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Codice proc. civile agg.  al  28 Gen 2015
 
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Art. 557 cod. proc. civile: Deposito dell’atto di pignoramento

Eseguita l’ultima notificazione, l’ufficiale giudiziario consegna senza ritardo al creditore l’atto di pignoramento e la nota di trascrizione restituitagli dal conservatore dei registri immobiliari.
Il creditore deve depositare nella cancelleria del tribunale competente per l’esecuzione la nota di iscrizione a ruolo, con copie conformi del titolo esecutivo, del precetto, dell’atto di pignoramento e della nota di trascrizione entro quindici giorni dalla consegna dell’atto di pignoramento. La conformità di tali copie è attestata dall’avvocato del creditore ai soli fini del presente articolo. Nell’ipotesi di cui all’articolo 555, ultimo comma, il creditore deve depositare la nota di trascrizione appena restituitagli dal conservatore dei registri immobiliari.
Il cancelliere forma il fascicolo dell’esecuzione (1). Il pignoramento perde efficacia quando la nota di iscrizione a ruolo e le copie dell’atto di pignoramento, del titolo esecutivo e del precetto sono depositate oltre il termine di quindici giorni dalla consegna al creditore.

 


Commento

Ufficiale giudiziario: [v. 59]; Pignoramento (immobiliare): [v. 555]; Nota di trascrizione: [v. 561]; Nota di iscrizione a ruolo: [v. 165]; Titolo esecutivo: [v. 474]; Precetto: [v. 480]; Fascicolo dell’esecuzione: [v. 488].

 

(1) In conclusione, nel fascicolo dell’esecuzione devono essere inseriti: nota di iscrizione a ruolo; copia conforme di titolo esecutivo; precetto; atto di pignoramento e nota di trascrizione.


Giurisprudenza annotata

Deposito dell’atto di pignoramento.

 

 

  1. Termine; 1.1. Decorrenza; 1.2. Acquisizione successiva; 1.3. Opposizione; 2. Competenza; 2.1. Opposizione; 2.2. Provvedimento del giudice dell’esecuzione.

 

 

  1. Termine.

 

 

1.1. Decorrenza.

Nell’espropriazione immobiliare, il termine di efficacia del pignoramento decorre dalla data della notificazione al debitore dell’atto di pignoramento e non da quella della trascrizione di questo. Cass. 16 settembre 1997, n. 9231.

 

La mancata osservanza del termine di cui all'art. 557 c.p.c. non comporta alcuna decadenza, atteso che il deposito del titolo esecutivo e del precetto onde consentire al Giudice di accertare la loro regolarità formale, al fine di procedere all'espropriazione immobiliare non è soggetto a termine perentorio, e pertanto non è affetta da nullità l'ordinanza di vendita se tali atti sono allegati al fascicolo dell'esecuzione in un momento successivo a quello disposto dalla norma.

Tribunale Bari sez. II  21 novembre 2011 n. 3705  

 

 

1.2. Acquisizione successiva.

Il deposito del titolo esecutivo e del precetto, onde consentire al giudice di accertare la loro regolarità formale, al fine di procedere all’espropriazione immobiliare, non è soggetto a termine perentorio (art. 557, comma 2, c.p.c.), ), e pertanto non è nulla l’ordinanza di vendita, se tali atti sono allegati al fascicolo dell’esecuzione in un momento successivo a quello disposto dalla norma. Cass. 22 marzo 2007, n. 6957; conforme Cass. 17 marzo 2006, n. 5906, Trib. Bari, 21 novembre 2011.

 

Non può ritenersi indispensabile, ai fini della validità dell’esecuzione, la certificazione da parte del cancelliere della data precisa in cui il deposito sia stato effettuato dalle parti. Il precetto della legge, inteso a consentire al giudice dell’esecuzione di procedere all’accertamento della regolarità formale del titolo esecutivo e del precetto prima di disporre l’ulteriore corso dell’esecuzione forzata, resta adempiuto, con la materiale acquisizione di detti documenti al fascicolo del processo esecutivo. Cass. 24 agosto 1964, n. 2370.

 

 

1.3. Opposizione.

Qualora avverso l’ordinanza di assegnazione di crediti sia stata proposta opposizione agli atti esecutivi fondata sulla mancanza delle condizioni e dei presupposti per l’assegnazione, è inammissibile il motivo del ricorso per Cassazione avverso la sentenza di rigetto dell’opposizione con il quale si deduca che la procedura esecutiva è stata iniziata e completata senza che fosse depositato agli atti il titolo esecutivo costituito dalla sentenza, così come previsto dall’art. 557, comma 2, c.p.c., trattandosi di irregolarità - peraltro non comportante la nullità dell’ordinanza di vendita ove tale atto venga allegato al fascicolo dell’esecuzione in un momento successivo a quello disposto dalla suddetta norma - non attinente all’atto esecutivo specificamente impugnato. Cass. 24 aprile 2008, n. 10654.

 

L’inosservanza da parte dell’Ufficiale giudiziario del termine per il deposito del verbale di pignoramento e del titolo esecutivo non incide sulla validità del pignoramento ma comporta l’impossibilità di provvedere sull’istanza di vendita; tale inosservanza, che si riflette sugli atti successivi, può essere fatta valere con l’opposizione agli atti esecutivi nel termine di cinque giorni dalla notifica dell’ordinanza di fissazione dell’udienza di comparizione delle parti innanzi al giudice dell’esecuzione. Cass. 13 ottobre 2003, n. 15278.

 

 

  1. Competenza.

 

 

2.1. Opposizione.

Il deposito dell’atto di pignoramento presso la cancelleria di un tribunale diverso da quello competente per l’esecuzione, non costituisce un vizio che produca l’inesistenza o la nullità assoluta dello stesso atto, ma una semplice irregolarità formale, che può essere sanata con l’invio alla cancelleria del giudice competente dell’atto medesimo. Trib. Montepulciano, 10 novembre 1962.

 

 

2.2. Provvedimento del giudice dell’esecuzione.

Il giudice dell’esecuzione è per definizione carente del potere di emettere sentenze o comunque decisioni con carattere di definitività, e, in particolare, sentenze declinatorie della competenza dell’ufficio cui appartiene. Pertanto, il provvedimento con il quale detto giudice rilevi l’erroneo deposito, per incompetenza territoriale (inderogabile) del tribunale adito, dell’atto di pignoramento esprime un mero potere ordinatorio e non definitorio, ed ha, quindi, forma e natura di ordinanza (che non vulnera i diritti di difesa delle parti, essendo esperibili avverso di essa il reclamo di cui all’art. 630 c.p.c. o l’opposizione agli atti esecutivi). Da ciò consegue l’inammissibilità del regolamento di competenza. Cass. 13 novembre 2002, n. 15957.



 
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