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Codice proc. civile agg.  al  28 Gen 2015
 
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Art. 550 cod. proc. civile: Pluralità di pignoramenti

Il terzo deve indicare i pignoramenti che sono stati eseguiti presso di lui (1).

Se altri pignoramenti sono eseguiti dopo che il terzo abbia fatto la sua dichiarazione, egli può limitarsi a richiamare la dichiarazione precedente e i pignoramenti ai quali si riferiva (2).

Si applicano le disposizioni dell’articolo 524 secondo e terzo comma (3).


Commento

Pignoramento: [v. 492]; Terzo: [v. 543].

 

(1) La mancata indicazione non comporta la nullità della assegnazione o della vendita, salva naturalmente la responsabilità del terzo per i danni che i creditori pignoranti hanno sofferto per non essere stati chiamati nella procedura esecutiva.

 

(2) Ciò significa che il terzo deve denunciare esplicitamente soltanto i pignoramenti successivi, essendo sufficiente, per quelli eseguiti anteriormente ed indicati nella dichiarazione, il richiamo di quest’ultima.

 

(3) Bisogna distinguere, cioè, a seconda che il pignoramento successivo sia stato eseguito prima o dopo l’udienza fissata per la vendita e l’assegnazione: nel primo caso, il cancelliere inserisce l’atto di pignoramento nel fascicolo dell’esecuzione, dandone avviso al creditore istante, e l’esecuzione si svolge in un unico processo; nella seconda ipotesi, invece, il pignoramento successivo produce gli effetti di un intervento tardivo.


Giurisprudenza annotata

Pluralità di pignoramenti.

 

 

 

  1. Pluralità di pignoramenti.

Non è fondata, con riferimento all’art. 3 Cost., la questione di legittimità costituzionale dell’art. 2917 c.c. - nella parte in cui, stabilendo che, quando oggetto di pignoramento è un credito, l’estinzione di esso per cause verificatesi successivamente al pignoramento stesso non ha effetto in pregiudizio del creditore pignorante, l’inefficacia ivi prevista comprenderebbe anche l’estinzione del credito avvenuta con il pagamento ad altro creditore che procede ad esecuzione forzata, eseguito in ottemperanza all’ordinanza di assegnazione della somma emanata dal giudice nel precedente procedimento esecutivo ma dopo che è stato notificato il secondo pignoramento - in quanto l’inefficacia dell’estinzione del credito pignorato, disposta dalla norma impugnata, non si estende all’estinzione che si verifichi per effetto del procedimento esecutivo, posto che, in caso di pluralità di pignoramenti presso lo stesso terzo, l’esecuzione deve svolgersi in unico processo (artt. 550 e 524 c.p.c.); che la collaborazione del terzo si attua dichiarando di quali somme egli è debitore e specificando quali pignoramenti sono stati in precedenza compiuti presso di lui; che, anche se le procedure esecutive non vengono unificate, il terzo pignorato effettua correttamente il pagamento, ottemperando al provvedimento di assegnazione della somma emanato dal giudice dell’esecuzione relativamente al primo pignoramento; che lo stesso terzo può opporre l’estinzione del credito, avvenuta in sede esecutiva, agli altri creditori procedenti; e che, se ciò nonostante venga emanato un secondo provvedimento di assegnazione, il terzo può tutelarsi proponendo opposizione. Corte cost. 2 novembre 1996, n. 374.

 

In tema di espropriazione forzata di crediti presso terzi, il terzo debitor debitoris che, nel fare dichiarazione dell’esistenza del credito pignorato, abbia omesso di riferire - come prescrive l’art. 550, comma 1, c.p.c. in funzione della riunione dei pignoramenti per l’attuazione del concorso tra i creditori sul credito - che quest’ultimo è stato nel frattempo pignorato una seconda volta, qualora abbia luogo l’assegnazione, è legittimato a dedurre con l’opposizione agli atti esecutivi che l’omessa dichiarazione dell’esistenza dell’altro pignoramento è dipesa da errore di fatto, per ottenere la rimozione dell’ordinanza di assegnazione, poiché l’assegnazione è inefficace come fatto estintivo del credito nei confronti dell’altro creditore pignorante e considerato che anche una dichiarazione confessoria può essere revocata per errore di fatto. Deve, viceversa, escludersi che l’errore possa essere posto a fondamento di un’istanza di revoca dell’ordinanza di assegnazione, posto che un simile potere del giudice dell’esecuzione non è configurabile. (Sulla base di tali principi la S.C. ha rigettato il ricorso per Cassazione con cui si lamentava che erroneamente il giudice dell’esecuzione si fosse ritenuto investito di un’opposizione agli atti esecutivi a seguito di un’istanza del debitor debitoris di richiesta di correzione dell’ordinanza di assegnazione). Cass. 20 febbraio 2007, n. 3958.

 

L’opposizione agli atti esecutivi, con la quale si deduca la nullità dell’ordinanza di autorizzazione alla vendita dell’unico bene sottoposto, ad istanza di diversi creditori, a più pignoramenti successivi, confluiti, a norma degli artt. 524, 550 e 561, c.p.c., in unico procedimento esecutivo, istituisce un rapporto processuale anch’esso unico, di cui sono parti, quali litisconsorti necessari, oltre al debitore, tutti i creditori pignoranti, con la conseguenza che la notificazione al soccombente della sentenza conclusiva del relativo giudizio fa decorrere, per quest’ultimo (come per il notificante) il termine breve per proporre impugnazione nei confronti di tutte le altre parti. Cass. 27 ottobre 1992, n. 11695.

 

La sussistenza di precedenti sequestri, pignoramenti e, quindi, analogicamente del fermo amministrativo, come anche la deduzione di eccezioni di prescrizione o di compensazione, devono essere dal terzo rappresentante in sede di dichiarazione resa avanti il giudice dell’esecuzione forzata, rimanendo in caso contrario precluse - nei suoi rapporti con l’assegnatario, e quindi anche nel procedimento di ottemperanza a quanto giudicato dal giudice dell’esecuzione - dalla positiva dichiarazione (artt. 547 e 550 c.p.c.). Cons. St., 1º aprile 1992, n. 352.

 

In tema di espropriazione di crediti presso terzi, il pignoramento successivo di quote diverse del medesimo credito non costituisce pignoramento di beni diversi, ma di un bene unitario. Pertanto in tale ipotesi il giudice dell'esecuzione, in qualunque modo venga a sapere che il medesimo credito è stato oggetto di più procedimenti esecutivi, ha l'obbligo di riunirli, se del caso anche revocando il provvedimento di assegnazione emesso in uno di essi.

Cassazione civile sez. III  04 ottobre 2010 n. 20595  



 
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