt. 536 c.p.c. e 24 e 25 del Regolamento per l’Istituto vendite giudiziarie approvato con D.M. 20 giugno 1960. Cass. pen., 19 novembre 1998, n. 13652.

 

Non sussiste il reato previsto dall’art. 388, comma 5, c.p. nell’ipotesi in cui il custode di cose sottoposte a pignoramento ometta il trasporto dei beni dal luogo in cui sono custoditi a quello dell’incanto, perché a ciò deve provvedere, ai sensi dell’art. 536, comma 1, c.p.c., l’incaricato della vendita, cui incombe l’obbligo specifico di eseguire il trasporto anche in assenza del custode. Cass. pen., 3 luglio 1989.

 

 

  1. Asporto e verbale di ricognizione.

Qualora l’Istituto vendite giudiziarie provveda all’incanto ed all’aggiudicazione di beni mobili nel luogo del pignoramento, senza preventivo asporto ed assunzione della relativa custodia, il diritto dell’aggiudicatario alla consegna dei beni medesimi sussiste nei confronti del custode, e resta di conseguenza esclusa, in caso di mancata od irregolare consegna, la responsabilità dell’Istituto stesso. Cass. 9 luglio 1991, n. 7577.

 

In tema di prova documentale, ha tale natura, a norma dell’art. 234, comma 1, c.p.p., il verbale di ricognizione dei beni pignorati redatto dall’incaricato dell’istituto vendite giudiziarie, trattandosi di atto che contiene la rappresentazione di un fatto preprocessuale; sicché esso legittimamente può essere acquisito al fascicolo per il dibattimento. Cass. pen., 30 giugno 1999, n. 9448.



 
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