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Codice proc. civile agg.  al  27 Giu 2015
 
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Art. 589 cod. proc. civile: Istanza di assegnazione

L’istanza di assegnazione (1) deve contenere l’offerta di pagamento di una somma non inferiore a quella prevista nell’articolo 506 ed al prezzo base stabilito per l’esperimento di vendita per cui e’ presentata.

 

Fermo quanto previsto al primo comma, se nella procedura non risulta che vi sia alcuno dei creditori di cui all’articolo 498 e se non sono intervenuti altri creditori oltre al procedente, questi puo’ presentare offerta di pagamento di una somma pari alla differenza fra il suo credito in linea capitale e il prezzo che intende offrire, oltre le spese (2).


Commento

Assegnazione: [v. 505].

(1) La forma dell’istanza [v. Formula n. 41] è il ricorso [v. 125], ma non si esclude la proposizione orale in udienza: in tal caso, però, il giudice dell’esecuzione deve fissare una successiva udienza per procedere all’assegnazione.

 

(2) Qualora nella procedura non vi siano altri creditori oltre quello procedente, quest’ultimo può presentare un’offerta pari alla differenza tra il credito vantato, depurato degli interessi, e il prezzo che intende offrire, oltre le spese.

 


Giurisprudenza annotata

Istanza di assegnazione.

 

 

 

  1. Istanza di assegnazione.

È irregolare l’incanto per la vendita di beni immobili svoltosi a seguito di un rinvio d’ufficio privo delle prescritte forme di pubblicità, con la conseguenza che il giudice dell’esecuzione, a causa di tale irregolarità, può rigettare l’istanza di assegnazione, rientrando nell’area della propria competenza la valutazione circa la regolarità dell’incanto. Trib. Potenza, 17 gennaio 2000.

 

Nella procedura fallimentare non è applicabile l’istituto dell’assegnazione dei beni, di cui alla disciplina dell’esecuzione forzata contenuta nel codice di rito, ostandovi - oltre il sistema di liquidazione dell’attivo delineato dalla legge fallimentare, il quale tende alla trasformazione in danaro dei beni del fallito per il successivo riparto tra i creditori - la compiutezza della normativa fallimentare sulle vendite, escludente il ricorso all’analogia, ed il principio della par condicio creditorum, che sarebbe violato dalla preferenza accordata al creditore assegnatario, nonché, per la cosiddetta assegnazione-vendita, la sua incompatibilità con la struttura del fallimento, che per la liquidazione degli immobili del fallito prevede un formalismo più intenso rispetto a quello richiesto dal codice di rito. Cass. 22 luglio 1983, n. 5069.



 
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