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Codice proc. civile agg.  al  28 Gen 2015
 
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Art. 540 cod. proc. civile: Pagamento del prezzo e rivendita

(…) (1)
Se il prezzo non è pagato, si procede immediatamente a nuovo incanto (1), a spese e sotto la responsabilità dell’aggiudicatario inadempiente (2).
La somma ricavata dalla vendita è immediatamente consegnata al cancelliere per essere depositata con le forme dei depositi giudiziari.

(1) Il comma che recitava: “La vendita all’incanto si fa per contanti.” è stato abrogato dal D.L. 29 dicembre 2009, n. 193, convertito nella L. 22 febbraio 2010, n. 24.


Commento

Cancelliere: [v. 57].

 

(1) Da ciò si evince chiaramente che, nella vendita forzata all’incanto [v. 503], l’effetto traslativo si verifica solo al momento del versamento del prezzo. Infatti, per procedere a nuovo incanto non è necessario che la vendita precedente sia risolta, non ritenendosi ancora trasferita la proprietà del bene.

 

(2) L’aggiudicatario inadempiente risponderà delle spese necessarie per il nuovo incanto e dell’eventuale differenza tra il prezzo da lui offerto e quello effettivamente realizzato nell’incanto successivo.


Giurisprudenza annotata

Pagamento del prezzo e rivendita.

 

 

  1. Svolgimento dell’asta; 1.1. Effetto reale; 1.2. Partecipazione all’asta; 1.3. Inadempimento nel pagamento; 1.4. Opposizioni di terzo; 1.5. Vendita di quote societarie.

 

 

  1. Svolgimento dell’asta.

 

 

1.1. Effetto reale.

La vendita mobiliare fatta ad offerte private, ai sensi dell’art. 106, l. fall., costituisce modalità tipica del procedimento di liquidazione coattiva dell’attivo fallimentare e, pur lasciando ampi margini di discrezione al giudice delegato nel dettarne in concreto i profili attuativi, non può equipararsi alla vendita volontaria. Ne consegue che l’effetto reale di trasferimento del bene non è riconducibile al consenso del curatore (che non assume il ruolo di parte) come momento perfezionativo del contratto, ma, in ragione della natura di vendita giudiziale (espropriazione forzata), l’effetto traslativo, analogamente alla vendita all’incanto (art. 540 c.p.c.), si verifica esclusivamente con l’integrale pagamento del prezzo. Cass. 18 giugno 1997, n. 5466.

 

 

1.2. Partecipazione all’asta.

In tema di liquidazione fallimentare di beni mobili - tra i quali è compresa l’azienda quando non consti anche di beni immobili - il richiamo delle disposizioni del c.p.c. relative al processo di esecuzione, contenuto nell’art. 105 della l. fall., comporta che all’asta (o alla gara) possono partecipare anche concorrenti per persona da nominare i quali, diversamente da quanto specificamente previsto per le vendite immobiliari dall’art. 579 c.p.c., non abbiano il titolo di procuratore legale. Cass. 15 dicembre 1987, n. 9301.

 

 

1.3. Inadempimento nel pagamento.

In tema di vendita di beni acquisiti al fallimento, le riserve che l’aggiudicatario, dopo l’aggiudicazione, formuli prima di provvedere al pagamento del residuo prezzo, possono dar luogo ad ipotesi d’inadempienza o decadenza, secondo la previsione di cui agli artt. 540 e 587 c.p.c., ma non toccano l’originaria validità ed efficacia dell’atto di aggiudicazione. Cass. 22 novembre 1978, n. 5437.

 

 

1.4. Opposizioni di terzo.

Il provvedimento con il quale il giudice dell’esecuzione rigetti il ricorso proposto da un terzo che, assumendo di avere la comproprietà dell’immobile espropriato, chieda la declaratoria della decadenza dell’aggiudicatario per mancato versamento del prezzo del termine fissato dal giudice, e disponga per l’emissione del decreto di trasferimento, non ha natura decisoria e definitiva, contenendo, sulla ricognizione del requisito della tempestività del deposito del prezzo, una anticipazione parziale del decreto di trasferimento, onde non è suscettibile di impugnazione per Cassazione ex art. 111 Cost., essendo invece impugnabile con l’opposizione agli atti esecutivi ex art. 617 c.p.c. Cass. 17 dicembre 1991, n. 13560.

 

 

1.5. Vendita di quote societarie.

È legittimo ed efficace il pagamento del prezzo d’acquisto di una quota di s.r.l. sottoposta a vendita fallimentare, effettuato - dalla persona designata dalla società in sostituzione dell’aggiudicatario - entro il termine fissato dal giudice delegato all’atto dell’aggiudicazione. Cass. 11 giugno 1980, n. 3715.

 

In tema di espropriazione forzata di quote di società a responsabilità limitata, le disposizioni dell’art. 2480, commi 3 (per il quale «se la quota non è liberamente trasferibile e il creditore, il debitore e la società non si accordano sulla vendita della quota stessa, la vendita ha luogo all’incanto; ma la vendita è priva di effetto se, entro dieci giorni dall’aggiudicazione, la società presenta un altro acquirente che offra lo stesso prezzo») e 4 (che estende le disposizioni del terzo alla vendita delle quote del socio fallito), c.c., si applicano anche allorché la non libera trasferibilità delle quote derivi dall’esistenza di clausola statutaria di prelazione. Cass. 14 gennaio 2005, n. 691.



 
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