codice-proc-civile
Codice proc. civile agg.  al  28 Gen 2015
 
L'autore
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore

 

Art. precedente Art. successivo
 

Art. 565 cod. proc. civile: Intervento tardivo

I creditori chirografari che intervengono oltre l’udienza indicata nell’articolo 564, ma prima di quella prevista nell’articolo 596, concorrono alla distribuzione di quella parte della somma ricavata che sopravanza dopo soddisfatti i diritti del creditore pignorante e di quelli intervenuti in precedenza e a norma dell’articolo seguente.


Commento

Distribuzione della somma ricavata: [v. 510]; Creditore pignorante: [v. 555]. Creditori chirografari: sono creditori semplici, in quanto il titolo del loro diritto si affida soltanto ad un documento (chirografo) non assistito da alcuna garanzia (privilegio, pegno o ipoteca).


Giurisprudenza annotata

Intervento tardivo.

 

 

  1. Tardività dell’intervento; 1.1. Qualificazione della «tardività»; 1.2. Condizioni di ammissibilità dell’intervento; 1.3. Credito erariale.

 

 

  1. Tardività dell’intervento.

 

 

1.1. Qualificazione della «tardività».

Nel caso di ordinanza di vendita e contestuale delega al notaio per le attività dell’art. 591-bis c.p.c., il relativo provvedimento costituisce il momento di chiusura della corrispondente fase processuale, con la conseguenza che è tardivo l’intervento spiegato dopo di esso. Trib. Roma, 11 aprile 2005.

 

Tanto nel regime dell'art. 565 anteriore alla sostituzione operata dal d.l. n. 35 del 2005, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 80 del 2005, quanto nel regime successivo a tale sostituzione, la previsione come momento ultimo della possibilità di un intervento tardivo del creditore chirografario prima dell'udienza di cui all'art. 596 c.p.c., andava e va intesa nel senso che tale intervento è ormai precluso dopo che tale udienza abbia avuto inizio (nella data e nell'ora fissate) ed abbia avuto luogo con un'attività di trattazione effettiva ai sensi di detta norma, ancorché venga disposto dopo di essa rinvio in prosecuzione della trattazione, mentre esso resta ancora possibile: a) qualora detta udienza, venga tenuta non già con lo svolgimento di una simile attività di trattazione, bensì con il solo compimento di attività dirette a rimediare ad una nullità impediente il suo rituale svolgimento e dunque abbia luogo una trattazione solo a questo scopo ed in funzione dell'adozione del provvedimento per rimediare alla nullità, seguendone la fissazione di una nuova udienza per la trattazione ai sensi dell'art. 596; b) nel caso in cui l'udienza non abbia luogo per mero rinvio derivante da ragioni d'ufficio. In tali casi l'intervento è possibile ancora prima dell'udienza di rinvio.

Cassazione civile sez. III  31 marzo 2015 n. 6432  

 

La fissazione del termine della «prima udienza fissata per l’autorizzazione alla vendita», cui ragguagliare la tempestività o la tardività dell’intervento, è da intendersi riferita alle eventualità dell’inutile esperimento di un primo incanto o dell’inutile decorso del termine delle offerte senza incanto, che danno entrambe luogo appunto alla pronuncia di una nuova ordinanza di vendita. Pertanto, è tardivo ogni intervento successivo all’udienza in esito alla quale il giudice dell’esecuzione ha disposto efficacemente la vendita per la prima volta. Trib. Roma, 11 aprile 2005.

L’intervento predisposto per consentire ai creditori iscritti o privilegiati di partecipare alla distribuzione delle somme conseguite dalla vendita dei beni espropriati, è valido ed operante se spiegato prima dell’udienza prevista dall’art. 596 e cioè dell’udienza che il giudice dell’esecuzione, nel depositare in cancelleria il progetto di distribuzione, fissa per l’audizione dei creditori e del debitore. Il termine predetto ha natura perentoria, ma, nonostante il suo carattere d’indilazionabilità, non può non ritenersi condizionato dall’effettiva celebrazione di quell’udienza. Essa può infatti funzionare da dies ad quem in quanto l’adempimento processuale della discussione del progetto abbia avuto effettivamente luogo. Cass. 10 marzo 1990, n. 1965.

 

La qualificazione di tardività dell’intervento nell’esecuzione va riferita alla norma di cui al comma 2 dell’art. 563 [ora art. 564, n.d.r.], la quale precisa che l’intervento, per essere tempestivo, deve avvenire «non oltre la prima udienza fissata per l’autorizzazione alla vendita». Per prima udienza deve intendersi quella nella quale si sia svolta per la prima volta un’attività esecutiva o anche la nomina del perito estimatore, all’udienza ex art. 569, di cui viene dato avviso ai creditori iscritti, mediante notifica, ed al pubblico nella sua generalità mediante pubblicazione sul F.A.L. Trib. Treviso, 20 dicembre 1996.

 

Per prima udienza fissata per l’autorizzazione della vendita, ai sensi dell’art. 563, comma 2, [ora art. 564, n.d.r.], utile ai fini dell’intervento tempestivo dei creditori chirografari, deve ritenersi quella in cui il giudice ordini, in concreto, per la prima volta, la vendita e non quella prima in ordine cronologico, fissata in seguito all’istanza di vendita. Trib. Brescia, 27 febbraio 1962.

 

 

1.2. Condizioni di ammissibilità dell’intervento.

Nell’ipotesi di esecuzione immobiliare in cui sia presente un solo creditore è ammissibile l’intervento di altri creditori fino all’emanazione dell’ordine di pagamento. App. L’Aquila, 7 maggio 1992.

 

Al creditore procedente non spetta per la sua qualità una particolare situazione di vantaggio nei confronti degli altri creditori intervenuti nel procedimento di espropriazione forzata, con i quali partecipi in parità di condizioni alla distribuzione del prezzo ricavato dalla vendita dei beni che ne sono oggetto, salvo il rispetto delle legittime cause di prelazione. Il disposto dell’art. 565 stabilisce che i creditori chirografari, intervenuti tardivamente dopo l’udienza di autorizzazione della vendita, partecipano soltanto alla distribuzione di quella parte del prezzo che sopravanza, una volta soddisfatti i crediti del creditore procedente e dei creditori intervenuti in precedenza. Tale norma si applica anche al creditore procedente nel caso in cui questi abbia fatto valere, dopo l’udienza di autorizzazione alla vendita, un credito maggiore o un altro credito, oltre i limiti di quanto richiesto nell’atto di precetto. Egli ha quindi diritto soltanto a partecipare alla distribuzione del residuo prezzo in parità di condizioni con gli altri creditori chirografari intervenuti anch’essi dopo la citata udienza. Cass. 22 giugno 1967, n. 1505.

 

 

1.3. Credito erariale.

Il credito derivante dall’applicazione dell’Invim alla vendita forzata in sede di espropriazione immobiliare sorge al momento del trasferimento, e quindi dopo l’udienza fissata per l’autorizzazione alla vendita ex art. 563 c.p.c. Pertanto esso ha natura di credito chirografario tardivo e concorre alla distribuzione del ricavato secondo la disciplina prevista dall’art. 565 c.p.c. Trib. Napoli, 19 maggio 1978.

 

Contra: Benché il credito per INVIM sia indiscutibilmente privilegiato e benché fra le spese di giustizia possono ricomprendersi anche quelle sorte dopo il pignoramento o in occasione del trasferimento e non necessariamente anticipate dal procedente, tuttavia detto credito nell’ordine dei privilegi dell’art. 2780 c.c. figura al quinto posto e quindi in posizione dissociata dalle spese di giustizia che sono per necessità al primo posto; ciò esclude che l’INVIM sia da ricomprendere fra le spese di giustizia. Cass. 24 luglio 1987, n. 6436.

 

Il credito derivante dall’applicazione dell’INVIM alla vendita forzata in sede di espropriazione immobiliare sorge al momento del trasferimento, e quindi dopo l’udienza fissata per l’autorizzazione alla vendita ex art. 563 c.p.c. Pertanto esso ha natura di credito chirografario tardivo e concorre alla distribuzione del ricavato secondo la disciplina prevista dall’art. 565 c.p.c. Trib. Napoli, 19 maggio 1978.



 
Art. precedente Art. successivo
 

 
Vuoi restare aggiornato su questo argomento?
Segui la nostra redazione anche su Facebook, Google + e Twitter. Iscriviti alla newsletter

 

 

© Riproduzione riservata

 
 
Commenti