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Codice proc. civile agg.  al  28 Gen 2015
 
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Art. 581 cod. proc. civile: Modalità dell’incanto

L’incanto ha luogo davanti al giudice dell’esecuzione, nella sala delle udienze pubbliche.
Le offerte non sono efficaci se non superano il prezzo base o l’offerta precedente nella misura indicata nelle condizioni di vendita (1).
Allorché siano trascorsi tre minuti dall’ultima offerta senza che ne segua un’altra maggiore, l’immobile è aggiudicato all’ultimo offerente.
Ogni offerente cessa di essere tenuto per la sua offerta quando essa è superata da un’altra, anche se poi questa è dichiarata nulla (2).


Commento

Incanto: [v. 576]; Giudice dell’esecuzione: [v. 484].

 

(1) Per la validità dell’incanto non è necessaria la pluralità di offerenti, in quanto l’aggiudicazione può avvenire anche a favore di un unico offerente. Diversamente, la mancata presentazione di offerte determina il fenomeno dell’asta deserta.

 

(2) L’aggiudicazione che risulta dal verbale d’asta non è definitiva dell’attribuzione del bene, potendo e dovendo verificarsi eventi ulteriori, quali offerte ritenute ancora efficaci [v. 584] o il versamento del prezzo da parte dell’aggiudicatario [v. 585].


Giurisprudenza annotata

Modalità dell’incanto.

 

 

  1. Condizioni di validità dell’incanto; 2. Irregolarità dell’incanto.

 

 

  1. Condizioni di validità dell’incanto.

Nell’esecuzione per espropriazione forzata immobiliare, qualora, all’udienza fissata per la vendita con incanto del bene pignorato, non siano presenti soggetti legittimati a promuovere il compimento di atti esecutivi (creditore pignorante e creditori intervenuti muniti di titolo esecutivo), il giudice dell’esecuzione difetta del potere di ordinare la vendita medesima, con la conseguenza che questa, ove venga ugualmente disposta, è affetta da nullità assoluta ed insanabile, la quale è opponibile dall’interessato, in qualunque momento del processo esecutivo, anche all’aggiudicatario (cui non sono opponibili, ai sensi dell’art. 2929 c.c., solo le nullità degli atti che hanno preceduto la vendita). Cass. 17 dicembre 1984, n. 6603.

 

L'aggiudicazione disposta ai sensi dell'art. 584 c.p.c. (in caso di offerte dopo l'incanto) pone gli stessi obblighi di pagamento che a mente dell'art. 585 c.p.c. gravano sul soggetto dichiarato aggiudicatario provvisorio, ai sensi dell'art. 581 c.p.c. e incombono, per l'effetto, a carico dell'offerente inadempiente, gli stessi oneri derivanti dall'art. 587 c.p.c. (Nella specie dopo una prima aggiudicazione provvisoria era stata formulata un'offerta in aumento. Rimasta inadempiuta tale offerta, per non essere stato versato il prezzo nel termine fissato, il giudice aveva proceduto all'incanto da cui era stato ricavato un prezzo inferiore sia a quello di cui alla prima aggiudicazione sia di quello offerto con l'aumento del quinto. In applicazione del principio di cui sopra la Suprema Corte ha ritenuto che correttamente il giudice a quo avesse disposto, oltre la perdita della cauzione dell'offerente ai sensi dell'art. 584 c.p.c., anche la sua condanna al pagamento della differenza tra il prezzo ricavato dalla successiva vendita e quello da lui proposto in aumento, e non quello di cui alla prima aggiudicazione provvisoria).

Cassazione civile sez. I  05 marzo 2012 n. 3405

 

La vendita con incanto, pur essendo predisposta al fine di ottenere la gara fra più concorrenti all’acquisto del bene pignorato, per conseguire il prezzo più vantaggioso, non può considerarsi invalida sol perché in concreto non si sia realizzata la pluralità degli offerenti. Infatti, la presentazione di un solo acquirente - mentre non dà luogo all’ipotesi di asta deserta, che presuppone la totale mancanza delle offerte - è prevista dal secondo comma dell’art. 581 c.p.c., che, stabilendo l’inefficacia delle offerte non superiori al prezzo base o alle offerte precedenti, implicitamente ammette, con la prima di tale alternativa, la possibilità di un solo partecipante. Cass. 3 maggio 1980, n. 2910.

 

 

  1. Irregolarità dell’incanto.

In tema di espropriazione forzata, il sistema della vendita all’incanto postula che il prezzo di aggiudicazione sia determinato oggettivamente dalla gara, e quindi che le offerte siano formulate nel corso della stessa: pertanto, nel caso in cui l’offerta formulata in udienza dall’unico partecipante alla gara superi il prezzo base di un importo pari almeno all’aumento minimo prescritto dalle condizioni di vendita, è irrilevante, ai fini della sua efficacia, la circostanza che nell’istanza di partecipazione sia stato erroneamente indicato un prezzo base inferiore; l’offerta precedente, al cui superamento nella misura indicata dalle condizioni di vendita l’art. 581, secondo comma, c.p.c. subordina l’efficacia di ulteriori offerte, è infatti quella formulata da altro offerente nel corso di una gara alla quale abbiano partecipato più concorrenti; laddove invece sia stata presentata un’unica offerta, il parametro di riferimento ai fini dell’aumento è costituito dal prezzo base fissato nelle condizioni di vendita. Cass. 15 maggio 2009, n. 11328.

 

In tema di espropriazione immobiliare il debitore esecutato è carente di interesse a proporre opposizione agli atti esecutivi per violazione delle disposizioni che disciplinano le modalità dell’incanto, se non deduce contestualmente che dalla violazione di esse gli è derivata la lesione del diritto a conseguire dalla vendita il maggior prezzo possibile, avendo impedito ulteriori e più convenienti offerte. Cass. 22 febbraio 2006, n. 3950; conforme Cass. 22 marzo 1996, n. 2512.

 

La mancata adozione per l’incanto del sistema della candela vergine non comporta nullità della vendita se esso sia stato sostituito da sistemi equipollenti. Cass. 22 marzo 1996, n. 2512.

 

Nel processo esecutivo per espropriazione forzata immobiliare è sufficiente che nel verbale d’udienza con incanto siano indicate le offerte effettuate in ordine successivo, con omissione di ogni altra formalità, quale l’accensione delle candeline per segnare il tempo utile per le offerte. Cass. 23 ottobre 1982, n. 5526.



 
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