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Codice proc. civile agg.  al  27 Giu 2015
 
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Art. 572 cod. proc. civile: Deliberazione sull’offerta

Sull’offerta il giudice dell’esecuzione sente le parti e i creditori iscritti non intervenuti (1).

 

Se l’offerta e’ pari o superiore al valore dell’immobile stabilito nell’ordinanza di vendita, la stessa e’ senz’altro accolta.

 

Se il prezzo offerto e’ inferiore rispetto al prezzo stabilito nell’ordinanza di vendita in misura non superiore ad un quarto, il giudice puo’ far luogo alla vendita quando ritiene che non vi sia seria possibilita’ di conseguire un prezzo superiore con una nuova vendita e non sono state presentate istanze di assegnazione ai sensi dell’articolo 588.

 

Si applicano le disposizioni degli articoli 573, 574 e 577.


Commento

Giudice dell’esecuzione: [v. 484]; Creditore procedente: [v. 95]. Creditori iscritti: sono quei creditori che sui beni pignorati hanno un diritto di prelazione risultante da pubblici registri.

 

(1) Per l’audizione delle parti e dei creditori iscritti non intervenuti, il giudice dell’esecuzione dovrà fissare un’udienza entro il termine di venti giorni dall’offerta. La convocazione dopo tale termine non avrebbe senso, dato che l’offerente potrebbe revocare, in ogni momento, la propria offerta.


Giurisprudenza annotata

Deliberazione sull’offerta.

 

 

  1. Udienza di audizione delle parti; 2. Opposizioni.

 

 

  1. Udienza di audizione delle parti.

L’audizione ai sensi dell’art. 572 c.p.c. delle parti e dei creditori iscritti non intervenuti (lungi dal concretizzare solo un parere consultivo per il G.E., come invece quella di cui all’art. 590 c.p.c., al fine di meglio determinarsi circa i successivi passaggi dell’esecuzione forzata quali nuovo incanto, assegnazione, amministrazione giudiziaria) integra una vera e propria deliberazione vincolante, che può dare luogo a nullità di sorta, se omessa. Trib. Padova, 3 dicembre 2004.

 

 

  1. Opposizioni.

In tema di espropriazione immobiliare, la violazione delle procedure di vendita (nella specie apertura delle buste nella vendita senza incanto fuori e prima dell’udienza), non costituisce un vizio che determina una nullità insanabile, rilevabile in ogni momento del processo esecutivo, poiché non si concreta in un vizio che impedisce allo stesso processo di raggiungere lo scopo cui è preordinato, vale a dire l’espropriazione del bene per il soddisfacimento delle ragioni creditorie. In tal caso, il mezzo di impugnazione dell’atto del processo esecutivo che ha dato luogo al vizio contestato si identifica con l’opposizione agli atti esecutivi, proponibile nel termine di decadenza di cui all’art. 617 c.p.c. il quale, quando il vizio emerga da verbale di udienza alla quale il debitore sia stato posto nella condizione di comparire, ma non sia comparso, decorre dalla data dell’udienza stessa e non da quella dell’effettiva conoscenza. Cass. 15 settembre 2008, n. 23683.

 

La previsione di cui all'art. 572, comma 3, c.p.c., la quale vieta al giudice dell'esecuzione di procedere alla vendita se, in presenza di un'offerta inferiore al valore dell'immobile, vi si opponga il creditore procedente, è dettata unicamente a tutela di quest'ultimo. Ne consegue che il debitore esecutato è privo di interesse ex art. 157, comma 2, c.p.c., a dolersi della violazione di essa

Cassazione civile sez. III  11 maggio 2012 n. 7267  

 

È impugnabile con ricorso per Cassazione il provvedimento del tribunale fallimentare, confermativo di quello del giudice delegato, con cui sia stata revocata la vendita di un bene immobile del fallimento dopo l’intervenuta aggiudicazione, ma prima dell’emanazione del decreto di trasferimento del bene, trattandosi di un provvedimento definitivo, perché non altrimenti impugnabile, e di natura decisoria, in quanto esso incide sulle aspettative dell’aggiudicatario, tutelate secondo le disposizioni del codice di rito in base al rinvio contenuto nell’art. 105 legge fallimentare. Cass. 20 maggio 1993, n. 5751.



 
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