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Codice proc. civile agg.  al  28 Gen 2015
 
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Art. 585 cod. proc. civile: Versamento del prezzo

L’aggiudicatario deve versare il prezzo nel termine e nel modo fissati dall’ordinanza che dispone la vendita a norma dell’articolo 576 (1), e consegnare al cancelliere il documento comprovante l’avvenuto versamento (2).
Se l’immobile è stato aggiudicato a un creditore ipotecario o l’aggiudicatario è stato autorizzato ad assumersi un debito garantito da ipoteca, il giudice dell’esecuzione può limitare, con suo decreto, il versamento alla parte del prezzo occorrente per le spese e per la soddisfazione degli altri creditori che potranno risultare capienti.
Se il versamento del prezzo avviene con l’erogazione a seguito di contratto di finanziamento che preveda il versamento diretto delle somme erogate in favore della procedura e la garanzia ipotecaria di primo grado sul medesimo immobile oggetto di vendita, nel decreto di trasferimento deve essere indicato tale atto ed il conservatore dei registri immobiliari non puo’ eseguire la trascrizione del decreto se non unitamente all`iscrizione dell’ipoteca concessa dalla parte finanziata (3).

 


Commento

Aggiudicatario: [v. 580]; Ordinanza: [v. 483]; Cancelliere: [v. 57]; Giudice dell’esecuzione: [v. 484]; Decreto: [v. 135]; Conservatore dei registri immobiliari: [v. 561]; Trascrizione: [v. 555]. Creditore ipotecario: è quel soggetto il cui credito è garantito da ipoteca. Ipoteca: garanzia di natura reale (c.c. 2808 e ss.) avente ad oggetto immobili o diritti reali immobiliari, alla quale la legge riconosce l’efficacia di causa legittima di prelazione (c.c. 2471). Contratto di finanziamento: termine economico (non giuridico) al quale si ricollegano operazioni finanziarie che hanno in comune una concessione di credito (es. mutuo, apertura di credito, avallo, fideiussione, sconto bancario etc.). In particolare, il (—) indica qualunque forma contrattuale che abbia ad oggetto l’anticipazione di denaro con obbligo di restituzione, anche senza garanzie.

 

(1) Il versamento del prezzo nella vendita con incanto è condizione necessaria per l’acquisto della proprietà dell’immobile oltre che obbligo dell’aggiudicatario. Quest’ultimo non è tenuto a versare il prezzo solo nel caso in cui, previa autorizzazione del giudice, abbia concordato con il creditore ipotecario l’assunzione del debito verso questi. Il trasferimento del bene espropriato ha luogo solo in quanto il giudice emani il relativo decreto.

 

(2) In caso di mancato pagamento entro il termine perentorio il giudice dichiara, con decreto, la decadenza dell’aggiudicatario [v. 587].

 

(3) L’importante novità, salutata con estremo favore dai primi commentatori, è volta a consentire l’acquisto degli immobili messi all’asta anche da parte di potenziali interessati privi però della necessaria liquidità. In pratica, si rende possibile l’aggiudicazione anche a favore di coloro che accendono un mutuo per reperire la somma necessaria all’aggiudicazione, iscrivendo la necessaria garanzia ipotecaria di primo grado sull’immobile medesimo in favore del soggetto finanziatore: nel decreto di trasferimento ex art. 586 [v. →] verrà indicato il contratto di mutuo e il conservatore dei registri immobiliari provvederà unitamente a trascrivere il provvedimento del giudice dell’esecuzione e a iscrivere ipoteca sull’immobile trasferito. Nel sistema precedente ciò era impossibile, in quanto l’ipoteca sul bene espropriato non poteva iscriversi prima del decreto di trasferimento il quale, però, non poteva essere pronunciato senza il previo integrale versamento del prezzo da parte dell’aggiudicatario. Quanto alla natura giuridica dell’ipoteca de qua, trattasi con ogni probabilità di ipoteca volontaria, con la conseguenza che per l’iscrizione sarà necessario il rispetto delle formalità stabilite dall’art. 2839 c.c., oltre naturalmente la presentazione del decreto di trasferimento di cui all’art. 586.


Giurisprudenza annotata

Versamento del prezzo.

 

 

  1. Versamento del prezzo; 1.1. Termine; 2. Accollo del debito e la compensazione.

 

 

  1. Versamento del prezzo.

In tema di esecuzione forzata per espropriazione immobiliare, l’aggiudicatario del bene è tenuto, a pena di decadenza, a versare nei termini e nel modo fissati dall’ordinanza che dispone la vendita a norma dell’art. 576 c.p.c. la somma che residua alla soddisfazione del proprio credito, pure se eccedente la somma occorrente a soddisfare gli altri creditori capienti, in quanto l’eventuale esubero può essere distribuito ai creditori non capienti o essere restituito al debitore. L’aggiudicatario, anche laddove l’ammontare del suo credito non risulti interamente coperto, è in ogni caso tenuto - salvo che non abbia proceduto al pignoramento e sostenuto le spese del procedimento a versare la somma occorrente a coprire le spese, delle quali fa parte anche l’ammontare dovuto a titolo di IVA, di cui, in caso di omesso versamento, il giudice può disporre il deposito, ma non anche omettere di pronunziare il decreto di trasferimento, la cui emissione è subordinata solamente al versamento del prezzo, con conseguente obbligo per il debitore espropriato (cedente) di emettere fattura con addebito di imposta per l’assegnatario (cessionario). Peraltro, se l’immobile è aggiudicato ad un creditore ipotecario, o l’aggiudicatario è autorizzato ad assumersi un debito garantito da ipoteca, il giudice può - sempre che il bene non sia garantito da privilegi e non sussistano ipoteche di grado poziore - anche d’ufficio, con decreto, limitare - operando una compensazione anche a prescindere dalle condizioni richieste dall’art. 1243 c.c. - il versamento del prezzo a quanto occorrente per le spese e la soddisfazione degli altri creditori che possano risultare capienti. Cass. 31 maggio 2006, n. 13013.

 

1.1. Termine.

Il termine per il versamento del prezzo dell’aggiudicazione dell’immobile, così come fissato nel provvedimento che ha disposto la vendita a norma dell’art. 576 c.p.c., può farsi decorrere solo dall’aggiudicazione definitiva, cioè dal momento in cui sarà risultato che la domanda di aumento non è stata presentata o, pur presentata, non era ammissibile. Cass. 6 ottobre 1998, n. 9908; conforme Cass. 9 giugno 1994, n. 5621.

 

Il termine di cui all’art. 585 c.p.c., entro il quale l’aggiudicatario del bene nell’ambito di una procedura esecutiva immobiliare deve versare il prezzo, non è soggetto alla sospensione feriale dei termini processuali. Trib. Gaeta, 16 dicembre 2009.

 

In tema di liquidazione fallimentare, il termine per il versamento del prezzo, di cui agli art. 576 n. 7 e 585, comma 1, c.p.c., si inserisce nel procedimento di vendita coattiva e deve considerarsi di natura processuale, in quanto prodromico al trasferimento dell'immobile e, quindi. alla definitiva attribuzione del bene, essendo diretto a concludere una fase esecutiva; ne consegue la soggezione alla sospensione feriale dei termini, ai sensi dell'art. 1 l. 7 ottobre 1969 n. 742.

Cassazione civile sez. I  13 luglio 2012 n. 12004  

 

 

  1. Accollo del debito e la compensazione.

Nella procedura fallimentare, in virtù del generale richiamo, effettuato nell’art. 105, l. fall., alle norme del processo d’esecuzione, in quanto compatibili con le disposizioni della legge speciale, è legittima l’esecuzione di una vendita dei beni del fallimento effettuata sotto il controllo degli organi fallimentari, i quali individuino come modalità di pagamento quella dell’accollo del debito ipotecario da parte dell’aggiudicatario. Cass. 27 maggio 1995, n. 5916.

 

L’opposizione all’esecuzione investe l’an dell’azione esecutiva, mentre l’opposizione agli atti esecutivi attiene al quomodo del procedimento; per cui sono da qualificarsi opposizione all’esecuzione quelle che contestano il diritto del cessionario-aggiudicatario di avvalersi dei poteri riservati al creditore fondiario. La compensazione ex lege di cui all’art. 585, comma 2, c.p.c., fra il proprio credito e il prezzo di aggiudicazione, non può operare in favore del cessionario di un credito fondiario. Trib. Firenze, 23 marzo 2001.



 
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